Green pass: può ottenerlo anche chi si è vaccinato all’estero

Ecco tutte le informazioni che devono essere conosciute da chi si è vaccinato al di fuori dall’Italia e desidera ottenere il green pass per muoversi liberamente sul territorio nazionale.

Anche coloro che si sono vaccinati contro il coronavirus nel resto d’Europa o comunque all’estero, o che si sono ammalati di Covid e poi sono guariti al di fuori dell’Italia, hanno la facoltà di ottenere il green pass. Lo ha precisato una circolare del ministero della Salute, che ha fornito anche tutti i dettagli e tutte le informazioni pratiche in merito. I dati relativi alle vaccinazioni che sono state eseguite in un Paese straniero, una volta che verranno acquisite nel Sistema tessera sanitaria, verranno messe a disposizione delle Regioni di residenza dei soggetti coinvolti dall’Anagrafe nazionale vaccini; inoltre entreranno a far parte della piattaforma nazionale DGC in modo da consentire la generazione automatica del green pass.

Come fare per richiedere e avere il green pass

Le persone interessate non dovranno fare altro che attendere di ricevere il codice di autorizzazione che verrà trasmesso dall’app Immuni o dal sito Dgc.gov.it (ma anche via sms o tramite messaggio di posta elettronica, a seconda dei casi). Per scaricare la certificazione sarà necessaria la tessera sanitaria, oppure un documento di identità (nel caso in cui non si possegga la tessera sanitaria); in alternativa si può sempre utilizzare lo Spid. Nel caso in cui il soggetto richiedente abbia effettuato solo la prima vaccinazione all’estero e si sottoponga alla seconda in un centro regionale, l’informazione relativa alla registrazione della seconda dose nel sistema vaccinale regionale sarà trasmessa all’Anagrafe nazionale vaccini.

La procedura da seguire

La circolare diffusa dal ministero della Salute a proposito delle modalità con le quali potrà essere rilasciato il green pass, per altro, ha indicato che la certificazione potrà essere richiesta – previa vaccinazione o guarigione, ovviamente – anche dai familiari conviventi di chi vive all’estero, perfino se non registrati presso il servizio sanitario. L’iter da rispettare prevede di rivolgersi all’Azienda sanitaria locale della propria Regione o della propria Provincia autonoma e fornire, insieme a un documento di riconoscimento e al codice fiscale eventualmente posseduto, i documenti forniti dallo Stato in cui ci si è vaccinati o in cui ci si trovava quando ci si è ammalati e guariti. Questi documenti devono essere in lingua inglese; se sono forniti in una lingua diversa, c’è bisogno di una traduzione giurata di questi documenti con valore legale. Solo per la Provincia autonoma di Bolzano sono ammessi anche i documenti prodotti in tedesco.

I documenti richiesti per accedere al green pass

Le persone che hanno ricevuto la vaccinazione in un Paese straniero per poter avere la certificazione verde italiana devono fornire il certificato vaccinale messo a disposizione dall’autorità sanitaria di quel Paese. Su questo certificato devono essere riportati, oltre ai dati identificativi del soggetto titolare, anche la data di somministrazione, i dati relativi al vaccino e le informazioni sullo Stato da cui il documento è stato rilasciato. Vale la pena di ricordare che per il green pass sono ritenuti validi i vaccini AstraZeneca, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson.

Come si devono comportare i guariti

Nel caso dei soggetti che hanno contratto il coronavirus e sono guariti fuori dall’Italia, invece, è richiesto un certificato di guarigione che deve essere prodotto dall’autorità sanitaria del Paese di riferimento, che deve indicare la data in cui è stato effettuato il primo tampone molecolare positivo, insieme con i dati identificativi del soggetto e quelli di chi ha prodotto il documento. Ovviamente chi ha avuto un solo vaccino perché in precedenza ha avuto il Covid è tenuto a fornire tutti e due i certificati richiesti.

Come ottenere la certificazione verde

Coloro che sono interessati a vedersi assegnare il green pass avranno la possibilità di acquisirlo usando un codice di autorizzazione. Questo codice verrà inoltrato ai richiedenti via sms o tramite messaggio di posta elettronica. Inoltre, vi si potrà accedere con l’app Immuni oppure recandosi sul sito Dgc.gov.it. Per scaricare il codice sarà necessario avere a portata di mano la tessera sanitaria; nel caso in cui se ne sia sprovvisti occorrerà il documento di identità che è stato presentato e utilizzato nel momento in cui è stata inoltrata la richiesta. Una soluzione alternativa è rappresentata dallo Spid, anche se al momento non tutti i cittadini italiani hanno attivato la procedura per richiederlo.

Differenze fra la prima e la seconda dose

E come ci si deve comportare, infine, nel caso in cui il ciclo di vaccinazione sia completato in due Paesi diversi (per esempio con la prima dose somministrata all’estero e la seconda somministrata in Italia)? in tale circostanza la seconda dose sarà registrata all’interno del sistema vaccinale regionale, e a quel punto questa informazione verrà comunicata all’Anagrafe nazionale vaccini. Quindi si potrà in ogni caso richiedere il green pass per non avere problemi con gli spostamenti.