La stitichezza o stipsi è un disturbo intestinale che spesso colpisce i bambini, in particolari momenti della crescita e dello sviluppo.

Questo genere di problematica, che consiste nella difficoltà di evacuare, liberandosi delle feci, spesso si presenta nei neonati, allattati al seno o che consumano latte di formula.

In ogni caso qualora si dovesse manifestare, in bambini di qualunque età, e protrarre per diversi giorni sarebbe opportuno consultare il medico pediatra, il quale dopo aver valutato attentamente la condizione del bambino potrà suggerire il trattamento più adatto al problema.

In ogni caso le linee guida da seguire per identificare la stipsi nei bambini includono: nessun movimento intestinale per 2 o 3 giorni più del solito, movimenti intestinali duri o dolorosi e gocce di sangue sull’esterno delle feci.

Quando rivolgersi a un medico

I bambini devono essere sottoposti a visita medica immediata se manifestano segni allarmanti. In assenza di questi, ma nel caso in cui l’evacuazione non sia frequente, sia dolorosa o difficile, è necessario rivolgersi al medico. In base alla tipologia di sintomi manifestati nel bambino il medico può indicare semplici trattamenti domestici o chiedere ai genitori di sottoporre il bambino a una visita. In alcuni casi potrebbe essere consigliato l’uso di farmaci specifici per il trattamento della stipsi cornica, tra questi ricordiamo Movicol bambini un prodotto in bustine dal gradevole gusto al cioccolato.

Cosa provoca la stitichezza dei bambini

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un’alterazione funzionale o stipsi funzionale che può avere diverse spiegazioni:
Durante il primo anno di età, l’inserimento nella dieta di nuovi alimenti può provocare episodi di stitichezza con formazione di feci di consistenza aumentata, causa di defecazione dolorosa che ha aperto così un circolo vizioso;
– Negli anni successivi, fino al compimento dei 4 anni, l’inizio della stipsi coincide spesso con il periodo di acquisizione del controllo degli sfinteri, talvolta causato da un’eccessiva spinta all’autocontrollo da parte dei genitori oppure da errori come il mancato impiego o la sottrazione del vasino;
– In seguito, durante i primi anni della scuola, la ritenzione delle feci può venire innescata dal “rifiuto” dei bagni scolastici.
Dunque per essere precisi la stipsi funzionale può derivare da problemi legati alla dieta e precisamente a carenze di particolari alimenti o a questioni legate a comportamenti riconducibili a stress, educazione all’uso del wc, e desiderio di controllo o defecazione dolorosa.

In altri casi, più rari invece la stipsi è da considerarsi organica e cioè dovuta a disturbi fisici che possono avere natura congenita o possono intervenire successivamente negli anni. Nello specifico nei lattanti la stipsi organica può essere causata da: ipotiroidismo (condizione determinata dalla presenza di una ghiandola tiroidea ipoattiva), allergie alimentari, celiachia (intolleranza al glutine), farmaci (potenti antidolorifici, come gli oppiodi, tra cui codeina e morfina), gravi disturbi addominali, come appendicite e/o blocco intestinale.

Quali buone abitudini seguire per contrastare la stipsi nei bambini

Quando la stipsi è causata da irregolarità nell’assumere i pasti e di conseguenza da scorretta alimentazione, la soluzione è a portata di mano: è sufficiente dare una svolta alle cattive abitudini e agire sul fronte della prevenzione alimentare.

Fondamentale è supportare i più piccoli nel favorire il processo digestivo e ciò è possibile facendo in modo che possano seguire una dieta equilibrata fatta di nutrimenti atti a contrastare la stitichezza

In particolare è buona regola consumere frutta e verdura ad ogni pasto, scegliendo i prodotti in base alla stagionalità. Ultimo consiglio, assolutamente importante, è quello di consumare il più possibile anche alimenti come yogurt e cereali integrali, diminuendo le dosi del riso, di zuccheri raffinati, grassi saturi e cioccolato, e bere moltissimo: acqua, succhi naturali, tisane contro la stitichezza.