Vampiri e Lupi Mannari italiani

//   28 dicembre 2011   // 2 Commenti

Vampiri LicantropiVampiri e lupi mannari si aggirano dall’alba dei tempi nel folklore e nei racconti di quasi tutte le culture del mondo. In Europa la tradizione relativa alla licantropia, ossia alla trasformazione dell’uomo in lupo (o in altro animale selvaggio), e quella relativa al vampirismo, risalgono all’antichità classica se non prima. Il primo racconto completo relativo ai lupi mannari viene pubblicato nella seconda metà del I secolo d.C., nel Satyricon di Petronio. A questo proposito bisogna ricordare che a Roma il licantropo era chiamato versipellis, in quanto si riteneva che i peli da lupo crescessero verso l’interno del corpo di un uomo, e che poi si “rivoltava” assumendo fattezze bestiali.
I primi vampiri, ossia i morti che ritornano dalla tomba per succhiare il sangue e la vita dei vivi, emergono dalle nebbie della preistoria. In molte necropoli sono stati rinvenuti resti umani con pietre piantate sul corpo. Pratica è ancora oggi diffusa in alcune regioni a influsso Vodoo per impedire che il morto torni dall’aldilà. Il più antico testo vampirico noto è una tavoletta babilonese conservata al British Museum su cui è incisa una formula magica che serviva a proteggere dai succhia sangue: gli etimmé. Vampiri e Lupi mannari, storie e vicende che si dipanano ai confini della realtà, ai confini tra oriente e occidente. Hanno un qualche fondamento? E la leggenda di una rivalità tra le due razze, ha un qualche riscontro reale? Una riposta potrebbe provenire dalla Puglia, la regione più orientale d’Italia. Ma è possibile che la terra del sole del mare e del vento sia stata in un lontano passato teatro della battaglia tra queste due razze mitologiche? Apparentemente qualcosa in questo senso è successo. Vediamolo nel dettaglio.
Due città sembrano essere coinvolte in questo scontro fantastico: Trani sarebbe stata una roccaforte dei Vampiri mentre Brindisi la tana dei Lupi mannari. Sono molte le storie fantastiche proprie di questa terra che nonostante l’avanzare della tecnologia e della scienza “vivono” ancora e ancora provocano dei brividi lungo la schiena. Eppure questa è solo una storia fantasiosa?
A Trani qualche anno fa è stata scoperta una sepoltura molto particolare che ha fatto entrare di diritto l’Italia nel novero dei paesi interessati dal vampirismo. L’archeologa, Ada Ricciardi, che ha condotto gli scavi nel 2001 ha dovuto tacere a lungo infatti, solo a marzo del 2002 la notizia di quanto ritrovato divenne di pubblico dominio. Ma perché questo ritardo? Oltre a mere questioni burocratiche, è chiaro che quello che il territorio di Trani ha rivelato agli occhi degli studiosi è davvero al limite della realtà. La zona precisa è Capo Colonna, una piccola penisola della città, dove già negli anni settanta erano stati effettuati scavi e scoperti reperti di epoca micenea e ellenica, anche se a tutt’oggi cosa fossero questi reperti e cosa sia stato estratto dalla terra non ci è dato sapere in quanto le risultanze sembrano essere svanite nel nulla. Gli ultimi scavi, invece, condotti da Ada Ricciardi in zone adiacenti, hanno portato alla luce ambienti e insolite strutture in pietra. Insolite in quanto i muri erano composti da lastroni piantati in verticale nel terreno, tecnica mai attestata per quell’epoca. Ma non è tutto. Nei frammenti che sono riaffiorati era presente un disegno altrettanto inquietante: un bipede con un’enorme cresta e una coda da rettile. La struttura pare risalga alla fine del IX o all’inizio dell’VIII secolo avanti Cristo. Sì, stiamo parlando di quasi 3000 anni fa. Inoltre tutto quanto emerso ha portato gli archeologie e gli antropologi a pensare che il luogo fosse adibito a cerimonie e rituali, visto l’evidente l’orientamento con il sorgere del sole ad est. Ma la scoperta più insolita e scioccante è stata la serie di sepolture. Infatti, sono state rinvenute tre tombe, due all’interno dell’edificio e una all’esterno. Perché? Quello che è certo è che nella sepoltura esterna è stato ritrovato un uomo in posizione inginocchiata, con sopra una lastra di pietra, come per impedirgli di rialzarsi. All’interno le due tombe hanno anch’esse una lastra di pietra su tre uomini che sono sdraiati supini. Secondo gli antropologi l’età del soggetto seppellito all’esterno è di circa 40 anni mentre per quanto riguarda i tre seppelliti all’interno si può parlare di due uomini adulti tra i venti e i quaranta anni e di un ragazzo di circa 15 anni. All’interno della tomba non sono state trovate suppellettili di alcun tipo, né ornamenti o corredi funebri, per questo gli studiosi ritengono che questi uomini fossero stati esclusi dalla società. Quello che è insolito è il fatto che furono comunque seppelliti e non gettati altrove senza sepoltura come era usanza a quei tempi per i reietti. Inoltre la presenza di una lastra sulla schiena di tutti e quattro, il fatto che fossero inumati sottoterra e che sopra ogni tomba vi fosse stata posizionata un’altra grande lastra di pietra fa pensare che fosse fortemente desiderato che i quattro non tornassero in vita. Che non uscissero dalle loro tombe. Possibile che fossero vampiri? Non abbiamo risposte certe, ma abbiamo una coincidenza inquietante, proprio a Trani fu redatto uno dei primi trattati sui vampiri “Dissertazione sopra i Vampiri” il cui autore fu nientemeno che l’arcivescovo Giuseppe Davanzati(1665.1755) in cui il fenomeno vampirico viene enucleato in tutte le sue forme e sfaccettature. Perché l’arcivescovo ha sentito il bisogno di scrivere un tale trattato?

Brindisi invece sembra essere terra dei più acerrimi nemici dei vampiri. I licantropi. Ma innanzitutto è bene compiere una distinzione tra i Licantropi, che sono uomini lupo dalla nascita e i Lupi mannari che lo diventano a causa del morso di un licantropo. In Puglia sono molti i nomi dati ai licantropi e questo dimostra la abitudine a queste creature. Lupomini e lupinari su tutti. Pare che a Brindisi subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, ci fossero delle famiglie “insolite”. Gli uomini avevano i tratti del viso molto marcati, il corpo avvolto da una peluria insistente e folta, le mani grandi dalle dita robuste con le unghie nere o marroni. Caratterialmente riservati, solitari e intelligenti. Gli anziani sostengono che tutti li conoscessero e che in molti sospettassero cosa fossero in realtà, ma visto che non avevano mai nuociuto a nessuno tutti gli abitanti se ne tenevano lontani e non li stuzzicavano. Chi abitava nelle campagne vicino alla città racconta degli ululati che si sollevavano nelle notti di luna piena ma che non c’era mai stata paura, perché, a differenza degli episodi letterari, i licantropi riconoscevano gli abitanti e cercavano di non nuocere loro. Alcune tradizioni orali proprie del brindisino li considerano dei veri e propri protettori. Tra le testimonianze attuali va riportata quella di una anziana signora, che oggi ha passato l’ottantina, che ricorda perfettamente una notte del lontano 1949 quando correva dal dottore perché sua sorella era in gravi condizioni. Le vie di Brindisi erano deserte. Faceva molto freddo e, nonostante avesse timore in quanto si aggirava da sola per la città, doveva avvertire il dottore della grave situazione in cui versava la sorella. Correndo si fermò ad un incrocio perché non ricordava quale via prendere e fu lì che vide un animale enorme venirgli incontro. Assomigliava a un cane ma era molto più grosso. Aveva occhi scuri e ringhiava forte, lei si spaventò così tanto da non riuscire più a fare un passo. Pare le vennero in mente le parole della nonna che sosteneva che gli incroci erano luoghi salvifichi in quanto erano delle croci a terra, così rimase ferma e ha osservato quella specie di lupo che l’ha guardata negli occhi e le è parso che la riconoscesse. Sembrava uno sguardo umano, ha ululato e se ne è andato. Dopo aver contatto il dottore tornò a casa e raccontò l’accaduto alla nonna la quale le disse che da quelle creature non c’era motivo di temere alcunché. Questa è una delle tante testimonianze che esistono sui licantropi a Brindisi, gli ultimi avvistamenti risalgono a qualche decina di anni fa, il periodo di maggiori testimonianze e avvistamenti è quello compreso tra gli anni 50 e 70. In zona Cappuccini pochi anni orsono in molti si spaventarono quando da una traversa sbucò un uomo che correva accovacciato, i testimoni oculari dissero che si muoveva con un agilità innaturale. Nella zona denominata Casale ancor oggi si sostiene che molte famiglie abbiamo casi di licantropia tra le mura domestiche e che di notte si sentano ancora ululati. Proprio al Casale circa mezzo secolo fa viveva una famiglia, tra le più antiche di Brindisi, sulla quale circolavano voci di licantropismo. Nella zona durante le notti di luna piena si sentivano rumori e ululati di dubbia origine. Dei ragazzi avvistarono un uomo che correva carponi e che si arrampicava su un albero molto velocemente. Da un’altra villetta pare che provenissero così tanti ululati che una donna uscì in terrazzo cercando di far rientrare il marito il quale, non essendo cosciente, la fece precipitare a terra uccidendola sul colpo.
Che siano esistiti davvero i vampiri e i licantropi non ha importanza in fondo. Alcune prove ci sono, altre sono basate soltanto su racconti e testimonianze orali che però creano un’atmosfera decisamente magica. Chi ne vuole sapere di più sa dove andare…

Claudio Foti


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2 COMMENTS

  1. By Anonimo, 12 dicembre 2017

    Ciao è stato un piacere aver letto il vostro articolo … Sono da anni che io cerco testimonianze sui cosìdetti Licantropi, sto cercando di formare un piccolo gruppo sul quale si basa la ricerca sui licantropi… Non so tipo formare un sito dove poter scambiare informazione e avvistamenti soppratutto… Sono da anni ormai che sono un appassionato di ricerche e voglio portarle al termine …

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  2. By nico, 12 dicembre 2017

    Anch’io sono un appassionato della licantropia e dopo aver letto questa notizia è sapere che la patria dei licantropi e la tua terra la Puglia questo mi spinge ancora di più a indagare e fare ricerche su questa famosa leggenda comunque se hai creato un forum ho un sito fammi sapere sono pronto a condividere la mia curiosità con te

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