La Nokia lascia Cluj e si dirige ad Est

//   3 ottobre 2011   // 0 Commenti

nokia jucul

 

La notizia della chiusura dello stabilimento Nokia a Jucul nello judet di Cluj ha colto tutti di sorpresa. Fonti ufficiali del gruppo finlandese hanno dichiarato che in un quadro di riorganizzazione generale della riduzioni dei costi è stata presa la decisione di spostare la produzione in aree dove ci sono condizioni più favorevoli e dove la domanda è più sostenuta. Secondo le prime indiscrezioni circolate si ipotizza che il “trasloco” possa avvenire nella vicina Repubblica di Moldova entro i primi mesi del 2012.

Ad oggi nello stabilimento Nokia di Jucul erano impiegate circa 2.200 persone che ora andranno ad aumentare le fila dei disoccupati e, considerando che l’area di Cluj deteneva già uno dei più alti tassi di disoccupazione del paese, questo porterà ulteriori difficoltà senza considerare le inevitabili ripercussioni anche su tutto l’indotto a cominciare dalle aziende di trasporto che con Nokia collaboravano. Questa notizia segue di poche settimane la decisione del gruppo Finlandese di chiudere anche il centro di ricerca di Cluj che occupava 120 persone.

La chiusura del sito produttivo arriva a soli tre anni dall’inaugurazione quando con un investimento di oltre 60 milioni di euro nel Febbraio 2008 era iniziata la produzione dei telefoni cellulari del gruppo finlandese.

A seguito della decisione presa dal consiglio di amministrazione sono immediatamente iniziate le consultazioni con le parti sociali per cercare una soluzione che sia la meno traumatica per i lavoratori, per le loro famiglie e per l’intero progetto di attrarre investimenti stranieri che il governo romeno sta cercando di mettere in atto con una serie di misure a sostegno delle imprese cha vogliano investire almeno 5 milioni di euro creando come minimo 50 posti di lavoro.

Lo stesso presidente del gruppo Nokia, Stephen Elop, ha annunciato che “ la compagnia sta cercando potenziali investitori che abbiano interesse a rilevare il sito produttivo  “ cercando di mitigare, così, le difficoltà a cui andranno incontro i lavoratori che dal marzo 2012 non verranno più  pagati, confermando, inoltre, come si stia trattando con i sindacati un pacchetto di misure che possano essere di sostegno ai colleghi che perderanno il posto di lavoro.

Nelle periodica riunione dei ministri del mercoledì il Premier Emil Boc ha dichiarato che “se lasciamo prevalere la burocrazia gli investitori internazionali lasceranno il paese portandosi via, di conseguenza, i soldi per gli investimenti” – ha poi continuato – “ siamo in una competizione globale che viene accentuata dalla crisi economica ed esiste il rischio che un investimento in Romania, o comunque in Europa, venga delocalizzato in altre parti”. Ha poi concluso :” si deve lavorare di più sulla capacità di attrarre nuovi investimenti stranieri nel Paese”.

Il Premier Boc ha avvocato a sé il coordinamento del Centro Romeno per la Promozione del Commercio e degli Investimenti Stranieri confermando che “ d’ora in avanti qualsiasi investimento superiore al milione di euro sarà discusso in sede ministeriale indipendentemente che sia promosso da investitori locali o stranieri ”.

La decisione assunta da Nokia sembra invece non aver colto di sorpresa il Presidente Basescu che poco prima di partire per il summit del Partenariato dell’Est  in programma a Varsavia ha dichiarato: “ dal mio punto di vista non è una novità avendo  avuto frequenti discussioni con il Governo invitando quest’ultimo a prendere misure atte alla creazione di posti di lavoro”,  sottolineando comunque che “ il rischio che le multinazionali inizino a ridurre le loro attività in Romania è concreto “

Uno spiraglio per una positiva conclusione del problema creatosi con la chiusura dello stabilimento Nokia di Jucul arriva per ammissione del Consigliere Economico Andreea Vass la quale, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Victoria, ha dichiarato “ il Governo è in una fase avanzata di negoziazioni con 10 investitori così che si possano compensare le perdite dovute alla chiusura della Nokia. Abbiamo a disposizione sei mesi di tempo per gestire la situazione e crediamo che in questo breve intervallo possiamo annunciare quali saranno gli investimenti futuri a Cluj “.

Dal punto di vista macro economico la decisione di chiudere lo stabilimento Nokia peserà parecchio sulla situazione interna, infatti secondo fonti governative il contributo Nokia al budget statale è stato di 92 milioni di lei nel 2010 e di 45 milioni nei primi otto mesi del 2011, mentre relativamente all’export il volume della produzione dello stabilimento di Jucul ha inciso per il 7,8% rispetto a tutte le esportazioni della Romania nel 2010 e per oltre il 9% nei primi otto mesi di quest’anno.

Nella giornata di venerdì il presidente del consiglio judetiano di Cluj, Alin Tise, ha annunciato che dopo quasi dieci mesi di colloqui il gruppo tedesco Bosch ha presentato le domande propedeutiche all’autorizzazione a costruire un sito produttivo nel parco industriale di Tetarom, lo stesso della Nokia, con l’intenzione di assumere circa mille dipendenti.

* in collaborazione con SetteGiorni


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