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I trattamenti e le tecniche

La calvizie è un problema che coinvolge davvero moltissime persone. Si stima che tra i caucasici circa il 30% nella fascia di età tra i 20 e i 30 soffra di qualche tipo di perdita di capelli. La percentuale aumenta al 50% se parliamo di uomini tra i 40 e i 50 anni, fino ad oltre l’80% dopo i 70. Il problema è di difficile gestione, emotivamente parlando: la perdita dei capelli segna, psicologicamente, il momento dell’invecchiamento, della perdita di virilità e di sensualità.

Esistono però alcune tecniche che possono ridurre l’impatto visivo del problema, per restituire sicurezza in se stessi e un buon rapporto con la propria immagine. Uno di questi trattamenti è la tricopigmentazione.

In questo articolo parleremo dei principali metodi di trattamento, ma se vorrai approfondire il tema ti segnaliamo anche questo articolo sulla tricopigmentazione permanente e definitiva.

Che cos’è la tricopigmentazione

La tricopigmentazione è un trattamento che consiste nel deposito puntiforme di un pigmento di colore simile a quello dei capelli naturali. Il colore maschera la presenza di aree di diradamento o di totale perdita dei capelli, imitando la presenza di nuovi capelli in fase di crescita.

A seconda del tipo di effetto richiesto e desiderato è possibile intervenire a diversi intervalli di tempo, con battiture di colore sovrapposte, più o meno dense ed evidenti.

I tipi di pigmentazione dei capelli

Iniziamo a dividere le varie tecniche di pigmentazione dei capelli a seconda delle condizioni di partenza e dell’effetto desiderato.

Tricopigmentazione ad effetto rasato

L’effetto rasato ottenuto con la tricopigmentazione è uno dei trattamenti più richiesti. Si tratta di imitare la piccola ricrescita dei capelli dopo una rasatura o un taglio molto corto. La tecnica si adatta alle aree in cui i capelli sono caduti e hanno completamente smesso di crescere. Per ottenere questo effetto, generalmente, si interviene con:

  1. Un primo deposito di colore (giorno 1)
  2. Un secondo deposito di colore (giorno 2)
  3. Un terzo deposito che consolida l’effetto (giorno 30/35)

Tricopigmentazione ad effetto densità

La tricopigmentazione per un effetto di densità maggiore è la tecnica più spesso usata nelle aree in cui i capelli crescono, ma diradati per quantità e volume dei fusti. I trattamenti da eseguire sono, in questo caso, quattro:

  1. Prima battitura del colore (giorno 1)
  2. Seconda battitura del colore (giorno 2)
  3. Terza battitura del colore, per ottenere l’effetto definitivo (giorno 35)
  4. Quarta battitura del colore, per rifinire i dettagli e garantire la tenuta dell’effetto (giorno 36)

Tricopigmentazione definitiva o riassorbibile?

Chi si occupa di questi trattamenti generalmente offre due tipi di intervento: una tricopigmentazione definitiva e una riassorbibile.

Il trattamento di tricopigmentazione permanente rimane inalterato nel corso del tempo: ogni circa 5 anni sarà necessario effettuare un controllo e riprendere la battitura solo nei punti dove il colore è più sbiadito. La scelta è ideale per chi è assolutamente certo dello stile e dell’effetto che otterrà al termine del trattamento.

Con la micropigmentazione riassorbibile sarà necessario riprendere il colore circa una o due volte l’anno. Questa soluzione è più adatta al primo trattamento, per valutare se l’effetto corrisponde alle aspettative e la reazione emotiva e fisica all’operazione è positiva. Se si è soddisfatti, successivamente si può pensare ad una colorazione permanente.

La sostanziale differenza tra i due trattamenti è la profondità di iniezione del colore: più è profonda, più l’effetto sarà permanente.

Tricopigmentazione e tatuaggio: quali sono le differenze?

La tecnica di applicazione della tricopigmentazione è molto simile a quella del tatuaggio: la pelle viene pulita e preparata e un ago, agganciato ad una pistola, batte il colore sullo scalpo, tante volte quante è necessario perché si fissi nella cute.

Le differenze tra tricopigmentazione e tatuaggio sono, principalmente, tre:

  1. Il colore per la ripigmentazione dei capelli è in polvere, e non liquido come quello dei tatuaggi. Inoltre se nell’inchiostro per tatuaggi sono presenti determinate quantità di metalli pesanti (che in soggetti ipersensibili possono condurre a reazioni allergiche), nella polvere per tricopigmentazione vengono incapsulati in guaine di silicone che evitano il contatto diretto con i tessuti. Si può dunque affermare che i prodotti scelti per questi trattamenti siano anallergici.
  2. Gli aghi utilizzati sono molto diversi. Per i tatuaggi se ne usa uno appuntito e con il corpo liscio. Per la tricopigmentazione si usa un ago appuntito ma dal corpo ruvido, che crea i microdepositi puntiformi tipici di questa tecnica. Inoltre, come detto, l’ago per i tatuaggi è più lungo, perché deve arrivare più in profondità nella cute.
  3. La pistola a cui è fissato l’ago per tricopigmentazione è tarata in modo da essere più delicata, per rispettare la delicata cute della testa e dello scalpo, ed esegue un numero minore di battiture al minuto.

Le domande più frequenti

Ecco alcune delle domande che più frequentemente vengono sottoposte agli esperti tricopigmentisti.

  • Sono donna. Posso eseguire il trattamento?

Certamente. Circa 4 milioni di donne soffrono di perdita di capelli, per motivi generalmente differenti dagli uomini. Di solito per le donne viene scelta la tecnica di infoltimento, cioè una battitura di colore che non imita l’effetto rasato ma ridensifica le zone più diradate. Inoltre, le donne spesso richiedono un trattamento di dermopigmentazione simile a quello usato per i capelli, ma per le sopracciglia, per definirne il disegno e ripristinare l’effetto dei peli nelle zone in cui crescono con maggiore difficoltà.

  • Il trattamento è doloroso?

Generalmente la tricopigmentazione non è dolorosa, ma la percezione del fastidio è estremamente soggettiva. Prima dell’esecuzione verrà effettuato un test di reazione al colore e si valuterà la necessità di usare un anestetico in pomata ad effetto locale.

  • Quanto dura la seduta? Cosa devo fare prima?

Prima del trattamento è necessario rasare i capelli, ad una lunghezza di circa 1 mm. Le sedute durano tra le due e le 3 ore ciascuna (le prime sono sempre più lunghe delle successive). E’ inoltre necessario interrompere i trattamenti topici per l’alopecia e l’uso di alcuni farmaci, in accordo con il medico curante, che potranno essere nuovamente assunti a guarigione avvenuta.

  • Quando guarirà lo scalpo?

Di solito dopo una settimana la pelle ha completamente recuperato le proprie caratteristiche e la propria funzionalità.