Legalizzazione dei documenti: cosa bisogna sapere

Quando un cittadino straniero deve far valere in Italia un documento che arriva dal suo paese, lo deve legalizzate. Per i cittadini stranieri presenti sul territorio italiano non sono sufficienti solo delle semplici autocertificazioni, si ha bisogno, che le circostanze siano già note alle autorità e agli uffici competenti.

Insomma, quello di cui ha bisogno sono dei documenti legalizzati.

Un processo questo che offre al documento validità agli occhi della legge italiana. Una sorta di formalizzazione dell’atto che viene rilasciato da un paese estero. La legalizzazione in alcun modo influisce sul contenuto del documento, ma solo sulla sua validità.

In un mondo in continua trasformazione, non c’è da meravigliarsi se l’innovazione tecnologica ha raggiunto tutti gli aspetti della vita quotidiana. I servizi pubblici e le aziende hanno subito una vera e propria evoluzione digitale.

Per poter richiedere la legalizzazione del documento, non è più indispensabile rivolgersi a degli uffici specifici, risulta essere sufficiente affidarsi a piattaforme specializzate come quella a cui si può accedere tramite URL: https://www.romexpress.it/Documento-Servizio/Visto-Legalizzazioni-Documenti-Consolato.

Come si legalizza un documento

La legalizzazione di un documento attesta in maniera specifica: la qualifica certificata a livello legale dell’ufficiale pubblico che ha redatto e che ha firmato l’atto e l’autenticità della sua firma.

L’ufficiale deve apporre nome e cognome, oltre alla data e al luogo in cui la legalizzazione avviene. Nel caso in cui i documenti che devono essere sottoposti a legalizzazione siano in lingua straniera, essi, oltre al timbro, devono avere anche la loro traduzione, la quale deve essere redatta da un traduttore accreditato.

Le autorità che possono procedere alla legalizzazione sono le rappresentanze consolari e/o diplomatiche italiane assegnate al paese estero.

Quando è indispensabile e quando non serve

A questo punto ci si chiede se tutti i documenti debbano o meno essere legalizzati. In genere si sottopongono a legalizzazione:

  • Atti di stato civile;
  • Documenti dell’anagrafe:
  • Atti pubblici in generale che non siano stati redatti dai consolati e dalle ambasciate.

Ci sono poi dei casi, previsti dall’art. 33, ultimo comma, D.P.R. n. 445/2000 in cui la legalizzazione non è obbligatoria. Si indicano i documenti in cui vengono apposte delle postille, utilizzate dai paesi aderenti alla convezione Aia. Tali documenti sono ritenuti validi in paese straniero anche senza legalizzazione.

Si ha bisogno delle traduzioni

Come accennato in precedenza, per avere valenza in Italia i documenti che vengono legalizzati devono essere anche accompagnati dalla loro traduzione legale. Questo vale per tutti i documenti rilasciati dalle autorità straniere e che devono acquisire validità in Italia. Tali documenti a meno che non siano redatti attraverso modelli multilingue, devono avere la loro traduzione in italiano.

A questo punto, oltre al timbro della legalizzazione occorre che sia apposto anche quello di traduzione conforme che dovrebbe essere apposto da rappresentanze diplomatico-consolari italiane all’estero. La validità ai documenti viene data da asseverazione, procedura che per mezzo del giuramento davanti al cancelliere rende ufficiale il documento. La procedura può avvenire in qualsiasi tribunale del territorio.

Gli atti di cui abbiamo parlato fino a questo momento sono soggetti al pagamento dei diritti, la quale tariffa è imposta dal consolato.