Registrare un marchio ecco quali errori non bisogna commettere 

L’operazione di registrazione di un marchio è una soluzione molto valida per proteggere nel proprio Paese, o anche all’estero, la proprietà intellettuale sul marchio stesso, evitando che terzi se ne possano appropriare.

Sappiamo quindi che registrare un marchio è molto importante, per garantire la tutela adeguata dello stesso: ma ci sono anche alcuni errori che è bene evitare, nel processo stesso di registrazione.

Il marchio deve avere alcune caratteristiche precise per evitare il rigetto, che è sempre un rischio: infatti, una volta depositato il marchio, un ufficio si occupa di valutare la domanda, e se non è corrispondente alla normativa italiana, il rigetto è possibile. Questo però consiste in un grosso spreco di risorse, creative e non solo, economiche e di tempo: evitare che il marchio sia rigettato è quindi fondamentale. Ecco perché è bene cercare di evitare alcuni errori che possono sembrare banali nella formulazione del marchio e nel concept. Chiedersi prima, ad esempio, se il marchio abbia tutte le caratteristiche necessarie, se sia forte abbastanza, se rispetti la legge, se sia assolutamente originale e non uguale o anche solo simile ad altri marchi: sono passaggi che bisogna per forza fare. Ma quali sono gli errori più frequenti, quando si tratta di registrare un marchio? Scopriamo quali sono i tipici errori in fase di registrazione del marchio, per evitarli al meglio.

Errori nella registrazione del marchio: quali sono?

  1. Munirsi di un consulente. Munirsi di un consulente esperto è la prima cosa da fare per operare la registrazione del marchio: un consulente o un avvocato esperto di diritto industriale e diritto della proprietà saprà come consigliarvi al meglio, con la sua expertise, in modo da trovare la soluzione che fa per voi evitando errori che possono sembrare banali, ma costano soldi e tempo.
  2. I neologismi? Possono andare bene. I marchi forti (quelli più noti, originali, in grado di distinguersi) spesso e volentieri sono degli acronimi (pensiamo ad IKEA), o neologismi (Nutella). Insomma, osare con la fantasia è possibile, lasciando che sia poi il marketing a migliorare l’associazione fra il nome ed il tipo di business che proponete, il target e via dicendo: sono più facili da tutelare e se scelti bene, sono sempre di successo.
  3. Non controllare l’originalità. Prima ancora di muoversi per la registrazione, già in fase di concept del marchio, sarebbe opportuno garantirsi dell’originalità dello stesso. Sappiate infatti che in fase di registrazione del marchio non viene effettuata una verifica sulla sua originalità: di conseguenza, se proponete un marchio simile ad uno già esistente, rischiate delle cause legali in futuro. La soluzione? Quando avete abbastanza chiaro un concept di marchio, decidete di controllare (anche gratis, online) sul database dei marchi italiani (o europei) per vedere se esiste già un marchio simile o uguale. Comunque sia, tenete conto che solo i servizi a pagamento garantiscono di consultare ogni tipo di marchio.
  4. I marchi descrittivi non possono essere registrati. Attenzione a non commettere alcuni errori banali che quasi sicuramente porteranno al rigetto della domanda di registrazione del marchio da parte dell’ufficio competente. Molto banalmente: non potete chiamare la vostra azienda che si occupa di produrre orologi classici ‘Orologi classici’, si tratta di un nome descrittivo che non può esser registrato. Un marchio descrittivo non è quindi tutelabile dal punto di vista giuridico: siete liberi di usarlo, non di registrarlo, e di conseguenza non potete proteggerlo da terzi.
  5. No ai termini generici. La registrazione del marchio deve essere accurata: i termini generici non sono adeguati. Un nome come ‘Black’ o ‘Top’, o ‘Super’, semplicemente non verrà mai registrato quindi proporlo sarà solo uno spreco di risorse.