Zaia e la polemica-cinema

//   9 settembre 2011   // 0 Commenti

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Ripercorriamo brevemente gli eventi che ci separano dall’ultima dichiarazione rilasciata giovedì 8 settembre, dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, riguardo la pellicola fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia “Cose dell’altro Mondo” del napoletano Francesco Patierno.

luca zaia121 150x150Prima ancora dell’uscita nelle sale, il Presidente Zaia, al corrente che il film avrebbe raccontato – e perché no, stereotipandolo – il conflitto popolazione veneta-immigrati, polemizzava preventivamente contro la pellicola ammonendo “Ci ritrae come Zulù, ma non lo siamo”. E continuava, commentando dopo la visione in sala: “È un’ accozzaglia, un agglomerato di cattivi pensieri e brutti insegnamenti. E mi inizio a preoccupare, se è vera la storia che lo Stato ha dato un milione e trecentomila euro a questi che si presentano con un film da garagisti e fanno strike, perché in un colpo solo riescono a offendere veneti e immigrati”.

Ora, a qualche settimana di distanza dai primi pareri “a bruciapelo”, lo stesso Zaia rilancia il sasso con una proposta: “Ho letto con attenzione le polemiche seguite alle mie osservazioni dopo la visione del film ‘Cose dell’altro Mondo’(…). Poiché siamo in ‘questo’ mondo e dobbiamo guardare al passato ma pensare al futuro, avanzo una proposta sul contributo pubblico alla realizzazione di alcuni film. Perché non informare i cittadini che vanno al cinema a vedere una pellicola sovvenzionata riguardo alla cifra ad essa riconosciuta?”. E aggiunge facendo luce sull’utilità dell’iniziativa: “Rendendo trasparente il chi ed il quanto della risorsa pubblica si attiverebbe un maggior controllo da parte dei cittadini contribuenti e, dunque, una forma di democrazia diretta che tutti, aldilà delle posizioni ideologiche, dovrebbero apprezzare”. “Questo inoltre – prosegue Zaia nella sua battaglia contro lo sperpero del bene pubblico – ci permetterebbe di essere più obiettivi nell’erogazione del denaro pubblico che, alla voce ‘film di interesse culturale’, qualche volta nasconde sorprese non sempre apprezzabili”.


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