Omaggio al baritono Renato Bruson, per il ciclo “Grandi voci alla Scala”

//   18 gennaio 2018   // 0 Commenti

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Masha Sirago, scrittrice e Renato Bruson

E’ un omaggio al celebre baritono Renato Bruson, classe 1936, l’incontro che si è tenuto sabato 13 gennaio alle ore 17 per il ciclo “Grandi voci alla Scala” presso il Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala. Gremita la sala per gli appassionati del mondo della lirica e i moltissimi stranieri seduti (150 posti, ingresso gratuito) per ascoltare l’incontro curato da Sabino Lenoci e Giancarlo Landini, direttore e vicedirettore della rivista “L’Opera”, che realizzano il ciclo “Grandi voci alla Scala” in collaborazione con il Teatro.

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Giancarlo Landini, Titta Tegano, Renato Bruson e Sabino Lenoci

Affiancato dalla moglie Titta Tegano, pittrice e costumista, che gli ha dedicato il libro “Renato Bruson, il volto, il gesto e il passo”, il Maestro Renato Bruson ha raccontato molto della sua carriera sostanzialmente verdiana. Renato Bruson può essere considerato voce storica e pietra del paragone per tutti i baritoni che vogliano penetrare la complessità del mondo verdiano. Attualmente è direttore dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala (è anche docente all’Accademia Chigiana di Siena e all’Accademia lirica di Spoleto).

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Masha Sirago, scrittrice e Ennio Poggi, compositore e pianista

“Si va a teatro per sognare, per dimenticare i guai e sentire poesia” afferma Renato Bruson, e aggiungendo, con grande applauso “ma oggi vanno a teatro per vedere le cazzate che fanno i registi!”. Tra gli spezzoni e i vari ascolti proposti, anche quello andato in onda sulla Rai nel 1991 di Alberto Sordi che simpaticamente cantava insieme a Renato Bruson (“Rigoletto”).

Ho avuto il piacere di incontrare il Maestro Renato Bruson tre anni fa per una intervista sulla sua collezione di opere d’arte dell’Ottocento che ha donato alla Fondazione Cariparma – la “Collezione Renato Bruson” -  per esprimere la passione del Maestro per l’arte pittorica italiana a cavallo tra il XIX e il XX secolo, venendo così a suo tempo a conoscenza dei  suoi esordi, degli inizi tra mille difficoltà, dell’incontro con la sua futura moglie Titta Tegano, leggi e ascolta Renato Bruson: intervista-conversazione, dal palcoscenico della lirica al collezionismo di opere d’arte dell’Ottocento: http://www.mondoliberonline.it/renato-bruson-intervista-conversazione-dal-palcoscenico-della-lirica-al-collezionismo-di-opere-darte-dellottocento/49045/.

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Alberto Sordi e Renato Bruson (Rai 1 1991, "Rigoletto")

5 Presentazione totale 300x225Renato Bruson ha esordito alla Scala il 10 marzo 1972 nella parte di Antonio nella storica ripresa di Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti, diretta da Gianandrea Gavazzeni, dando prova di essere un moderno depositario del belcanto romantico e di possedere le competenze stilistico-vocali per recuperare con cognizione di causa l’antico repertorio del primo Ottocento.

In seguito la Scala lo ha impegnato quasi esclusivamente come baritono verdiano, con l’eccezione di Lucia di Lammermoor. Nella sala del Piermarini ha così cantato Don Carlo, Nabucco, Ernani, Simon Boccanegra, I due Foscari, Rigoletto, Macbeth, La traviata, Otello, Un ballo in maschera sotto la guida di grandi direttori come Claudio Abbado, Francesco Molinari Pradelli e, soprattutto, Riccardo Muti con cui ha condiviso serate memorabili.
“Ho avuto il piacere di ascoltare Renato Bruson alla Scala quando ero studente al Conservatorio di Milano” mi racconta il Maestro Ennio Poggi che mi ha accompagnato in questo pomeriggio di gennaio a salutare il Maestro Bruson. “Ho avuto il piacere di accompagnare musicalmente al pianoforte il mio caro amico baritono Ambrogio Maestri ma non quello di accompagnare Renato Bruson, sarebbe stato bello! Ricordo che nel ’67 durante un mio viaggio in Scandinavia,  Birgit Nilsson (17 May 1918 – 25 December 2005) mi ascoltò durante un mio improvvisato concerto nella hall di un albergo a Stoccolma e lei ne rimase colpita, volle conoscermi e mi invitò il giorno dopo per un tè a casa sua e mi propose di  accompagnarla per dei concerti” mi racconta il caro Ennio Poggi che il 14 dicembre scorso ha ricevuto il diploma al Merito della Repubblica Italiana a Palazzo Malaspina a Pavia e chiedendomi di accompagnarlo ho descritto quella bella giornata nell’articolo qui di seguito: Il compositore Ennio Poggi riceve il diploma al Merito della Repubblica Italiana a Palazzo Malaspina a Pavia, pubblicato su Mondoliberonline: http://www.mondoliberonline.it/il-compositore-ennio-poggi-riceve-il-diploma-al-merito-della-repubblica-italiana-a-palazzo-malaspina-a-pavia/74731/

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Victor de Sabata e famiglia (Mostra "Victor de Sabata - Una vita per la Scala")

Qui nel Ridotto dei Palchi vi è anche un sintetico allestimento su pannelli della mostra “Victor de Sabata – Una vita per la Scala”(nel cinquantenario della sua scomparsa) inaugurata il 12 novembre scorso in concomitanza la serata di apertura della Stagione teatrale del 7 dicembre con “Andrea Chénier” diretta dal Maestro Riccardo Chailly. La mostra, curata da Franco Pulcini, si articola in 14 pannelli che attraverso fotografie e testimonianze provenienti dagli archivi scaligeri e dall’Archivio Eliana de Sabata ripercorrono la vita di musicista di Victor de Sabata sia sul fronte della composizione (oltre all’opera Il macigno, presentata alla Scala nel 1917, occorre ricordare almeno i notevoli poemi sinfonici e il già citato balletto Le mille e una notte) sia sul fronte della direzione d’orchestra, con particolare riferimento all’attività al Teatro alla Scala, dove debuttò in concerto nel 1922 ma anche alcuni momenti familiari, come nell’immagine fotografica dove lo si vede con la moglie Nori, il figlio Elio a tre anni, e il loro cagnolino* nel 1932. De Sabata ha vissuto in pieno l’età delle grandi voci – Callas, Tebaldi, Corelli, Del Monaco – e ha dovuto interrompere la sbalorditiva carriera per ragioni di salute nel 1953, a causa di un infarto durante l’incisione della mitica Tosca (Callas, Di Stefano, Gobbi, Coro e Orchestra della Scala) che ogni collezionista conosce.

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Mostra "Victor de Sabata - Una vita per la Scala"

L’incontro con Renato Bruson è il primo del calendario 2018 del Ciclo “Grandi voci alla Scala” (www.centralpalc.com ) che prevede altri appuntamenti dedicati a personaggi legati alla storia della Scala: il 17 febbraio il pubblico potrà incontrare Juan Diego Flórez, che tra febbraio e marzo sarà impegnato alla Scala nelle recite di Orphée et Eurydice. Il 10 marzo si ricorderà Giuseppe Di Stefano; il 12 maggio Leyla Gencer; il 6 ottobre Renata Tebaldi. Per il 10 novembre è in programma un incontro con Luciana Serra, attualmente docente all’Accademia di Perfezionamento per cantanti lirici della Scala, con cui collabora da anni anche lo stesso Renato Bruson. Tutti gli incontri del ciclo “Grandi voci alla Scala” prevedono ascolti, proiezioni video, ospiti e testimonianze.  L’ingresso al Ridotto dei Palchi è libero fino a esaurimento dei posti.( www.teatroallascala.org )

Prosegue intanto fino al 28 gennaio a Palazzo Reale la mostra “Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi” dell’Associazione Amici della Scala, curata da Maria Vittoria Crespi Morbio, dove si possono ammirare 24 costumi teatrali realizzati dalle firme più celebri della storia del Teatro alla Scala, clicca su: http://www.mondoliberonline.it/a-milano-per-prima-delle-prime-al-teatro-alla-scala-lopera-andrea-chenier-di-umberto-giordano-e-a-palazzo-reale-la-mostra-incantesimi-de/74428/. Clicca anche Masha Sirago incontra Vittoria Crespi Morbio (video 5’27″ © copyright Masha Sirago): https://www.youtube.com/watch?v=7nqxMn_a9Ug

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Mostra "Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta ai giorni nostri" a Palazzo Reale

* N.B. Non posso fare a meno di notare insieme al Maestro Ennio Poggi che nell’immagine fotografica nella mostra dedicata a Victor de Sabata la didascalia recita “il loro cagnolino” mentre in realtà è soltanto un pelouche che ha le rotelle, gioco per bambini. Questo anche perché sono ideatrice del progetto culturale Tiffany “Animal academicum”, la cui protagonista è una cagnolina vera, “musetta ispiratrice” che ho molto fotografato osservandola attentamente (leggi http://www.adnkronos.com/cultura/2017/01/05/cagnolina-degli-aforismi-masha-sirago-tiffany-mostra-milano_6kIC0HNVz1r5VDmRJv0fnK.html – Allo Spazio Filatelia Milano in mostra le opere in formato francobollo di Tiffany “Animal academicum” con cartolina postale e annullo filatelico”: http://www.mondoliberonline.it/allo-spazio-filatelia-milano-in-mostra-le-opere-in-formato-francobollo-di-tiffany-animal-academicum-con-cartolina-postale-e-annullo-filatelico/67042/

Leggi anche:

“Museo Renata Tebaldi” a Busseto: quando il mito trova casa: http://www.mondoliberonline.it/museo-renata-tebaldi-a-busseto-quando-il-mito-trova-casa/41845/

“Renata Tebaldi – Il mito del canto, lo stile di una diva nel cuore di Milano”: http://www.mondoliberonline.it/renata-tebaldi-il-mito-del-canto-lo-stile-di-una-diva-nel-cuore-di-milano/47052/.

Riproduzione riservata, testo, video e ph Masha Sirago © copyright Masha Sirago, mashasirago@gmail.comwww.mashasirago.com


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