La rivoluzione cinese della finanza

//   2 aprile 2012   // 0 Commenti

Wenzhou 300x220Una rivoluzione finanziaria sembra stia per realizzarsi in Wenzhou, punto focale del boom economico cinese. Nel 2011, gli abitanti di questa zona hanno vissuto una forte crisi a causa della mancanza di liquidità. Le banche rifiutavano prestiti e agevolazioni finanziarie, portando le persone a rivolgersi a strozzini o al mercato nero dei prestiti, che li riduceva sul lastrico, causando il fallimento delle loro attività.
Per questo motivo le autorità hanno dovuto trovare una soluzione ad una crisi che stava conducendo a chiusure, fallimenti e addirittura suicidi in una comunità che non riusciva più a sostenere il peso dei debiti e dei problemi economici.
Come era gia’ successo nella Cina post maoista, anche stavolta si ricorrerà al liberalismo, come soluzione al blocco economico e come unica via d’uscita dalla crisi. Liberalismo vuol dire soprattutto liberalizzazione del settore bancario e degli investimenti, che condurrà quindi alla possibilità per i cittadini di investire all’estero.
Pechino ha sottolineato che la riforma di Wenzhou “permetterà la nascita di più tipi di obbligazioni e permetterà gli scambi di azioni non quotate, di tecnologia e di prodotti culturali”. Questo significa poter usufruire della tecnologia occidentale e giapponese, e allo stesso tempo esportare la propria produzione culturale.
Ancora non si conoscono i tempi di attuazione della riforma, ma è certo che tale rivoluzione rappresenta un’ottima notizia per l’Occidente, che immagina già un consistente flusso di denaro in arrivo da Oriente.


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