Vorrei..

//   13 dicembre 2011   // 1 Commento

bandiera italia 300x225Visto che l’età dei proponimenti, pieni di buone intenzioni, è passata da diversi lustri, mi limiterò a semplici desideri di cose fattibili che la politica “del fare”, dovrebbe realizzare senza troppi sforzi. E’ un elenco, che va tanto di moda, e che pare riscuotere l’attenzione dei potenti e dei “media”molto più che decine di proteste o di manifestazioni di piazza.
Vorrei innanzitutto, perché siamo in Veneto, sentirmi tale senza necessariamente schifarmi di essere italiano e meridionale, anche se i nostri connazionali del sud, spesso, fanno di tutto perché ciò avvenga.
Vorrei, però, che anche i miei corregionali veneti riuscissero a capire che non sono sempre e solo le persone del meridione a dare di sé la peggiore immagine; la politica però, specie quella di certi territori, fa tutti i giorni a gara per emergere nella classifica delle cose inutili, dannose e comunque costose per i cittadini ed invece molto lucrose, solo per alcuni.
Vorrei, quindi, che riuscissimo tutti a vedere il peggio del mondo solo per apprezzarne il meglio, che, spesso è vicino a noi ma non ce ne accorgiamo.
Vorrei che non si dovessero più piangere morti e feriti per colpa di idioti con macchine, camion e moto usati come armi di eccidi di massa. La patente è un diritto da poter chiedere ma non un dovere ricevere. Basta con veri assassini che fanno, con armi improprie, più vittime di attentatori e rapinatori. Che strano paese è il nostro! E che strano popolo siamo….

Siamo quelli che si indignano fortissimamente se un canile non è tenuto come un albergo e poi non facciamo nemmeno una piega se degli stupidi criminali saccheggiano e stuprano il centro di Roma.
Siamo sempre pronti a criticare la mancanza di sicurezza ma se troviamo un posto di blocco sbuffiamo, e ci lamentiamo che questi carabinieri, magari terroni, ci fanno perdere tempo. Potrebbero rincorrere i delinquenti veri, non rompere le scatole alle persone per bene!
Siamo un popolo di democratici, cattolici, antifascisti, contro la pena di morte, ma se ci toccano sui nostri affetti più cari, parenti stretti o soldi, chiediamo le “pene esemplari” e ci dispiace che non si possa introdurre, solo in quel caso,ovviamente, la sedia elettrica.
Siamo quelli che hanno visto per mesi le immagini di Avetrana, i programmi quotidiani sul fatto, quasi a “reti unificate” e poi si sono lamentati perché…. “se ne parla troppo”.
Siamo un popolo che ritiene di essere tale a giorni alterni, a seconda delle emozioni e della personalità di quelli che ce lo ricordano oppure che ce lo rimproverano.
Siamo anche quelli che sanno perfettamente che molto doveva esser fatto prima, per salvaguardare il territorio e non è stato fatto, per scelte di altro genere, che hanno deluso molti ed arricchito pochi. Ed ancora diamo retta a coloro che tali scelte hanno fatto, ci hanno avvelenato la vita ed oggi si presentano come i nostri medici salvatori.
Siamo i nipoti che il Nonno sprona ad amare il tricolore ed i valori tradizionali, senza dire, però, che lui era esponente di rilievo di una ideologia che ha contribuito per mezzo secolo a calpestare proprio quei valori, a screditare chi li professava, a colpire, anche fisicamente, gli avversari, (allora erano “nemici di classe” o “compagni revisionisti”) ed a colludere col “nemico” che quel tricolore voleva soppiantare a colpi di carri armati fratelli, come in Ungheria, per esempio.
Siamo quelli che il “mafioso” è solo siciliano e veste come nei film, non volendo capire che la mafia non ha né latitudine né dialetti, ma solo interessi, e che prima di essere un fenomeno delinquenziale è un sistema sociale dal quale, se non lo si riconosce, nessuno è immune.
Sapete cosa credo? Che siamo proprio il popolo italiano! Con i suoi pregi ed i suoi difetti. E quindi a noi tutti l’augurio di farcela, di riuscire a essere così bravi da perdere le brutte abitudini senza mai dimenticare il passato.
Guai alla gente senza memoria, guai alle nazioni senza popoli ed ai popoli senza nazioni.


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1 COMMENT

  1. By Mario Molinaro, 12 dicembre 2017

    Le televisioni, i giornali hanno una buona parte di responsabilita’ nella cultura della superficialita’ diffusa tra il popolo italiano. E a questo mio parere vorrei aggiungere che una buona parte malfidata e falsa della politica nello sfasciare la scuola ha contribuito a generare la cultura del pressapoco che poi genera quella realta’ cosi’ bene descritta dal Gen Sivori, del quale apprezzo la profondita’ severa che non fa sconti. Mi domando: quando la generazione di uomini come Sivori più’ non sara’ chi rimarra’ in Italia a porsi interrogativi fonte d’obbligata riflessione? Ovvero se la struttura culturale del profondo giudicare sparira’ con la generazione del Gen, cosa o chi potra’ indurci alla riflessione profonda? E mi domando chi ha contribuito a distruggere scientemente questa logica culturale del giudicare con profondita’ rimarra’ impunito? La posta in gioco e’ l’essenza della nostra Patria, che e’ come se forze intelligenti volessero annientare per la supremazia di occulti interessi, gli stessi che palesemente hanno ridotto la vita umana al valore di una assicurazione e che a mezzo dei media stravolgono i principi fondanti la nostra Italia.

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