Vino: ILBIO completa mosaico green delle cantine Lungarotti

//   10 aprile 2017   // 0 Commenti

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ILBIO, il primo vino biologico Lungarotti a uscire sul mercato italiano al suo debutto al Vinitaly, segue un percorso che da anni l’azienda umbra ha intrapreso con l’obiettivo di azzerare l’impatto ambientale della propria impresa. Non solo vino biologico, quindi, con la tenuta di Montefalco che dopo 3 anni in regime di conversione ha bio-trasformato tutta la sua produzione, ma anche interventi di ottimizzazione dei processi, in vigna e in cantina. L’analisi dell’andamento climatico con le capannine meteo, avviato nella prima metà degli anni ‘90, ha per esempio ridotto l’uso dei trattamenti fino al 30%; lo stesso risultato si è registrato sui consumi idrici attraverso l’immissione a diverse profondità di sonde ‘antispreco’ nel terreno, in grado di razionalizzare il bisogno idrico delle vigne.

Poi, sempre in campagna, massimo rispetto per la biodiversità del suolo, con la concimazione organica e il controllo meccanico delle infestanti; ma anche con la salvaguardia di boschetti naturali tra le vigne per la ripopolazione della fauna locale, o il semplice mantenimento dei fossi e delle strade bianche per la regolamentazione delle acque. Ma il pezzo forte, che contribuisce a risparmiare 200 tonnellate/annue di CO2, e a generare un’autonomia termoenergetica del 70% del fabbisogno è l’aver aderito come cantina pilota in ambito nazionale al progetto “Energia dalla vite” (premio Ecomondo). Attraverso lo scarto delle potature, i sarmenti vengono raccolti, triturati e bruciati per ottenere il calore necessario a produrre vapore, acqua calda e – con uno speciale scambiatore – anche acqua fredda per il condizionamento. Un ‘tecnocontrollo’ dei cicli produttivi raggiunto con importanti investimenti che hanno consentito di ridurre i consumi energetici, ma anche grazie a piccoli accorgimenti quotidiani (recupero dell’acqua di refrigerazione, recupero di materiali come carta, vetro, sugheri usati, le luci a tempo). Tra i progetti sviluppati da Cantine Lungarotti, quello di compensazione di CO2 (assieme alle altre aziende socie dell’Istituto Grandi Marchi), o il recente MeteoWine dell’Università degli Studi di Perugia, che punta a ottimizzare e ridurre l’uso dei fitofarmaci e a migliorare la performance ambientale della produzione.

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