Vincenzo Cesareo: nuovo presidente di Confindustria Taranto
// 21 giugno 2012 // 0 Commenti
Sarà affiancato per il triennio 2012-2015 dalla seguente squadra di VICE PRESIDENTI: 1. Ricerca e innovazione Antonio Albanese 2. Organizzazione e sviluppo Emanuele Di Palma. Energia e ambiente Giancarlo Guarrata 4. Infrastrutture Antonio Marinaro 5. Made in Italy Domenico Nardelli 6. Presidente Piccola Industria Massimo Di Giuseppe 7. Presidente Gruppo Giovani Paolo Campagna. L’Assemblea ha anche proceduto alla nomina dei CONSIGLIERI DELEGATI che sono: 1. Urbanistica/Città vecchia Marco Andrisano 2. Rapporti Associativi Antonello Cassalia 3. Credito e finanza Piero Chirulli 4. Marketing Associativo Michele De Pace 5. Internazionalizzazione & Corporate Marketing Enzo Di Taranto 6. Progetti Speciali Antonio Galeone 7. Marketing Territoriale Antonio Prota 8. Formazione Francesco Velluto. Lunga ed articolata la relazione che Enzo Cesareo ha letto agli imprenditori tarantini intervenuti.
Fronteggiare la crisi con un laboratorio di idee – Nel momento in cui ci accingiamo a illustrare il programma, il pensiero non può che andare a questi ultimi anni ed a quelli che sicuramente più avanti avremo, ancora contrassegnati da una crisi senza precedenti. Stanno cambiando le dinamiche dei consumi, il credito è selettivo, la finanza non consente posizioni di rendita, le risorse pubbliche sono in continua contrazione, le nostre PMI rischiano di essere espulse dai mercati. Insomma, avvertiamo tutti, ogni giorno, l’esigenza di riposizionarci con le nostre imprese in un contesto di sempre più evidente criticità. In questo momento Confindustria ha la necessità di incrementare la propria rappresentatività attraverso l’autorevolezza che le riverrà dal confronto, anche all’occorrenza duro, con tutti i player territoriali in difesa delle proprie posizioni. Tali posizioni, dovendo rappresentare l’espressione di massima sintesi delle competenze, delle esperienze e, soprattutto, delle conoscenze di Confindustria, richiederanno l’istituzione di un Think Tank: un apposito elaboratore di idee, nel quale convogliare e sviluppare, grazie all’azione di un Comitato Tecnico Scientifico composto da membri interni ed esterni all’organizzazione, i contributi intellettuali ed operativi di tutti coloro che in Associazione vorranno aderire a questo processo di potenziamento al fine di supportare e qualificare, al massimo livello, l’azione di questa presidenza.
Il credit crunch – Del tema del credito parleremo più avanti, individuandolo fra le criticità più aspre di questo periodo di recessione. Vorrei tuttavia fare un passaggio veloce su questo aspetto perché ritengo si tratti, al momento, di una delle cause-effetto più dolorose che le nostre aziende stanno affrontando, e parlo del credit –crunch inteso come una delle condizioni di maggiore difficoltà che il sistema affronta “a monte” dei vari aspetti della congiuntura sfavorevole. Molte aziende lamentano una stretta creditizia al limite della sopravvivenza, ed è perfettamente inutile spiegarvi di cosa sto parlando anche perché tale condizione, con le purtroppo note vicende che spesso riempiono le cronache, investe trasversalmente e tragicamente tutto il Paese. Credo che la questione meriti un approccio di tipo sistemico. Mi spiego. Occorre – sulla falsa riga di quanto sta avvenendo in realtà a noi vicine, come Napoli – affrontare la questione attraverso un tavolo permanente fra l’Abi e la Confindustria.Non ci bastano più gli accordi singoli, sia pure validissimi – laddove applicati – fra le imprese e la singola banca. Occorre affrontare la situazione, che è assai complessa, in un quadro d’assieme, dove poter esaminare tutte le varie condizioni che si producono sul fronte creditizio: diverso, insomma, è il credito concesso per lo sviluppo dal credito erogato in situazioni di decozione aziendale, per quanto entrambi i casi meritino rispetto ed attenzione. E’ per questo che auspico che già da questo momento possano arrivare da voi tutti gli spunti e i suggerimenti necessari per avviare al più presto questo – io ritengo possibile – percorso con l’Associazione delle Banche Italiane.
La necessità di ragionare in termini di macro – area – I dati riguardanti la situazione economica complessiva sono in questo momento soggetti ad evoluzioni di segno negativo.
Riposizionarsi nel Mezzogiorno guardando ad un nuovo associazionismo. Particolare importanza riveste il rapporto con la pubblica Amministrazione. In un momento in cui il binomio Pubblica Amministrazione – erogazione di risorse è sottoposto ad un consistente ridimensionamento, per i vincoli comunitari, patti di stabilità, manovre recessive e quant’altro, noi ci attendiamo dal “decisore politico” uno scatto di reni, un diverso modo di operare, un salto culturale che finalmente consenta all’imprenditore di avere risposte in tempi normali e quella efficienza che è un sacrosanto diritto ricevere per l’operatore economico che chiede un servizio .
Rapporto con gli investimenti privati e con la Grande Impresa. – La filiera della logistica – Il mare come risorsa L’insediamento di nuove iniziative produttive: Taranto Zona a burocrazia zero – Le aziende “motrici” ed il rilancio del manifatturiero – Il ruolo della finanza pubblica per il finanziamento della crescita: il nuovo ruolo del privato.
Le problematiche del credito. I mercati internazionali: il ruolo della Camera di Commercio come partner – La modernizzazione del sistema produttivo: Università, Finanza, Innovazione. Il ruolo delle giovani generazioni. – Il terziario ed il turismo.
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