Veias e Vinhos

//   29 novembre 2011   // 0 Commenti

copertina di Sangue e VinoVeias e Vinhos – Vino e Sangue è un romanzo, è la storia che incrocia vite di adulti e bambini, scritto con la semplicità di un’incessante ricerca e sperimentazione. E’ il Brasile guardato dall’interno e scritto da Miguel Jorge, in un momento importantissimo della storia del Brasile: la costruzione della città di Brasilia (capitale del Brasile del 1960), grazie alla quale è iniziata la corsa che vede oggi il grande Paese sudamericano posizionato al 6° posto fra le potenze più grandi del mondo. E’ un viaggio che l’autore sceglie di fare insieme al suo lettore brasiliano, un percorso dove, oggi, viene invitato anche il lettore italiano, che può così aver la possibilità di ‘vedere’ dal suo interno il Brasile nelle sue più diverse parti. Il Brasile di Miguel Jorge non è quello al quale siamo stati abituati dalle opere di Jorge Amado, dai colori e dai sapori sorprendentemente tropicali, incentrato su Salvador de Bahia. Il Brasile di Jorge è minore, a prima vista meno accattivante, fatto di centri urbani anonimi ed ostili o delle realtà sospese fra la povertà e l’ingiustizia delle campagne e l’incertezza e la violenza dei centri urbani in formazione, così tipiche di uno sconfinato Brasile.
Il romanzo si può definire di genere Noir, infatti, la storia narrata trae origine da un fatto di cronaca veramente accaduto: un’orribile strage di un intera famiglia (si tratta della famiglia Mateucci che nel romanzo diventa la famiglia di Matheus), avvenuta proprio quando e dove si sta per realizzare il sogno brasiliano di effettiva integrazione nel mondo sviluppato, rappresentato dalla costruzione della capitale, allora la più moderna del mondo: Brasilia. L’intuito, la sensibilità, la capacità narrativa, il suo progetto di base, fanno sì che Miguel Jorge riesca a tradurre la cronaca in una metafora. Una metafora che mantiene con la Storia del Brasile un profondo rapporto di significazione. Il periodo coperto dal romanzo va dalla costruzione di Brasilia, quindi dalla fine degli anni ‘50, passa attraverso il colpo di Stato del ’64, la successiva dittatura, poi la cosiddetta ditablanda, fino alla abertura degli anni ’80 . Alvaro Alves de Faria, noto scrittore, poeta e giornalista brasiliano della generazione degli anni 60, ha salutato l’uscita di questo importante romanzo come la migliore opera del 2011. Alves de Faria si è dedicato a diversi generi letterari tra cui la poesia, romanzi, saggi e cronache; ritiene che la lettura di questo novo libro, possa aiutare il lettore ad interpretare uno spaccato sociale che difficilmente è possibile per chi non lo vive in prima persona. Il Maestro brasiliano valuta, inoltre, il romanzo Veias e Vinhos, un vero e proprio reportage che parla del Brasile che nessuno ha il diritto di nascondere. Al lettore non resta che il compito di ricostruire tassello per tassello una delle probabili verità di come il popolo brasiliano abbia vissuto la costruzione pianificata della propria capitale grazie all’ordine dato, dall’allora Presidente Juscelino Kubitschek, che ha posto in atto un articolo della Costituzione repubblicana. Brasilia fu costruita in 41 mesi, dal 1956 al 21 aprile 1960, quando fu ufficialmente inaugurata.


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