Vasco Rossi. Il 5 settembre il documentario in anteprima alla Mostra di Venezia

//   28 agosto 2011   // 0 Commenti

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«Non mi sento particolarmente un fenomeno. Non sono particolarmente intelligente. E’ che ho dei momenti di genio e passo dei lunghi periodi di normale mediocrità» dichiara Vasco nel documentario di Paris e Righetti (lei è la figlia del grande amico di Rossi, Angelo Righetti, neuropsichiatra di scuola basagliana sempre vicino ai malesseri del vecchio amico Vasco) che hanno concentrato in pochi minuti l’avventura umana e artistica dell’autore di «Albachiara» e «Una vita spericolata». Filmati inediti («Dai primi 8mm e super8 degli anni 60 sino alle riprese in digitale degli anni 80 e ai filmati del telefonino fatti dallo stesso Vasco», racconta Paris), l’esperienza della discoteca Punto Club poi tramutatasi in Punto Radio, amici sconosciuti dell’infanzia («In un certo senso, paradossalmente, volevamo che fossero protagonisti del film più di quanto non lo sia lo stesso Vasco» commenta la Righetti), il passaggio di Rossi da discjockey a cantautore. Ricorda Gaetano Curreri degli Stadio: «Vasco ha sempre avuto una grande capacità espressiva. Ti fa emozionare anche leggendoti l’elenco del telefono. E’ un dono naturale». Poi il grande successo targato anni ‘80, i primi problemi di droga, il sodalizio artistico contrastato con il compianto chitarrista Massimo Riva, morto il 31 maggio 1999 per un’overdose di eroina, per il quale scrive la mitica «Siamo solo noi» e il rapporto tra il paesino natale di Zocca e l’enorme Los Angeles che lo nasconde negli anni ‘90.

Ovviamente nel film si ascoltano tante canzoni: dalla primordiale «Ed il tempo crea eroi» (1978) alla più recente «Il mondo che vorrei» (2008).


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