Val di Susa: Democrazia con spranghe ed elmetti

//   7 luglio 2011   // 0 Commenti

Scontri tra No Tav e forze dell'ordine

Come è stato evidente a tutti in Val di Susa si è combattuta una battaglia cruenta dell’antica guerra sul tunnelfamigerato“. Il diritto di dimostrare e propagandare le idee è un diritto sacrosanto della democrazia, della libertà. Fare una costante lotta rivoluzionaria e in tanti casi cruenta, usando la violenza come modo di manifestare con vere azioni di guerriglia trascina il diritto e probabili ragioni nel gorgo del torto, togliendo alla libertà e alla democrazia valori fondamentali.

Ma anche questo atteggiamento ci rende unici fra i paesi cosiddetti civili…chiediamoci infatti in quali altri luoghi avvengono atti contro la legge, una legge che ha sancito e determinato che una opera di priorità nazionale va fatta, nessuno può infrangere la legge, infatti se in città deve passare una strada che il Comune decide essere per il bene della maggioranza di cittadini, pochi non possono ciò che la democratica legge della maggioranza ha determinato, oppure ogni Comune dovrà fare referendum per decidere ogni cosa, la giunta cosa ci sta a fare? Proviamo noi singoli a metterci di traverso, portati via di forza da polizia e carabinieri.

scontri in Val di SusaNelle azioni di stop che succedono solo in Italia i Carabinieri vengono menati e cercano di massacrarli, con azioni di moderni Rambo in rifugi nelle foreste della Val di Susa, succede in Europa? Dove miliardi di euro anche nostri vengono spesi per rendere i paesi più collegati e alimentare la libertà di movimento di persone e cose. Succede negli Usa? Non perchè li se fermi il traffico ti sbattono in galera e paghi per aver tu singolo colpito l’interesse dei più, non confondiamo l’autorità con l’autorevolezza dei ruoli che demandano a decisioni o prese dalla maggioranza degli italiani, Val di Susa è ancora in Italia dovrebbe attenersi alle leggi italiane che valgono per uno ma non per tanti, bella libertà bella democrazia, se non vi va spacchiamo tutto, meniamo e si rischia che ci scappi il morto, guerra vera. Godono i nostri paesi “fratelli d’ Europa” nel vederci litigiosi, burocratici e lenti intanto loro viaggiano veloci, in tutti i sensi, infrastrutture e decisioni, bruciandoci sui tempi del mondo che va sempre più razionalmente in avanti. Essere al passo con i tempi e misurarsi con gli altri significa giocare ad armi pari, per farlo servono corridoi dove persone e cose si muovano, simbolicamente parlando il treno non passa sempre e tutti giorni, alcuni passano poche volte e dobbiamo salire se vogliamo arrivare. Alimentare il nostro turismo significa avere strade, aeroporti e treni che colleghino il nostro Paese meraviglioso ma difficile, fare gallerie purtroppo una necessità, chi lo vuole oltre al dire non si fa dovrebbe dare spiegazioni oggettive che fino ad oggi hanno fatto poca chiarezza soprattutto schiacciate e ammutolite dal frastuono della violenza, della guerriglia, ed allora perchè ci si ritiene poco ascoltati o incapaci di cambiare le regole, di tutti gli italiani, per soddisfare pochi con tutto il diritto di sostenere il proprio no, ma così facendo alla ricerca della perfetta risposta rischiamo di non fare nulla, infatti in Italia non si cambia mai nulla, nella politica, nella burocrazia, nella demagogia applicata alla realtà, discutere programmare fare sognare e non fare nulla, mentre gli altri ci superano, passiamo il tempo a aprire succursali dell’ UCAS (ufficio complicazione affari semplici). Vogliamo che l’economia riparta e facciamo di tutto per non fare ciò che è stato programmato. Non vogliamo giudicare nessuno  solo cercare di applicare ricette di buon senso, sui fatti Val di Susa il Ministro Maroni ha parlato di comportamenti da “tentato omicidio” che poi finirà molto probabilmente tutto a tarallucci e vino, meno editti roboanti e più fatti, fare semplicemente rispettare la legge come quando andiamo troppo forte in auto o parcheggiamo male, o dimentichiamo il bollettino della Tv…. tutti a correre in posta bollettini alla mano e altre code lunghissime…se dobbiamo cambiarla la legge facciamolo, ma non parliamo di leggi obbiettivo, qual’è l’obbiettivo farsi accarezzare dolcemente dai bastoni e coltelli o altri oggetti contundenti volti a spaccare crani fortunatamente protetti dagli elmetti, questa la democrazia e libertà? Ci facciamo domande che non partono dal merito della vicenda ma dal principio che se ci sono leggi vanno rispettate e fatte rispettare soprattutto se sono volte al bene della maggioranza che democraticamente decide, affidare i propri ai guastatori, ai black block che non si può continuare a dire ma chissà perchè son venuti “chi li conosce, chi li protegge “, chi li voleva ecc. intanto ci sono sempre e spesso vincono le battaglie perchè organizzati di tutto punto in grado di mettere sotto scacco e sotto sasso..i celerini.

La guerra per la democrazia come la si vince? Come la si difende con spranghe ed elmetti?


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