Vacanze al mare o in montagna ma con attenzione

//   10 agosto 2011   // 2 Commenti

scippo borseggio

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

VACANZE AL MARE O IN MONTAGNA MA CON ATTENZIONE

Estate. E’ tempo di vacanze, al mare o in montagna, non ha alcuna importanza. Staccare la spina dal tran tran quotidiano e dallo stress lavorativo è indispensabile, anzi di più.

Coloro che non staccano “mai” e non percepiscono il riposo come un fattore geneticamente positivo e salutare, sono i delinquenti, quelli “abituali” o per “tendenza”, come vengono classificati in gergo.

I luoghi di villeggiatura ed i mezzi di trasporto abituali vengono presi di mira da esperti criminali alla caccia del “pollo” da spennare. Gli stranieri che affollano le nostre città d’arte sono le prime vittime. Scippi, borseggi, raggiri, truffe. Le centinaia di denunce presentate giornalmente da giapponesi, tedeschi, austriaci, inglesi, francesi, spagnoli e chi ne ha più ne metta, ne sono la dimostrazione lampante.

Gli italiani non ne sono assolutamente esclusi, anzi detengono il primato, d’altronde, giocando in casa ne subiscono maggiormente l’influsso, la gogna mediatica e le conseguenze materiali. In altre parole, il danno e la beffa.

La poca attenzione, la trascuratezza nella cura e conservazione dei propri beni, la distrazione e l’eccessiva fiducia sono queste in genere le cause principali che determinano e fanno scattare l’atto delittuoso. Già le piazzole d’emergenza, le aree autostradali ed i parcheggi di rifornimento di benzina, sono i primi avamposti dove si concentrano i criminali.

Come ci si può difendere da costoro? Se applicate alcuni atteggiamenti semplici, tutto filerà liscio. Innanzitutto non si devono lasciare le proprie auto incustodite del tutto. Fate in modo che rimanga sempre qualcuno a fare buona guardia del veicolo e se in comitiva, parcheggiate le auto una vicina all’altra, facendo in modo che nessuno delle “sentinelle” lasci la propria andando dal passeggero dell’altra macchina parcheggiata più in là. E’ il momento giusto per chi è lì appostato e segue ogni vostro movimento.  Se proprio non se ne può fare a meno e si deve lasciare la macchina incustodita consiglio di usare la chiusura meccanica del veicolo e non quella elettronica. I ladri potrebbero avere un congegno capace di captare gli impulsi magnetici ed aprire facilmente il mezzo immediatamente dopo.

Di solito accade che sulle piazzole e sui parcheggi autostradali si è avvicinati da estranei  che propongono acquisti vantaggiosi. Sono tutte “sole”, cioè falsi al cento per cento. Oramai lo sanno anche i bambini.  Ci si libera da costoto, usando  fermezza e decisione, senza arroganza o strafottenza,  senza dare loro il tempo di offrire alcuna spiegazione. Vedrete che l’arrembaggio cesserà immediatamente, il personaggio si allontanerà senza discussioni. Il “furbo” non ha tempo di dialogare o intavolare una discussione, non gli conviene. Il suo intendimento è attirare l’attenzione, suscitare, destare curiosità per l’oggetto (falso) che vuole appiopparvi.

La medesima attenzione e concentrazione che deve essere usata nei luoghi di arrivo, sulle spiagge, nei locali da ballo, sui lungomare mentre si passeggia. Insomma, non ci si può distrarre nemmeno in vacanza!

Altra questione alla quale pochissimi fanno caso sono i soldi, le banconote false. Lo è stato con la “lira”, lo è con l’euro. I tentativi di contraffazione sono incessanti, nonostante l’esperienza ed il contrasto di tutte le Banche Centrali europee dirette ad arginare il fenomeno.

L’elevato scambio di banconote monetizzate presso i numerosissimi centri commerciali ed in qualsiasi altro esercizio pubblico, perlatro, attraverso un’impressionante clientela che si muove e si sposta tanto velocemente quanto disordinatamente, è il modo migliore e più congeniale ai falsari di elargire e “commercializzare” monete e banconote false.

Quanti di noi controllano le banconote che si ricevono in cambio, alzino la mano? In un secondo momento ci  rendiamo conto di possedere un falso. Ed allora qual è il primo pensiero?  “Appiopparla” a qualcun  altro. Errore!

Per difendersi, la cosa principale da fare è “osservare e toccare” attentamente il denaro ricevuto e nel caso ci siano dubbi sulla legittimità di una banconota è opportuno contattare le forze di Polizia immediatamente sul posto. Fare i “finti tonti” può pregiudicare il nostro operato.

Dai dati forniti dalla Banca d’Italia risulta che i falsari sono concentrati soprattutto nella riproduzione del taglio di 50 euro, mentre per quanto riguarda le monete le più gettonate sono quelle da 2 euro.

Per riconoscere “al volo” un biglietto o una moneta autentica da una falsa e quindi non farsi abbindolare, le regole base sono quattro: toccare, guardare, muovere e controllare.

Toccare: la stampa calcografica (particolare tipo di stampa a rilievo) è presente in diverse aree della banconota ed è facilmente percepibile al tatto grazie al suo caratteristico effetto di rilievo. Per i non vedenti lungo i bordi delle banconote da 200 e 500 euro sono stati ideati ed inseriti speciali elementi tattili.

Guardare: tenendo la banconota in controluce è possibile vedere la filigrana ottenuta variando lo spessore della carta durante il processo di riproduzione, in modo da ottenere un effetto di “chiaroscuro”. E’ presente anche il “filo di sicurezza” microscritto che è di colore scuro ed attraversa in verticale il biglietto di denaro.

Sono alcune semplici attenzioni che possono aiutarci a prendere le distanze e non subire sempre e comunque l’assalto del truffatore di turno.

LE VACANZE SARANNO BUONE SE FAREMO ATTENZIONE.


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2 COMMENTS

  1. By rilevatore di banconote false, 26 settembre 2017

    non è sufficente toccare, guardare, muovere e controllare… ormai ci sono banconote incredibilmente simili al vero.

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    • By Francesco Saverio Di Lorenzo, 26 settembre 2017

      Può darsi, in tal caso ci troviamo di fronte ad organizzazioni con alle spalle una specializzazione di mezzi e possibilità che vanno al di là della ragionevolezza. Il più delle volte le banconote “spacciate” sono individuabili, se procuriamo attenzione. A parte questo, nel settore i dogmi non esistono, quindi può avere ragione lei.

      Rispondi

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