UNHCR: CONVENZIONE DI ISTANBUL SULLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE UN PASSO EPOCALE

//   25 settembre 2014   // 0 Commenti

49244-1

“Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”  il titolo significativo della Conferenza che sancisce l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul. L’evento, promosso dalla Camera dei deputati con il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Consiglio d’Europa, si è tenuto lo scorso 19 settembre nell’Aula dei Gruppi parlamentari.

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), intervenendo al convegno, ha ribadito il proprio apprezzamento per l’entrata in vigore del primo trattato internazionale che riconosce la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani e come forma di persecuzione ai sensi della Convenzione di Ginevra sui Rifugiati.
La violenza sessuale e di genere colpisce soprattutto le donne e le ragazze: particolarmente a rischio sono le migranti forzate. La maggioranza delle richieste di asilo presentate da donne e ragazze riguardano il timore di persecuzioni basate sul genere. La tratta a fini di sfruttamento sessuale e di lavoro, il matrimonio forzato, la sterilizzazione forzata, le mutilazioni genitali femminili, la minaccia di delitti “d’onore”, la violenza sessuale e lo stupro sono gli orrori che minacciano le donne in ogni parte del mondo, più o meno “civilizzato”.
“La Convenzione di Istanbul rappresenta un’opportunità importante per affrontare il bisogno urgente di protezione da parte delle donne rifugiate, richiedenti asilo e apolidi”- ha ribadito Laurens Jolles, rappresentante dell’ UNHCR per il Sud Europa, sostenendo che tutti gli Stati dovrebbero aderirvi e metterla in pratica.
La sessione di apertura della Conferenza è stata inaugurata dalla presidente della Camera Laura Boldrini, a cui sono seguiti gli interventi di Gabriella Battaini-Dragoni, vicesegretario generale del Consiglio d’ Europa, di Anne Brasseur, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, e del sottosegretario agli Esteri, Benedetto della Vedova.
La Conferenza, strutturata in quattro sessioni, si è conclusa con gli intereventi di Gabriella Battaini-Dragoni e di Andrea Orlando, ministro della Giustizia.
Secondo la Presidente della Camera, Laura Boldrini “La violenza contro le donne non può e non deve piu’ essere considerata un fatto privato, da nascondere per paura o per vergogna tra le pareti di casa. E’ un fatto che riguarda la società, e per questo le istituzioni hanno il dovere di occuparsene. Ed è indispensabile anche il coinvolgimento dell’altro sesso: dalla violenza usciremo soltanto quando gli uomini si convinceranno che il problema è innanzitutto il loro”.
Sono state discusse misure concrete che gli Stati possono adottare per prevenire, proteggere e punire i responsabili degli abusi e confrontate esperienze tra i soggetti coinvolti nell’esecuzione della Convenzione di Istanbul, in particolare: Autorità governative, parlamentari e locali; esponenti del Potere giudiziario e delle Forze di Polizia; Organizzazioni internazionali e regionali e relativi organi ed agenzie; Ong e società civile.
Contro la violenza sulle donne sono necessari strumenti efficaci e il coinvolgimento di tutti i soggetti civili e istituzionali interessati. Per raggiungere l’obiettivo della parità dei diritti per tutti e combattere la violenza bisogna attuare tre capisaldi su cui si fonda la stessa Convenzione di Istanbul: prevenzione, protezione, punizione. Approvata dal Parlamento, la Convenzione impone agli Stati contraenti di adottare misure di natura legislativa e pratica per prevenire e combattere la violenza e di coordinare le misure intraprese attraverso politiche globali. Stabilisce inoltre l’obbligo di introdurre una particolare attenzione alle questioni di genere nelle procedure, nelle linee guida e nei servizi di supporto nel processo di asilo.
La “Convenzione del Consiglio d”Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica” (Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence) è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante per la creazione di un quadro normativo di tutela contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne. Tutte le forze politiche si sono impegnate a dare attuazione alle direttive stabilite nel documento. Attualmente la Convenzione è stata firmata da 36 Stati membri del Consiglio d’Europa.
L’Italia è tra i quattordici Stati che hanno proceduto alla ratifica dello strumento, entrato in vigore il primo agosto 2014.
La Convenzione è a un punto d’arrivo epocale, un passaggio fondamentale per la lotta alla violenza di genere: rappresenta la determinazione di mettere fine alla diseguaglianza tra uomini e donne, attraverso una strategia globale.
La violenza di genere non riguarda solo le donne e non avviene lontano da noi: è un crimine contro la civiltà . Bisogna combatterla promuovendo la cultura del rispetto e combattendo ogni sopruso attraverso una legalità garantita.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *