Obblighi antiriciclaggio, le mansioni dei notai

//   18 marzo 2019   // 0 Commenti

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Anche i notai sono tenuti a rispettare, per l’esercizio della propria attività, gli obblighi a cui si fa riferimento all’interno della normativa di contrasto al finanziamento del terrorismo e al riciclaggio. I notai fanno parte della categoria dei professionisti, anche se il loro ambito di applicazione non è lo stesso di quello degli altri appartenenti. I notai, secondo l’articolo 3 del decreto legislativo n. 231 del 2007, devono rispettare gli obblighi antiriciclaggio nel momento in cui compiono una qualunque operazione di carattere immobiliare o finanziario per conto o in nome dei propri clienti.

Quando entrano in vigore gli obblighi antiriciclaggio

Tali obblighi devono essere tenuti in considerazione anche quando viene offerta alla clientela l’assistenza necessaria per la realizzazione o per la predisposizione di una o più operazioni che siano relative alla gestione di strumenti finanziari, di denaro o di altri beni o al trasferimento di diritti reali su attività economiche o su beni immobili a qualunque titolo. Rientrano in questa casistica anche la costituzione, l’amministrazione e la gestione di trust, enti, società o soggetti giuridici equiparabili, così come l’organizzazione degli apporti richiesti per la costituzione di una società, per la sua gestione o per la sua amministrazione. Gli obblighi antiriciclaggio sussistono anche per l’apertura di un conto in banca, di un conto di titoli o di un libretto di deposito, e ovviamente per la loro gestione. 

Quali attività sono escluse dagli obblighi di verifica?

Un professionista che opera in uno studio notarile a Roma può fare riferiment alla Regola Tecnica n. 1 per individuare le prestazioni professionali che non rientrano tra quelle che impongono un obbligo di verifica adeguata: è il caso, per esempio, della pubblicazione di un testamento, di un atto mortis causa, di un atto notorio o della costituzione di un fondo patrimoniale in assenza di un trasferimento di beni, ma anche del passaggio di un testamento pubblico nel fascicolo degli atti tra vivi. Sono esclusi, poi, gli inventari in generale, i verbali di apertura delle cassette di sicurezza, le rinunce meramente abdicative e le convenzioni matrimoniali, dal momento che si tratta di atti meramente programmatici.

La levata del protesto

Gli obblighi di verifica non riguardano neppure la levata del protesto, visto che si tratta di un atto di accertamento che non presuppone delle movimentazioni di denaro. Diverso è il discorso nel caso del servizio di cassa cambiali, a meno che non sia prevista la possibilità di ricevere pagamenti per importi più alti rispetto ai limiti previsti per l’uso del denaro contante, come indicato dalla nota dell’8 aprile del 2009 del ministero dell’Economia e delle Finanze. I mandati e le procure, d’altro canto, richiedono le verifiche del caso nel caso in cui siano a termine o irrevocabili, contengano una specifica autorizzazione a contrarre con sé stessi, siano generali o siano stati conferiti per il compimento di un atto giuridico il cui oggetto è rappresentato da beni o mezzi di pagamento il cui valore sia di almeno 15mila euro oppure non possa essere determinato.

I doveri del notaio

Un notaio ha sempre e comunque il dovere di accertare che l’operazione con cui ha a che fare sia di natura non patrimoniale; è richiesto un approccio basato sul rischio, in funzione del quale l’adeguata verifica della clientela va effettuata anche se l’operazione fa parte della casistica vista nelle righe precedenti.  


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