Un radicale nel governo della città di Arezzo

//   3 agosto 2015   // 0 Commenti

Immagine 322Angelo Rossi, ritratto intervista di una “mosca bianca” nei comuni della Toscana

C’è un radicale al governo di Arezzo. Caso estremamente raro, anche come consigliere comunale, com’è in effetti Angelo Rossi,  il quale non è una figura minore (non solo perché è vicepresidente del Consiglio Comunale) nella coalizione di centrodestra eletta maggioranza grazie ad Alessandro Ghinelli, oggi sindaco. In base ad un’espressione metaforica della lingua italiana, il radicale Rossi è davvero una “mosca bianca” nella Toscana degli Enti Locali e, più specificatamente, è uno dei primissimi nella storia del Comune di Arezzo. Ha vinto un congresso dopo l’altro nella cerchia radicale locale che si chiama LiberAperta,  dove eccome se c’è la tentazione di abbracciare Renzi e il PD.

-Angelo, dici grazie a chi, a Marco Pannella e Rita Bernardini sostenitori della tua candidatura insieme a Mina Welby, del tuo successo personale con cui hai contribuito in termini di consensi alla lista OraGhinelli?
All’interno di una vittoria storica come quella di Alessandro Ghinelli che è riuscito a diventare Sindaco in condizioni politiche nazionali, che definire sfavorevoli per il centrodestra è un eufemismo, e per giunta proprio nel pieno epicentro del renzismo c’è anche un’altra piccola-grande vittoria: quella che è stato eletto il rappresentante di una razza in via d’estinzione, un radicale. Per la prima volta da lungo tempo si sono viste convergere le diverse anime che compongono la galassia radicale verso il riconoscimento di una candidatura, e questo è sicuramente un dato politico interessante, così gli interventi in campagna elettorale a mio sostegno da parte di Marco Pannella, Rita Bernardini, Mina Welby, ma anche la presenza costante, l’appoggio di Claudia Sterzi e quella dei radicali aretini dentro Liberaperta sono stati determinanti per il risultato finale, ed è sicuramente anche una loro vittoria.
Il risultato è andato ben oltre ogni mia aspettativa, secondo per preferenze in lista e quarto nell’intero schieramento dei 128 candidati del centrodestra aretino sono un risultato che parla da solo, e mi rende entusiasta e riconoscente, non solo nei confronti degli elettori ma anche di Alessandro Ghinelli che ha coraggiosamente e senza alcuna titubanza permesso questa opportunità.

Sei di formazione liberale in campo economico e di cultura libertaria nel campo dei diritti civili e stai in una coalizione di centrodestra. Eppure la tua prima sortita ti ha caratterizzato per una presa di posizione in difesa del primato del pubblico nel settore della gestione diretta di servizi locali quali sono asili e scuole materne comunali. Come mai.
Il principio base per una politica liberista che abbia come scopo una buona privatizzazione è la concorrenza, è quello il vero motore. Dalle nostre parti a ogni privatizzazione di un servizio ha corrisposto di norma un unico soggetto, che nella quasi totalità dei casi è una pura e semplice emanazione di un preciso potere politico con una predeterminata funzione clientelare. In pratica si è sostituito lo stato che con i suoi mille difetti garantiva comunque molti standard di equità e controllo con un sistema cooperativistico generato a tavolino per acquisire il jackpot delle privatizzazioni in una simbiosi perfetta con precisi gruppi di potere. L’ assenza di una vera concorrenza sui servizi e la presenza di un capitalismo malato nella formula falce-coop e quattrino sono quanto di più distante dal pensiero lib. Di qui la mia battaglia per cambiare le regole del gioco che è cominciata contro ulteriori esternalizzazioni dei servizi per l’infanzia, ma non si fermerà certo li perchè il sistema è molto piu’ complesso e articolato e investe in maniera tentacolare ormai tutti i settori dei servizi del pubblico. Lo stato, nella forma dell’istituzione comunale aretina, in questo esatto momento quindi diventa paradossalmente l’unico garante e alleato per fermare il “sistema” e riscrivere completamente le regole  anche in senso liberale. Per questa strage di leggi, di diritto, di principi, di norme e di regole ad appannaggio della partitocrazia e l’oligarchia noi Radicali abbiamo coniato un termine preciso “la peste italiana”.

Il confronto sui diritti civili non ti mette in contraddizione con posizioni presenti nell’area politica in cui si colloca la lista civica in cui sei stato eletto consigliere?
Sicuramente sulla carta ho le mie divergenze su questi temi con una buona fetta della maggioranza, ma non penso che la situazione sarebbe stata differente dall’altra parte della barricata. Anzi da un lato preferisco chi con chiarezza cristallina espone la propria idea piuttosto che avere a che fare con chi tiene posizioni ambigue che prefigurano comunque l’identico scenario ma con meno onestà intellettuale. In ogni caso quando è stato elaborato il programma elettorale e di governo è stata posta una grande attenzione affinchè i temi etici o morali ricadessero esclusivamente nella sfera del giudizio personale degli eletti, una scelta giusta e profondamente liberale che rende merito all’intelligenza di Alessandro Ghinelli.

In Toscana è stato ammesso il quesito abrogativo della riforma della Sanità che porta il cognome del governatore PD della Regione che si chiama come te. Da radicale non temi che anche questo refendum possa fare la fine della consultazione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico? A ripensarci, in Italia gli unici referendum andati a buon fine, rimangono quelli promossi dai radicali…
Ai cittadini-sudditi in passato restava l’arma del referendum contro le leggi sbagliate, poi il sistema ha preso le sue contromisure e oggi è un arma spuntata da una dubbia giurisprudenza costituzionale e dai comportamenti di parlamenti e governi. La lista dei referendum radicali (e non) disattesi è lunga ed è il frutto della volontà-politica di annullare la volontà-popolare. Ho contribuito con convinzione al quesito abrogativo della riforma sulla sanità toscana voluta dal governatore Rossi, ma sono altrettanto convinto che anche in caso di successo il mio omonimo governatore, con qualche difficoltà, ma troverà una soluzione adeguata ai suoi interessi e progetti. Con questo dico che dobbiamo essere realisti, e anche cinici, ma che in ogni caso non dobbiamo mai smettere di lottare.

Sei un dirigente della Welby ma non ti domando di rispondere sul tema etico del fine vita, caro a questa associazione nazionale della galassia radicale. Piuttosto: Arezzo può confidare su di te contro le barriere architettoniche? Pungolerai la Giunta su questo?
Piccola precisazione, per chi guarda la galassia radicale dall’esterno è un piccolo universo molto complicato, ma per quanto riguarda l’Associazione Luca Coscioni (ALC) io sono un semplice e (orgoglioso) iscritto. L’ALC ha lavorato molto, e molto bene, sulla questione barriere architettoniche elaborando progetti importanti che sarà motivo di orgoglio per me di declinare nella mia città. Tra l’altro sono in forte collaborazione e contatto con un’associazione di disabili “l’Ancora” che lavora sul territorio e dalla quale spero di trarre importanti indicazioni per progetti da portare avanti in questa consiliatura. L’accessibilità dovrebbe essere un concetto cardine per ogni società civile, o che aspiri ad esserlo.

Un’ultima domanda: Pannella vs Bonino? Siamo allo scontro finale?
Pannella ha detto una cosa incontrovertibile, che Emma ornai da lungo tempo (e chi va alle riunioni puo’ confermare) non fa più vita di partito, non fa condivisione delle proprie iniziative col partito ne si preoccupa di partecipare a quelle promosse dai radicali. Ha esposto un fatto e non ha espulso proprio nessuno (ne potrebbe farlo): ha solo detto che Emma in questo frangente è assente, probabilmente interessata ad altro. Poi lo ha detto a modo suo, con la delicatezza di un elefante in cristalleria, ma le fuorvianti interpretazioni fatte dai giornali sono servite a permettere agli avvoltoi da tempo in lunga attesa di levarsi in volo sopra la carcassa del partito radicale. Personalmente tifo per una ricomposizione e il riallaccio di un rapporto che giudico fondamentale per tutti, quindi faccio mio l’appello della nostra segretaria Rita Bernardini che ha postato nel suo Facebook la foto di un bel telefono dove ha taggato sia Marco che Emma con scritto a lettere cubitali TELEFONATEVI, perchè secondo me è una cosa impensabile Marco senza Emma e Emma senza Marco.


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