Un pomeriggio conviviale a Casa Verdi sulle note del Belcanto italiano

//   31 maggio 2017   // 0 Commenti

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2 Casa Verdi © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi1 300x224Mercoledì 24 maggio alle ore 16 ho trascorso uno straordinario momento di musica e convivialità in compagnia degli illustri ospiti della Casa di Riposo “G. Verdi” di Milano, con un concerto presentato dal baritono Armando Ariostini da lui stesso organizzato invitando per l’occasione alcune personalità del mondo della Lirica.8 Casa Verdi © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi1 300x224

Ha cantato il soprano Cristina Barbieri cha ha iniziato la sua carriera cantando “Bohème” a Philadelphia con Luciano Pavarotti, vincitrice del concorso da lui ideato in quella città. Accompagnata al pianoforte dal Maestro Matteo Cavicchini, Cristina Barbieri ha eseguito le melodie “Brindisi” e “Stornello” di Giuseppe Verdi, poi “Ideale” di Francesco Paolo Tosti, “Un bel dì vedremo” dall’opera “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini. Come sorpresa finale l’accorato duetto baritono-soprano eseguito da Armando e Cristina,  tratto dall’opera “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi e per terminare in allegria gli stessi interpreti hanno interpretato il famoso duetto “Tace il labbro” dalla “Vedova Allegra”di Franz Lehar.

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Milva e Armando Ariostini, “Il Pipistrello” di Joan Strauss, Teatro Bellini di Catania

Durante il concerto, alle loro spalle, la figura di Arturo Toscanini sembra voler “dirigere” il concerto, ma trattasi di un quadro (Tallone, pittura a olio) donato dalla Famiglia Toscanini alla Casa Verdi.  Ricordo altresì che in questo periodo vi è una mostra al Museo del Teatro alla Scala dedicata proprio alla figura portentosa di Arturo Toscanini, che ho visitato personalmente e qui riporto: “Arturo Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale” al Museo Teatro alla Scala: http://www.mondoliberonline.it/arturo-toscanini-la-vita-e-il-mito-di-un-maestro-immortale-al-museo-teatro-alla-scala/70967/.

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Armando Ariostini, ruolo “Danilo” in “La Vedova Allegra” di Franz Lehár

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Armando Ariostini e Katia Ricciarelli, “Il segreto di Susanna” di Wolf Ferrari, Opera di Montecarlo

Tra gli illustri ospiti presenti al convivio e ad applaudire e commentare  alcune vecchie glorie della lirica, come il soprano Lina Vasta, il mezzosoprano Stefania Sina, il baritono Lorenzo Saccomani, il tenore Angelo Lo Forese, il soprano Luisa Mandelli, il Maestro Raimondo Campisi, e tanti altri.

“E’ consuetudine il mercoledì pomeriggio terminare questi convivii con un tea party” mi riferisce il Maestro Ferdinando Dani, coordinatore delle attività ricreative degli ospiti di Casa Verdi. Vengo anche a sapere che da cinque anni a questa parte il baritono Armando Ariostini prepara per queste occasioni l’ormai celebrato “Ciambellone Verdi” del quale gli illustri ospiti non possono più farne a meno!3 Casa Verdi © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi1 300x224

7 Casa Verdi © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi1 300x225Tra gli illustri ospiti, Stefania Sina, classe 1928,mezzosoprano friuliana, mi racconta che “ci tengo a dirlo che sono friulana perché mi piacer tanto la mia terra! Sono qui a Casa Verdi da quasi venti anni e conosco tutto di Casa Verdi, dai soffitti ai pavimenti alle cantine. Sono stata solista per più di venti anni; per motivi familiari mi sono fermata e con un’audizione alla Scala entrai nel Coro. Ho un bel ricordo della Messa di Requiem di Giuseppe Verdi, quando cantai nel 1983 a Tokio”.

Angelo Lo Forese, tenore, classe 1920, mi racconta che “ho  debuttato da baritono nel ruolo di Silvio ne “I Pagliacci”  di Leoncavallo, e ho continuato cantando da baritono debuttando in altri 10 ruoli tra quali Figaro de Il Barbiere di Siviglia e “Il Rigoletto “ di Giuseppe Verdi.  In seguito la mia voce ha subito una evoluzione sviluppando gli acuti e il colore tenorile. La mia carriera è continuata da tenore debuttando in altri 75 ruoli. Era l’epoca d’oro per la Lirica ed io mi alternavo ai grossi nomi dei quel periodo quali, per esempio, Franco Corelli, Carlo Bergonzi, Mario Del Monaco e Giuseppe Di Stefano. Ho voluto molto bene con tanto affetto a Clara Petrella e Magda Olivero. Ho cantato  “Andrea Chenier”, “Tosca” negli anni Sessanta e Settanta con Renata Tebaldi”.  

Lorenzo Saccomani, baritono, new entry a Casa Verdi, milanese, classe 1938, mi racconta che “dal 64 al 2004 ho preso parte a 120 recite alla Scala e per 45 anni in giro per il mondo, tranne l’Australia e la Cina, ricoprendo un repertorio che andava dal Belcanto(Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi) al Verismo (Giordano, Mascagni, Puccini), ecc. Gli accenno che qualche tempo fa ho avuto il piacere di incontrare il Maestro Renato Bruson per una intervista: Renato Bruson: intervista-conversazione, dal palcoscenico della lirica al collezionismo di opere d’arte dell’Ottocento: http://www.mondoliberonline.it/renato-bruson-intervista-conversazione-dal-palcoscenico-della-lirica-al-collezionismo-di-opere-darte-dellottocento/49045/.  

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Masha Sirago, scrittrice e Armando Ariostini, baritono

Casa Verdi è una casa di riposo per cantanti e musicisti  fondata da Giuseppe Verdi il 16 dicembre 1899 e situata a Milano in piazza Buonarroti 29. “Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita!” è la motivazione di Giuseppe Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901). Troneggia al centro della piazza Buonarroti una scultura a lui dedicata e fatta erigere dal 10 ottobre 1913, primo centenario della nascita. L’opera è dello scultore Enrico Butti e fu voluta dall’Ordine dei Giornalisti.

La Casa è di proprietà della Casa di Riposo per Musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi alla quale il Maestro ne fece dono prima della morte. La struttura venne eretta in stile neogotico dall’architetto Camillo Boito, fratello del celebre musicista Arrigo, amico del Maestro Verdi. Nella cripta annessa alla Casa riposano lo stesso Verdi e la seconda moglie Giuseppina Strepponi. Dal 1998 la Fondazione, per realizzare l’integrazione tra musicisti di diverse generazioni, ha provveduto a estendere la sua ospitalità, oltre che ai musicisti più anziani che abbiano compiuto 65 anni di età, anche ai giovani studenti di musica che siano meritevoli e bisognosi e che frequentino scuole di musica riconosciute nella città di Milano.

Un pomeriggio per me emozionante, e tra le varie foto scattate a ricordo di questo momento, un “selfie” con Armando Ariostini, classe 1951, raccontandomi dei suo tanti “Danilo” della “Vedova Allegra”, “uno dei miei cavalli di battaglia che ho fatto nelle produzioni più importanti con tutte le grandi cantanti che si sono cimentate nel ruolo della “vedova” come ad esempio Katia Ricciarelli, Raina Kabainwanska, Luciana Serra, Valeria Esposito, Daniela Mazzuccato, Sylvie Vakayre, Denia Mazzola”. Ho interpretato altri 107 ruoli da baritono protagonista, calcando i palcoscenici di tutto il mondo. Ho iniziato a frequentare Casa Verdi cinque anni, dal momento in cui entrò a far parte degli illustri ospiti il celebre regista Beppe De Tomasi che è stato il primo regista con il quale ho lavorato e al quale ero molto affezionato.  Da un anno il Maestro De Tomasi è venuto a mancare ma il mio affetto verso Casa Verdi prosegue”.

scultura Tiffany e Giuseppe Verdi © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi1 300x224

Scultura Tiffany "Animal academicum" by Masha Sirago e scultura Giuseppe Verdi di Enrico Butti

Un pomeriggio di convivialità e arte a tuttotondo: nell’immagine che mi ritrae con Armando Ariostini si possono vedere anche le opere formato francobollo di Tiffany “Animal academicum” che indosso come orecchini. E cosa contengono o raffigurano queste piccole opere d’arte formato francobollo? Lo riporta l’Adnkronos: http://www.adnkronos.com/cultura/2017/01/05/cagnolina-degli-aforismi-masha-sirago-tiffany-mostra-milano_6kIC0HNVz1r5VDmRJv0fnK.html  e, per saperne di più,  “Allo Spazio Filatelia Milano in mostra le opere in formato francobollo di Tiffany “Animal academicum” con cartolina postale e annullo filatelico”: http://www.mondoliberonline.it/allo-spazio-filatelia-milano-in-mostra-le-opere-in-formato-francobollo-di-tiffany-animal-academicum-con-cartolina-postale-e-annullo-filatelico/67042/. La protagonista delle mie opere in formato francobollo è una cagnolina maltese, la mia adorata Tiffany (diventata anche scultura). Una mattina all’alba di qualche anno fa, ho voluto anche scattare una foto della scultura da me realizzata e dedicata a lei, adagiandola “proprio ai piedi” della scultura di Giuseppe Verdi nel centro della piazza Buonarrotti. Ho realizzato tutto questo per esprimere il rapporto ancestrale “cane-padrone” e i Valori di tutti gli esseri umani,  tema di tutto il progetto culturale da me ideato. L’arte di Tiffany “Animal academicum” by Masha Sirago è un’arte dolce, tenera, si adagia e rende vivo quel che già esiste “senza imbrattare” come alcuni artisti di oggi, toccando quei fili corde dell’animo musicali che esistono e sono impercettibili, è un’arte non per tutti, che si sveglia all’alba per non disturbare nessuno se non eventualmente….Giuseppe Verdi! Una piccola scultura che umilmente si “accuccia” ai piedi di un’altra scultura. Per chi non lo sapesse, anche Giuseppe Verdi aveva una cagnolina maltese!!!  Lo racconta anche il video Giovanni Sollima e….Tiffany: quando una cagnolina maltese “abbaia” in silenzio l’Arte: (video 53″ by Masha Sirago: http://youtu.be/YGGpxmMn0Ds)

E inoltre, per approfondire:

“Museo Rentata Tebaldi” a Busseto: quando il mito trova casa: http://www.mondoliberonline.it/museo-renata-tebaldi-a-busseto-quando-il-mito-trova-casa/41845/.

Il “Museo Renata Tebaldi” a Milano nelle vetrine degli stilisti Dolce&Gabbana in via della Spiga: http://www.mondoliberonline.it/il-museo-renata-tebaldi-a-milano-nelle-vetrine-degli-stilisti-dolcegabbana-in-via-della-spiga/59606/

“Storia dell’opera italiana” di Fabrizio Dorsi e Giuseppe Rausa, presentato al Conservatorio di Milano: http://www.mondoliberonline.it/storia-dellopera-italiana-di-fabrizio-dorsi-e-giuseppe-rausa-presentato-al-conservatorio-di-milano/68752/.

Masha Sirago, testo e foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com – www.mashasirago.com

 

 


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