Un mese di Monti

//   3 gennaio 2012   // 0 Commenti

mario monti quirinale 300x206Ma che bravo! In neanche un mese sobrio e grigio è riuscito a instaurare uno stato di dittatura fiscale; a fregare un mucchio di poveracci (pensionati in primis) secondo il principio sempre usato di toglierne a chi non ne ha per darne a chi ne ha;
a fare strame del contratto sociale, rendendo lo stato ancora meno accettabile agli italiani e valicando un limite di sfiducia che si credeva invalicabile;a deprimere l’ economia e la produzione. Ce n’era proprio bisogno! Per avere dei risultati così fulgidi in così poco tempo ci voleva solo un luminare proveniente dalla più luminosa università economica d’ Italia. In compenso per aiutare il popolo ha trovato il sistema di dare una mano alle banche, obbligando anche i poveracci a versare il loro obolo alle predette, mediante l’apertura di un conto corrente e l’effettuazione di movimenti obbligatori (e pagamento di annesse spese). Povere banche! Ne avevano bisogno! Le banche ringraziano.
La ripresa può attendere. Per far riprendere l’economia se l’è presa con i taxisti (!!!), con le edicole (!!) con le farmacie (!) e con le professioni. Tutta roba che produce ed esporta, sistemata la quale l’economia italiana riprenderà alla grande e supererà la Germania della maestra Merkel.
E a chi chiedeva modifiche ha cortesemente indicato il gesto dell’ombrello. A noi ricorda tanto un personaggio storico: Andrey Januaryevich Vyshinsky, docente e pubblico ministero sovietico dei tempi di batiuska Koba, ovvero piccolo padre Stalin. Lo stesso sobrio e grigio aplomb professorale. Quasi quasi lo si potrebbe chiamare Montinsky. E l’attuale governo, di stretta osservanza UE, il governo Merkozy-Montinsky. Suona anche bene. Non ci sono paragoni neppure col bieco ventennio: non si arrivò mai a limitazioni della libertà personale come sotto l’attuale governo.
L’odiato regime del Cavaliere aveva posto un limite temporale alle verifiche della Guardia di Finanza, che poteva restare in azienda 15 giorni e poi poteva continuare la verifica in ufficio. Questo causava un minimo disturbo possibile alle aziende ed era sufficiente alla GdF che poteva prelevare tutti i documenti. Adesso questo limite è stato tolto. La GDF può rimanere in azienda uno, due, dieci mesi; uno o due anni. Potete immaginarvi la gioia dei clienti di un albergo che si vedono dare il buongiorno la mattina da una squadra di finanzieri in divisa per tutto il tempo della loro vacanza. E’ probabile che decidano di andarsene il più presto possibile, specie se vengono dall’est, terrorizzati dalla polizia di un tempo. Così si aiuta il turismo. Lo stesso vale per un’impresa.
Le banche (forse in contraccambio dell’aiutino di cui sopra) sono obbligate a trasmettere tutti i movimenti dei conti di tutti i clienti giorno per giorno all’ Agenzia delle Entrate (loro) affinché possa calcolare quanto ricevere di uscite (nostre) . E naturalmente tutti sono obbligati a passare sotto le forche caudine delle banche, in quanto il denaro liquido è impiegabile solo fino a 1.000 euro. Al disopra carte di credito (con stecca per la banca + per la società delle carte di credito) o bonifici bancari o assegni ( con cortese obolo per l’istituto di credito). Il povero George Orwell si era sbagliato solo per l’ anno. Anzichè nel 1984, il Grande Fratello è stato istituito dal governo Merkozy-Montinsky nel 2011. Ma sempre profeta è stato.
In Italia, si sa, la fiducia verso lo stato da parte dei cittadini è pari a qualcosa di meno di zero. L’aver colpito quelli che avevano aderito allo scudo fiscale ha insegnato anche a coloro che con lo scudo non c’entrano alcune cose. La prima, che lo stato ha fatto sua la massima sovietica “colpiscine uno per ammaestrarne cento”. La seconda, che non bisogna assolutamente credere a quanto promette lo stato, fosse pure promesso per legge.
Non occorre essere sobri e grigi professoroni della Bocconi per sapere che togliendo soldi dalle tasche dei contribuenti con l’aumento IVA circolano meno soldi e si riduce la possibilità di spendere e fare investimenti. Anche perché le banche hanno del tutto chiuso i rubinetti del credito. Vedremo cos’ altro ci riserverà il futuro. Il peggio deve ancora venire.


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