Un giro per la vita

//   25 luglio 2012   // 0 Commenti

giro per la vita

Dopo 1.500 miglia marine e 6.500 km di strade costiere, Un giro per la vita, primo giro d’Italia ecologico lungo le coste con una barca a vela e un’auto ibrida, ha compiuto la sua 28^ e ultima tappa ad Andora (Sv), dov’è stato salutato dalle più alte cariche istituzionali della splendida località. I due equipaggi del tour organizzato dall’associazione A.S.D. Jancris, che ha avuto come partner Porsche Italia e Sly Marine e tra i patrocini il Ministero dell’Ambiente e Lega Navale Italiana, in due mesi da Trieste ad Andora hanno incontrato 28 comunità nelle 12 regioni marinare toccate, condividendo con loro l’aspettativa che le nuove tecnologie esistenti (auto ibride, mezzi altamente riciclabili) e nuovi stili di vita basati sul contatto con la natura, sull’impiego della dieta mediterranea, sull’utilizzo del tempo non solo in una visione produttivistica, diventino sempre più diffusi.
Il sindaco di Andora Franco Floris, plaudendo l’iniziativa ambientalista Un giro per la vita, e il rilancio della pesca e il ripopolamento della Posidonia, ha ricordato che la tecnologia non ha ancora risolto il problema delle imbarcazioni a motore che speronano le balene presenti nell’alto Tirreno. Sulla sensibilità ambientalista di Andora si è soffermato anche l’assessore Mazzoleni, rammentando che il Ministero dell’Ambiente il 25 giugno scorso ha conferito al Comune la bandiera Pelagos per l’impegno a tutela dei mammiferi marini.
Se Un giro per la vita ha potuto svolgersi è per la sensibilità di aziende che hanno messo a disposizione i loro mezzi: una Porsche ibrida concepita per essere riciclata al 95% e che “veleggia” in modalità elettrica compiendo metà del viaggio a emissioni zero; e una barca a vela prodotta da Sly Marine, cantiere di Cesena che ha da poco avviato con l’Università di Bologna il progetto EcoNaut per produrre natanti altamente riciclabili. Ne hanno parlato Mauro Gentile direttore ufficio stampa Porsche Italia che ha annunciato la prossima 918 ibrida da 700 cv con un motore termico e 2 elettrici, e Paolo Francia amministratore delegato Sly Marine che ha annunciato l’imminente uscita dello Sly 38 prodotto secondo le direttive di EcoNaut.
Alfredo Giacon skipper ambientalista padovano ideatore del Giro ha parlato di crisi: “Ci aiuterà a incrementare un nuovo tipo di sviluppo. Il futuro non dev’essere per forza privazione. La tecnologia c’è già, bisogna solo imparare ad usarla e dobbiamo spingere anche altre aziende a diffonderla a tutti i livelli”.
Un giro per la vita ha diffuso il suo messaggio ambientalista con i mezzi messi a disposizione da Porsche Italia e Sly Marine, in collaborazione con Centro Sportivo Italiano e Lega Navale Italiana e col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Tutela del territorio e del mare. Negli 8 principali approdi della circumnavigazione d‘Italia in 28 tappe, i due equipaggi hanno incontrato le comunità locali affrontando con loro altrettanti grandi temi ambientalisti. Il Giro conta sui patrocini del Comando Generale del corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, del Centro Internazionale Radio Medico, di Assonautica, di Eurispes, Federazione Italiana Vela, ACEGAS APS.
Ma veniamo alla barca a vela, lo Sly 42 Fun può e deve essere considerato una spider del mare disegnata dal progettista udinese Marco Lostuzzi. Espressione del cantiere Sly Marine di Cesena che in luglio varerà l’innovativo scafo Sly38 ispirato al progetto di eco sostenibilità EcoNaut – spiega Giacon – veleggia parallela alla nuova Porsche Panamera S Hybrid che non è solo un modello con motori elettrico e benzina, ma anche un’automobile riciclabile al 95%. Due esempi di possibili alternative agli sprechi e all’avvelenamento del pianeta.
Ad ogni incontro dei due mezzi ecologici, si è parlato di nuovi stili di vita, innovazione, turismo intelligente, beni culturali, Mediterraneo, dieta mediterranea, letteratura di viaggio, sport pulito. L’equipaggio era composto da Giacon con la moglie Nicoletta Siviero, la loro inseparabile cagnetta Trudy “consumata velista intercontinentale” e Renato Carafa spin-off di La Sapienza Università di Roma. Durante i 64 giorni di navigazione è stata “pedinata” via terra dalla Porsche Panamera S Hybrid, affidata al giornalista Roberto Brumat che ha seguito la costa assieme a colleghi dei media locali: un viaggio alla scoperta del territorio, ma anche della tecnologia Porsche che, nel caso di questo veicolo ibrido, gli permette di veleggiare grazie al disaccoppiamento dei motori elettrico e termico, con risparmio di carburante ed emissioni che scendono a zero.
Per gli appassionati di auto e barche, nei principali approdi si sono tenuti incontri ed eventi e i ragazzi delle scuole sono stati invitati al porto per affrontare i temi ecologici a contatto con equipaggi, auto, vela ed esperti locali.
“Per capire meglio, e migliorare la propria vita – dice Alfredo Giacon- a volte basta vedere le cose da una prospettiva diversa. Per vent’anni ho imparato a vedere il mondo stando in barca. Ora è il tempo di conoscere la nostra bella Italia”. Info, foto e video su www.ungiroperlavita.it


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