Umbria: M5S accende il faro su Coop ‘Piccolo Carro’, no a nuovo caso Forteto

//   23 ottobre 2017   // 0 Commenti

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«Non vogliamo che in Italia si abbia un nuovo caso Forteto. Le istituzioni non possono chiudere gli occhi dinanzi a comunità che dovrebbero ospitare e tutelare le bambine e i ragazzi in difficoltà e che invece finiscono per operare al di fuori del rispetto delle regole».

A dirlo nel corso di una conferenza stampa che si è svolta in Senato, è la Sen. M5S Vice Presidente della Commissione Infanzia e Adolescenza Enza Blundo, che dopo le segnalazioni di questa estate è tornata ad accendere un faro sulle strutture della cooperativa umbra ‘Il Piccolo Carro’.

«Queste strutturespiega Blundonon hanno le necessarie autorizzazioni della Regione per operare nell’ambito terapeutico e sanitario, eppure ospitano ragazzi e ragazze con disabilità e problemi psichici. Per queste attività la cooperativa riceve 400 euro di rimborsi al giorno per ogni bambino che ospita, invece che i 120 euro che prenderebbe se si limitasse a svolgere le uniche attività per cui è autorizzata, cioè: quelle di tipo educativo. Per questo la cooperativa è sotto inchiesta della Magistratura per frode, alcune strutture sono sotto sequestro e ppure continuano ad ospitare bambini e ragazzi in condizioni non idonee».

«Troppe ombre e troppe irregolarità in questi anni hanno interessato il Piccolo Carro ora vogliamo la verità per il bene dei minori che ancora si trovano in quelle strutture e per le loro famiglie»conclude Blundo.

«Quello che vogliamo capire è come sia possibile che strutture sotto sequestroafferma Maria Grazia Carbonari, consigliera regionale umbra per M5Scontinuino ad operare, ad ospitare minori e ad incrementare il loro volume d’affari senza che nessuno sospenda la loro attività. Inoltre vogliamo vederci chiaro anche sul ruolo del Garante dell’Infanzia Umbria, Maria Pia Serlupini, che avrebbe dovuto controllare e che non lo ha fatto».

«Spero che quanto sta avvenendo possa finalmente portare a far sì che questa cooperativa non lavori più con i minoriha dichiarato Loredana Greco dell’associazione Colibrì».

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