UCID. Imprenditorialita’ e bene comune rendono un’azienda competitiva e responsabile

//   11 febbraio 2012   // 0 Commenti

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Il seminario “Strategia d’impresa per il Bene Comune”, svoltosi a Roma il 10 febbraio in via Aurelia 475, e’ stato promosso dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, dall’Ucid, l’Unione cristiana imprenditori e dirigenti e il Consorzio Centro Cardinale G. Siri di Genova, nato per attivare la coscienza nel praticare le virtu’, diffondendo le buone pratiche delle aziende che perseguono il Bene Comune. Al centro dei lavori, le buone pratiche basate sulla responsabilità e la coesione sociale.

La Dottrina Sociale della Chiesa, come si legge nel comunicato, mette in risalto pericoli ed opportunita’ per un obiettivo della crescita che prioritariamente risponda alla dignita’ dell’uomo e di tutti gli uomini. In particolare l’Enciclica Caritas in Veritate invita l’impresa ad incorporare, nel suo agire, la costruzione del Bene Comune aggiungendo  al principio dello “scambio di equivalenti”, quello della “gratuita’ e del dono”.

A fronte degli squilibri e delle diseguaglianze che la globalizzazione acuisce e che l’attuale crisi finanziaria esaspera, non bastano le politiche e gli assetti, ma serve una comune responsabilizzazione, dal bassso, praticando un agire donativo, capace di ridare fiducia nelle relazioni e nel futuro.

E’ proprio in questo  modo che l’Ucid, attraverso il Centro Siri, si e’ sentita coinvolta in queste sfide ed ha raccolto alcune esperienze nel libro “Strategie aziendali per il Bene Comune”, che e’ stato, appunto, presentato in questo seminario e donato ai presenti.

Si e’ trattato di un momento di riflessione e di testimonianzche che ha richiamato esponenti del mondo religioso, istituzionale, scientifico ed imprenditoriale per dimostrare che l’impresa e’ in grado di perseguire insieme profitto e Bene Comune, di operare con valori forti e condivisi su prospettive di medio-lungo periodo, di fare l’interesse altrui perche’ così fa anche il proprio interesse. All’incontro sono intervenuti il Professor di Finanza Aziendale della Luiss Giorgio Donna, Leonardo Becchetti docente di economia all’Universita’ di Roma, Lorenzo Caselli Universita’ di Genova, Giovanni Lombardo Universita’ di Genova, Erasmo Santesso Universita’ Ca’ Foscari di di Venezia, Marco Vitale presidente Fondo Italiano d’Investimento, Stefano Zamagni presidente Agenzia delle Onlus, Mons. Mario Toso, Francesco Merloni presidente del Gruppo Ariston Thermo Group, Luigi Corradi direttore della Bombardier TI, Antonello Amato direttore comunicazione Banca Carige, Ernesto Burattin direttore generale Fondazione OIC, Gianmaurizio Cazzarolli direttore di Tetrapack, Dino Tabacchi presidente di Salmoiraghi & Vigano’, Primo Barzoni presidente Palm. Ma anche esponenti di importanti testate italiane Gaetano Micciche’ direttore generale Intesa San Paolo, Linda Gilli presidente e A.D. Inaz, Dario de Vico Corriere della Sera, Antonio Costato vice presidente nazionale di Confindustria, Antonio Quaglio Il Sole 24Ore, Ruggero Cristallo presidente UCID Puglia, Raffaele Bono presidente Fratelli Bono S.p.a. e Davide Viziano A.D. Gruppo Viziano.

Il bene comune e’ stato, quindi, la sfida al centro del seminario dove gli imprenditori, accanto ad esperti della finanza e docenti, hanno proposto un modello nel quale tradurre in pratica le buone intenzioni. Coniugare prima di tutto l’imprenditorialità e il bene comune rendendo l’azienda competitiva e non opportunista, responsabile e non cinica, generosa e non avara.

“Questa di oggi e’ stata un’occasione positiva perche’ con le imprese si cerca, con le energie, con le risorse che ci sono, di poter dire facciamo il nostro lavoro, la nostra competitivita’ ma muovendo i fattori della produzione riusciamo a cogliere anche degli altri aspetti come quello dell’intreccio delle generazioni perche’ e’ un aiuto all’educazione di impresa per il bene comune”. Così il padrone di casa Angelo Ferro, Past President UCID, a margine del seminario a MONDOLIBERONLINE. “Ogni cosa specializzata da sola non serve ma dobbiamo unire profitto con capacita’ di creare risorse e infrastrutture che sappiano collegare diversi mondi e per fare in modo che il bene comune non sia un’ affermazione di principio ma sia il fatto che tutti trovano non solo il loro interesse ma anche l’interesse degli altri che e’ anche risoluzione del mio interesse”.

manlio dagostino11E’ Manlio d’Agostino, vicepresidente nazionale dell’UCID, che poi, si e’ soffermato sul ruolo dell’imprenditore nell’apertura del suo intervento:  “Non abbiamo la ricetta né la bacchetta magica, ma abbiamo un modo per sostenere, anche psicologicamente, per prendere per il braccio e dire ‘facciamo la strada tutti insieme’. La cosa bella è che ci sono tante aziende, tanti imprenditori, che stanno riscoprendo questi nuovi valori. Cominciano a capire, a riscoprire che esiste una grande differenza tra lo strumento e il fine. Pensare di fare impresa, pensando che sia tutto un processo, che sia tutta una regola e una sequenza di azioni da svolgere, significa annullare il significato stesso di impresa. Lo stesso economista austriaco Schumpeter parlava di ‘imprenditore, impresa e innovazione’, quindi dava un ruolo sociale all’imprenditore, l’impresa era vista come strumento e l’innovazione come modello per restare sul mercato e per continuare ad evolversi, pensando sempre che esiste un contesto dove vivere”.

E poi a margine del seminario, ai microfoni di MONDOLIBERONLINE, D’Agostino ha fatto riferimento al concetto di puntare con l’anima ad essere imprenditore: “significa ragionare anche nei confronti del cuore degli altri e quindi compenetrarsi in quelli che sono i problemi delle altre persone. Non si puo’ pensare di sfruttare una persona senza condividerne i valori. Il famoso concetto ‘unita’ di vita’ secondo cui: Io sono un cristiano sempre e comunque e io in un’altra persona vedo l’altra persona non solo un lavoratore. E’ chiaro che da lui pretendo, nei limiti valoriali, i frutti del lavoro”.

E, infine, rivolgendosi ai giovani ha citato tre concetti: sacrificio, coesione e passione. “Se si e’ coesi si rafforza la propria strategia e per rafforzarla ovviamente e’ incluso il sacrificio, che ne comporta, ma se lo si fa con la passione si superano tutti gli ostacoli’’.

cardinale Peter TurksonE poi nel ricordare che l’economia deve perseguire il bene comune – il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, durante il suo intervento ha dichiarato: “il faro delle nuove pratiche è l’Enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI e soprattutto la Dottrina Sociale della Chiesa entrambe rivolgono un messaggio pressante all’uomo spingendolo ad andare oltre”.

“Le imprese, come gli imprenditori, sono dotate di idee per trasformare le cose basilari, soprattutto le materie prime in nuove cose che possono favorire, migliorare la vita delle persone. Quindi, noi vogliamo incoraggiare la gente a fare questo”.

 


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