TUTANKHAMON: MISTERO SULLE STANZE SEGRETE

//   30 maggio 2017   // 0 Commenti

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La scorsa estate gli archeologi di tutto il mondo sembravano tanti protoni elettrizzati, intorno alla notizia che la tomba del faraone Tutankhamon potesse contenere due camere segrete. L’egittologo Nicholas Reeves aveva persino ipotizzato che in una delle due stanze fosse sepolta la “Regina”, la più famosa di tutte: Nefertiti, la sposa del faraone Akhenaton, vissuta circa nel 1350 a.C.. Pensare di demolire una parete nella tomba di Tutankhamon era ed è fuori luogo, allora il giapponese, Hirokatsu Watanabe (meno male che lo scrivo perché non saprei davvero come si pronuncia), ha provato a indagare con il geo-radar, lui che pare molto esperto e gira il mondo per compiere queste analisi con la sua attrezzatura e della quale va molto fiero.

Sulla scena è spuntato, come di solito, Zahi Hawass, con il suo cappello rubato a Indiana Jones (mi stupisco del fatto che gli americani non gli abbiano ancora proposto di fare il protagonista in qualche film… con una mummia vendicatrice, come quello uscito in questi giorni). Lui, Hawass, era decisamente arrabbiato con Reeves, perché attirava l’attenzione tutta per sé e aveva sostenuto in precedenza che Nefertiti doveva essere cercata nella Valle dei Re, forse nella tomba di qualcun altro. A quel tempo Hawass gli aveva creduto e aveva fatto scavare nella zona indicata da Reeves ma aveva trovato solo materiali senza valore e della Regina neanche l’ombra! Insomma, Hawass pensava di finire sui giornali di tutto il mondo per la scoperta e visto il contrario se l’era legata al dito, così non ha perso tempo a confermare che le ricerche non avevano prodotto risultati soddisfacenti e le due camere non esistevano. All’inizio di questo mese di maggio, un congresso di scienziati e archeologi di tutto il mondo, svoltosi al Cairo, ha ascoltato il Ministro delle Antichità dichiarare: “Possiamo dire che più del 90% le camere sono là, ma io non inizierò mai il prossimo passo fino a quando sarò sicuro al 100%!”. Però, a detta di molti giornali che lo hanno cercato invano, ha cambiato l’indirizzo di posta e al telefono ha messo la segreteria telefonica. Dico che forse non vuole rispondere o ha qualcosa da nascondere…

Ripercorriamo i fatti: a novembre il Ministro delle Antichità, Mamdouh Eldamaty (arrivato dopo Hawass, ma senza cappello, che guai a lui se si provava a togliergli l’identità), aveva confermato che la possibilità delle camere segrete era positiva al 90% e sembrava anche dare peso di trovare, oltre il muro, il sepolcro della Regina, matrigna di Tutankhamon, che forse lo aveva preceduto come faraone.

Subito dopo l’annuncio era toccato al giapponese intraprendere delle ricerche e un’esplorazione con il geo-scan, organizzata dalla National Geographical Society, ha inviato un report al Ministro e da questo momento è calata una fitta nebbia di silenzio: Dean Goodman un geologo californiano che ha analizzato il materiale è muto… come una tomba (atteggiamento adeguato), perché ha firmato un accordo di segretezza, ha solo detto che il radar può essere soggettivo e ogni risposta in merito la può dare solo il Ministro. Reeves non risponde alle domande, Lawrence Conyers, l’antropologo dell’Università di Denver che ha lavorato con lo scanner ha scoperto di avere bisogno di un’attrezzatura più tecnologica con una nuova antenna, il giapponese si è rifiutato di mostrare le immagini. Molti pensano che una scoperta così importante, capace di riportare il turismo egiziano alle stelle, dopo la frana degli ultimi anni, abbia necessità di una situazione politica stabile. Comunque, il Ministro ha annunciato che nei prossimi mesi, qualcuno cercherà di scoprire le esatte dimensioni delle camere, lo spessore dei muri e i materiali con i quali sono stati costruiti.

Comunque, fra qualche mese potrebbe essere rivelata la scoperta archeologica del secolo, importante per la storia egiziana e per tutto il mondo.

Ne parleremo dopo il Ramadan, e sentiremo cosa ne pensa il nuovo Ministro per le Antichità, Khaled el-Anani che per ora ha pensato di creare un comitato per fare luce sulla situazione e una serie di nuove analisi. A questo punto, come una ciliegina sulla torta di una storia così intricata, ci starebbe bene un cadavere e Poirot a indagare, perché gli anni passano ma l’atmosfera misteriosa dell’Egitto è sempre attuale e coinvolgente.

Misteri a parte, fare l’egittologo per ora resta in cima alla classifica dei miei futuri lavori, incluso incontrare Hawass!


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