Revamping Italcementi: il Consiglio di Stato dice si

//   7 marzo 2012   // 1 Commento

italcementi 2 d625fL’Italcementi nel Parco dei Colli Euganei, ha ottenuto il consenso dei giudici obiettivi del Consiglio di Stato, che ha rotto gli indugi e allentato l’idiozia collettiva dell’ambientalismo locale che impediva la prospettiva dell’occupazione e dell’attività industriale dell’unica importante e preziosa industria locale. All’esultanza dei lavoratori che erano vittime dell’umana incoscienza e che hanno dovuto subire l’onta dell’ottusità ambientalistica corrosiva e deleteria locale, ci uniamo anche noi, del giornale “Mondolibero” e “Mondoliberonline” che ci siamo battuti sul fronte del SI al revamping, e deprecammo aspramente il giudizio negativo del dettato conclusivo della pusillanimità del Tar per la sentenza del maggio dell’anno scorso. Nel momento più drammatico che il Paese subisce con tutta l’Europa industriale e la disoccupazione a livelli stratosferici, tenere chiusa una fonte di lavoro per circa 300 persone era delitto da punire con la legge altro che ambientalismo! Oggi il C.d.S ha saggiamente risolto a favore del mondo del lavoro e della produttività, come doveva essere fatto sin dal primo momento, un problema che era divenuto angosciante per la zona e per le famiglie dei lavoratori, soprattutto perchè il cementificio rappresenta l’entità produttiva più importante del Parco dei Colli. Non hanno avuto remore nel coprirsi di ridicolo gli innumerevoli comitati che si trinceravano dietro l’ambientalismo, comoda e vergognosa causale, per impedire lavoro e occupazione, quindi reddito per le economie degli enti locali. In un momento d’angosciosa recessione che vede un giovane su tre disoccupato, l’incoscienza di comitati nullafacenti continuava a trastullarsi con l’idiozia fatta verbo. Paradossale! Ci chiediamo come mai un ente, il Tar, che avrebbe dovuto proporsi la preminenza dell’occupazione, potè disporre nel maggio 2011 l’accoglienza negativa, quindi lasciando senza lavoro e senza risorse tante famiglie dedite al lavoro e non alla contemplazione spirituale dell’ambiente, col reddito del quale nessuna famiglia vive e si propone prospettive per il futuro. Oggi le persone intelligenti che svolgono il loro prezioso compito nel Consiglio di Stato hanno deciso tutto l’opposto di quanto decise il Tar. L’opposto! Oltre tutto questo, infine, è garantita la salvaguardia dell’intera occupazione. Frattanto la sentenza, com’era da prevedersi, ha già scavato il suo solco. Il direttore della Cementeria, Eric Goulignac, esprime la sua soddisfazione per una sentenza che conforta le condizioni dell’Italcementi sia per l’iter come per il processo produttivo. La sconfitta ben meritata da quelli dei comitati è una lezione di buon senso avverso l’insensatezza di decisioni negative, mentre la disoccupazione italiana che sorpassa ogni limite precedente avrebbe, almeno quella, dovuto dare un momento di lucidità alle menti negative di quelli dei comitati… Legittima soddisfazione anche dal sindaco di Monselice, Francesco Lunghi che ha visto finalmente aprirsi prospettive di immediato ripristino della fiducia nella sua amministrazione. Naturalmente ben soddisfatto anche Marco Benati della Fillea CGIL un sindacalista aperto e concreto che ha visto coronato ogni suo sforzo. Dalla stessa presidente della provincia Barbara Degani, sono venute parole che rivelano gioia per un risultato il quale, pur con riprovevole ritardo, ha riportato la luce e serenità in centinaia di famiglie in primis, la parte essenziale dell’intera vicenda, e negli enti locali che vivono di attività produttive e non di ambientalismo. Ai lavoratori e alle loro splendide famiglie, l’augurio di una ripresa della fiducia e soprattutto dell’edilizia, risorgendo la quale il cuore del nostro Paese ricomincerà vigorosamente a palpitare.


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1 COMMENT

  1. By Enrico Piva, 28 marzo 2017

    Ma che articolo è? Io non so quasi niente della questione, non sono di monselice e non ho alcun interesse. Ho letto per caso l’articolo, perchè mi piace leggere di tutto, ma alla fine, esulando assolutamente dalla questione in sè, ho avuto l’impressione di ritrovarmi nel ventennio fascista e leggere gli appassionati articoli tipo istituto luce, senza ma e senza se, unica ragione è quella delle mie idee ecc. Un giornalismo così esiste ancora?
    Tanti auguri

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