Dalla D’Addario a D’Alema

//   18 luglio 2011   // 0 Commenti

daddario

L’estate porta con il caldo sempre l’enfasi delle inchieste dei gossip e delle badilate di sabbia/fango che l’informazione “deviata ” insieme alla lotta politica “deviata” spargono in ogni dove, emergono in tutta la loro forza, ritorna anche la D’Addario che proprio in estate diede fuoco alla miccia delle abitudini sessuali del premier, della sua voglia di vivere e dell’amore per le donne mai rinnegato anzi sottolineato in ogni consesso, a casa propria in discorsi ufficiali e in incontri internazionali. A Silvio Berlusconi piacciono le donne sai che scoop… poi Arcore, Mora, la Minetti, Emilio Fede, Ruby ecc. ora la registratrice umana di Bari (che va ad ogni incontri sessuale e non registrando tutto e tutti chissà perchè?…), la bella Patrizia dichiara che fu tutta una montatura che lei aveva avuto rapporti con Berlusconi e che aveva seguito i consigli di legali e PR vari che le dicevano di ”823475 daddariodalema3“.

Lo dice sempre la D’Addario ora come sostengono da Libero che ha riacceso tutto ripartendo dalle origini che sembrano invertite rispetto al risultato, la deligittimazione del Presidente del Consiglio, sputtanato il nostro Paese nel Mondo malgrado ogni leader, da Obama alla Merkel senza contare i paesi dell’est ne continua a sottolineare la validità di statista, se ora la prima “vittima dell’alcova “ ribalta il contenuto dell’inchiesta si deve dare massimo risalto alle sue “nuove” verità, con prudenza considerando il pulpito, ma intanto la Procura ha aperto un fascicolo. Queste macchine mediatico politico infanganti hanno ultimamente un grande critico nemico che dichiara “la calunnia come strumento della lotta politica” e parla di “menzogna come operazione ideologica per colpire qualcuno” e conferma che “l’odio politico è un ingrediente della lotta politica a sinistra che si accompagna sempre con la delegittimazione dell’avversario ” non è Silvio che parla ma Massimo D’Alema, l’ ex presidente del consiglio grande leader del Pd, ex comunista e oggi presidente del Copasir l’ organo di controllo sui servizi segreti, proprio alcune sere fa alla festa dell’ Unità a Roma a Caracalla, intervistato anche dai colleghi di Repubblica sull’atteggiamento del giornale di De Benedetti, li accusa di aver alterato la verità sulla bicamerale attribuendo proprio a lui che ne fu ideatore, il fardello negativo, insomma un uomo considerato moderato e dedito al dialogo fa le stesse considerazioni di Berlusconi come quando parla del sen. Tedesco e la richiesta d’arresto, o delle inchieste Enac he coinvolgono uomini PD, “sono restio a commentare le indiscrezioni delle indagini l’esperienza ci ha dimostrato purtroppo la precarietà di certe informazioni…”quindi una evidente convergenza sul convincimento di imprimatur Berlusconiano (in realtà di buon senso ) sui poteri subdoli che con informazione, contenuti politici, intercettazioni e ricatti, si confezionano dossier per annientare l’avversario. Una mala informazione, quella alla ricerca del successo di copie ad ogni costo, quella che ha perso la bussola dell’alta missione per la verità, quella che sta facendo perdere tanto potere a Murdoch evidenziandone la malata ricerca dello scoop ad ogni costo, con teste di direttori e manager recise senza titubanze, quella forza delle informazioni quando si hanno tv e giornali come ha il tycoon australiano, che ora deve cominciare a fare passi indietro, lui il colpevole o lui la vittima, lui l’ideatore del sistema o semplice miraggio per arrivisti dell’informazione? Non si sa per ora sappiamo però che questo potere può infangare i leader da Obama a Cameron, Berlusconi e altre figure distrutte in passato per le “scappatelle “, per alterare le competizioni elettorali mescolando verità vere e presunte in un calderone dove i messaggi delle strategie politiche più subdole possono trovare facili sponde. Regole nuove che non possono più aspettare una responsabilità a giornalisti ed editori come si evidenzia con Murdoch. E in Italia non ci mancano esempi, regole nuove per una giustizia e magistratura più responsabilizzata, con la D’Addario ritornano a galla le vecchie posizioni dell’allora procuratore di Bari Antonio Laudati in passato a fianco del generale Dalla Chiesa,che non aveva ritenuto attendibile nel 2009 la D’Addario è oggi oggetto di attacco dal titolare dell’ inchiesta Giuseppe Celsi che lo ha denunciato al Csm. Laudati ritiene che “le inchieste più importanti imposte a Bari non potevano essere condotte da un solo membro ma ad un pool di tre, convinto non solo della valenza positiva di un gruppo di lavoro, ma anche dell’impersonalità e dell’imparzialità del ruolo che ricopriamo. Evitando qualsiasi forma di strumentalizzazione e garantendo la segretezza delle indagini“.


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