Traffico illegale di rifiuti: arriva il blitz in Lazio

//   18 gennaio 2019   // 0 Commenti

rifiuti-tossici

Lo smaltimento illegale di rifiuti industriali è il più pericoloso campo d’attività delle ecomafie e uno tra i business illegali più redditizio. Anziché essere trattati e gestiti secondo le norme, che ne assicurano lo smaltimento in regime di sicurezza ambientale e sanitaria, i rifiuti speciali vengono nascosti  e così avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano i fiumi e le coltivazioni agricole, minacciano la salute dei cittadini, contaminando con metalli pesanti, diossine e altre sostanze cancerogene i prodotti alimentari.

Talvolta nella co-costruzione di questi disastri ecologici insieme alle mafie collaborano manager, aziende, faccendieri, tutti con l’unico scopo di ridurre i costi di smaltimento dei rifiuti senza considerare l’impatto ambientale.

Proprio di questi giorni è la notizia della maxi operazione dei carabinieri nel Lazio contro il traffico illecito di rifiuti, il blitz ha prodotto 15 gli arresti nell’ambito dell’inchiesta che vede complessivamente 57 indagati.

Nell’ambito dell’operazione Tellus, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Roma e i carabinieri Forestali di Roma, Rieti e Latina, coadiuvati dai reparti territoriali dell’Arma, hanno così dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, infatti, insieme agli arresti e agli indagati, è stato eseguito il sequestro preventivo di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti e un impianto di autodemolizione.

Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente, ha dichiarato solo pochi giorni fa: “Il Rapporto Rifiuti Speciali di Ispra e Sistema nazionale protezione ambiente, presentato oggi a Montecitorio, aiuta a focalizzare, insieme al nostro Rapporto Ecomafia che presenteremo il prossimo 9 luglio alla Camera dei deputati, i problemi che il nostro Paese deve risolvere in tempi brevi, soprattutto sul fronte dei rifiuti speciali, la cui produzione continua a crescere. Per archiviare la stagione degli smaltimenti illegali dei rifiuti speciali, anche pericolosi, servono interventi mirati non più rimandabili che abbiano al centro quattro questioni chiave: la nuova impiantistica di gestione coinvolgendo il territorio, la semplificazione dei processi di riciclo, la prevenzione dei reati ambientali elevando il sistema dei controlli e aumentando l’azione repressiva. In particolare servono nuovi impianti di gestione da realizzare nelle aree industriali con processi veri di partecipazione e coinvolgimento del territorio, occorre semplificare l’iter del riciclo velocizzando l’approvazione dei decreti “end of waste” da parte del ministero dell’ambiente e senza i quali il recupero di materia diventa una via crucis. Tra gli altri interventi occorre prevenire gli illeciti elevando il sistema dei controlli, completando l’attuazione della legge sulle agenzie ambientali da parte del ministero dell’ambiente con i decreti fondamentali per far decollare il sistema nazionale protezione ambiente”.

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