Tracce di vita nel manoscritto “Maestro e Margherita” di M. Bulgakov

//   10 gennaio 2017   // 0 Commenti

Bulgakov foto

Prof. Pier Giorgio Righetti 293x300

Prof. Pier Giorgio Righetti

Master i Margarita è il più famoso romanzo di Mikhail Bulgakov ed è elencato tra i cento libri da salvare in tutta la letteratura del ventesimo secolo. Il romanzo si svolge su due piani narrativi, il primo ambientato nella Mosca degli anni trenta e il secondo nella Gerusalemme di Ponzio Pilato. Lo spazio della città moscovita è all’improvviso colonizzato da un manipolo di demoni, capeggiati da Woland (Satana), con il suo braccio destro Behemot (un gigantesco gatto nero gran bevitore di vodka, armato di una Colt 45), assieme a Koroviev (Fagotto), Azazello, Hella (forse un vampiro) e ad Abadonna (un angelo della morte). Il sestetto provoca un’onda di disastri e morti nelle strade e nei palazzi di Mosca, colpendo in particolare le abitazioni offerte da Stalin agli artisti adulatori del regime. Bulgakov iniziò la stesura del romanzo nel 1928, ma, a manoscritto ultimato, lo diede alle fiamme nel 1930. Ne approntò una seconda stesura, terminata nel 1936.

Per quanto a questa data il manoscritto fosse nelle fasi finali, nei successivi quattro anni (1936-1940) Bulgakov continuò a limarlo e raffinarlo, e smise di riscriverlo solo quattro settimane prima di morire. In realtà, in questi ultimi quattro anni Bulgakov scrisse soprattutto dal suo letto di sofferenze, poiché era stato colpito da una grave forma di nefrosi che lo portò alla tomba. Alla sua morte il manoscritto fu sequestrato dalla polizia segreta di Stalin (la NKVD, precursore dell’odierno KGB) e fu pubblicato solo nel 1966, ventisei anni dopo la sua morte. Oggi, nel 2016, si celebrano in tutta la Russia il centenario della sua nascita e il cinquantesimo anniversario della pubblicazione di questo capolavoro. E finalmente, a Mosca, è stato eretto un monumento in suo onore.

Figura 1 300x225

Figura 1

Prof. Pier Giorgio Righetti (Department of Chemistry, Materials and Chemical Engineering “Giulio Natta”) racconta: clicca su Piergiorgio Righetti, “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov (video 4’33″© copyright Masha Sirago:             https://www.youtube.com/watch?v=Of89lrA9ap0 )

Un team internazionale di ricercatori, sotto la guida del Dr. Gleb Zilberstein (Rehovot, Israele) e del Prof. Pier Giorgio Righetti (Politecnico di Milano) ha avuto accesso a dieci delle 127 pagine originali della revisione del manoscritto degli anni 1936-1940 e ha cercato di ottenere dati sul suo stato di salute e sull’eventuale assunzione di farmaci da parte dello scrittore, visto il suo grave stato di malattia. In un primo lavoro (pubblicato su J. Proteomics, 131,2016, 199-204) i ricercatori, dopo aver cosparso i margini di queste pagine con resine in grado di catturare eventuali metaboliti ivi contenuti, e dopo aver eluito quanto estratto dalla superficie de fogli, lo hanno analizzato tramite cromatografia gas/liquido abbinata ad uno spettrometro di massa. In tutte le pagine hanno rivelato la presenza di morfina (e del suo metabolita 6-acetil-morfina) a livelli da 5 fino a un massimo di 100 nano grammi/cm quadrato. La figura 1 riproduce una delle pagine del manoscritto, che pianifica gli eventi che si sarebbero svolti tra il mercoledì e il sabato, culminanti nel Sabba delle streghe. Questa è una delle pagine che, consultata ripetutamente dallo scrittore, contiene livelli elevati di morfina. La figura 2 mostra l’impronta del pollice dell’autore, rilevata tramite le diverse quantità di morfina presenti sul polpastrello. Si può notare che i livelli di morfina aumentano dalla periferia verso la parte centrale del pollice. Una parziale ricostruzione di un’impronta digitale di cui anche Sherlock Holmes sarebbe fiero.

Figura 2 300x225

Figura 2

Siccome però esperti di letteratura russa avevano messo in dubbio l’autenticità delle impronte di Bulgakov sulla superficie del manoscritto, poiché non v’era traccia negli annali storici sull’assunzione di questo farmaco da parte dell’autore negli ultimi anni della sua vita, e avevano attribuito tali impronte piuttosto agli agenti dell’NKVD che custodivano l’intero romanzo, il team di ricercatori era tornato a Mosca per un nuovo ciclo investigativo. Questa volta era stata approntata una miscela di resine a scambio cationico e anionico in grado di catturare macromolecole, in particolare proteine. Il materiale adsorbito veniva eluito, digerito con un enzima proteolitico (la tripsina) e i peptidi ottenuti analizzati con un potente spettrometro di massa. Erano state così identificate 32 proteine diverse, soprattutto di origine salivare (spesso si usa umettare le dita con saliva per sfogliare le pagine, basta ricordare qui il “Nome della Rosa” di Umberto Eco). Tra queste, due proteine provenivano da Staphilococcus aureus, un batterio che può contaminare le mucose nasali e, con forte valenza probativa, ben tre proteine note come marcatori di patologie renali (J. Proteomics 152, 2017, 102-108). Questi dati confermano in modo inequivocabile che le impronte sul manoscritto del romanzo erano state lasciate da Bulgakov e non da agenti della polizia segreta o da bibliotecari, eredi o altre persone in contatto col manoscritto. Un’azione investigativa dai risultati straordinari e sorprendenti, se si pensa che il manoscritto è stato conservato in condizioni non ottimali, negli archivi della polizia segreta, magari in sotterranei umidi e malsani, per nulla protetto da agenti atmosferici e da eventuali muffe.

Leggende

Figura 1

Esempio di una delle pagine del manoscritto di Bulgakov analizzate. La terza riga dall’alto è una pianificazione degli eventi che accadranno nella narrazione tra i giorni di mercoledì e sabato, che culmineranno nel Sabba delle streghe. Le due “falci di luna” blu e rosse rappresentano la fine e l’inizio degli eventi che si snoderanno tra l’estate e l’autunno. La traduzione di diverse righe si trova nella parte destra della figura.

Figura 2

Esempio della mappatura delle tracce di morfina in una piccola area dei margini di una pagina del manoscritto originale . Si nota che le tracce variano da 2 fino a 10 nano grammi di farmaco per centimetro quadrato di superficie, come illustrato nelle barre dei codici di colore sulla destra.

Masha Sirago, foto e video © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com


Tags:

Dr. Gleb Zilberstein

KGB

letteratura russa

Maestro e Margherita

Masha Sirago

Master i Margarita

Mikhail Bulgakov

milano

morfina

Mosca

Pier Giorgio Righetti

Prof. Pier Giorgio Righetti

Proteomics

Stalin


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *