Toscana – Piano Sanitario, in Commissione Sanità le proposte di modifica del Pdl

//   10 giugno 2012   // 0 Commenti

mugnaistefano 110704 001 300x226Durante il Consiglio regionale urgente sulla sanità del 1 giugno scorso, la maggioranza aveva chiesto al Pdl di non mettere ai voti la propria mozione ma di portarla in commissione per lavorarci su al fine di modificare la bozza di Piano Socio-Sanitario Integrato (Pssir). Detto fatto, nell’ultima seduta di della Commissione Sanità il Vicepresidente Stefano Mugnai (Pdl) ha fatto mettere a verbale la necessità di calendarizzare l’argomento: «Essendo la sanità una materia delicata e di vasto impatto sociale – spiega oggi Mugnai – abbiamo ritenuto con senso di responsabilità di non limitare il nostro interesse a un voto d’aula, benché su esso si annunciassero convergenze di molti consiglieri di maggioranza, ma di accettare invece l’apertura che ci veniva offerta dalla maggioranza stessa, nella speranza di poter davvero incidere a cambiare le cose a vantaggio dei toscani e della collettività».
Se infatti i contenuti della mozione Pdl venissero recepiti, spiega il Vicepresidente della Commissione sanità, ciò rappresenterebbe una rivoluzione copernicana: «La chiave di volta del documento – riassume – consiste nel drastico ridimensionamento del ruolo della politica all’interno della sanità e nella ricollocazione del paziente al centro del sistema». La mozione è articolata in nove punti: revisione del numero delle Aziende sanitarie, attualmente 12, con conseguente recupero di risorse che così, sottratte all’apparato, potrebbero essere destinate al potenziamento dei servizi; superamento della fallimentare esperienza delle Società della Salute; accorpamento degli Estav da tre a uno come il Consiglio regionale, all’unanimità, aveva già disposto approvando esattamente un anno fa una nostra mozione mai attuata dalla giunta; definizione puntuale della rete ospedaliera, ma anche di ruoli e funzioni tra Aziende ospedaliere e territoriali, così da evitare inutili sovrapposizio
ni e sprechi; ripensamento del modello per intensità creando un necessario equilibro con i servizi da erogare sul territorio; garanzia del diritto all’assistenza dei non autosufficienti; maggiore integrazione e pari dignità tra pubblico e privato accreditato con garanzia della libertà di scelta per i cittadini; valorizzazione del rapporto con il volontariato.
«Si tratta in fin dei conti di richieste semplici e lineari di puro buon senso – commenta Mugnai – ma in grado di produrre lo scardinamento di un sistema il cui stato di malattia è ormai ampiamente dimostrato dal caso del crac di bilancio nei conti della Asl 1 di Massa Carrara ma non solo. Per questo abbiamo ritenuto assennato accettare l’apertura della maggioranza, certo scaturita anche dal calcolo matematico, dato che diversi loro consiglieri avevano già espresso il proprio assenso a votare la nostra mozione. Ora però dalla maggioranza ci aspettiamo il coraggio di cambiare».


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