Together

//   22 febbraio 2012   // 0 Commenti

obama monti

E’ L’America dello Yes We Can e del Change quella rappresentata dal moderno interprete del Sogno Americano il Presidente Barack Obama al colloquio con il premier italiano Mario Monti.
E’ la stessa America che in queste ore cerca lo slogan vincente da affidare ai candidati in corsa per le presidenziali del prossimo anno, sintetizzando, in due sole battute, la tanto attesa prospettiva di successo, in grado di trasferire, nella post modernità, quelle inattese speranze di pace, coesione sociale, superamento delle disuguaglianze e quel mai sopito desiderio di riconferma e mantenimento della supremazia mondiale.
In questo clima, la Sala Ovale della Casa Bianca ha accolto l’incontro tra i due Super professori, sorridenti e rigorosamente in abito scuro e cravatta azzurra, chiamati vicendevolmente ad una rinnovata sinergia che affermi, tra le righe della missione diplomatica, il valore di una rifondata credibilità sui mercati esteri del Nostro Bel Paese e l’ esigenza, sempre più avvertita, del mantenimento del controllo dell’eurozona da parte americana, nella fase in cui le future elezioni francesi non assicurano tout court la riconferma di Sarkozy e la rigidità del conservatorismo tedesco firmato Merkel, desta non poche preoccupazioni al mercato globale.
Piace, al Presidente Obama, il pacchetto di riforme e di misure per la crescita messe in campo dal Presidente Mario Monti.
E piace anche lo stile sobrio del Premier italiano che avverte il bisogno di un passaggio istituzionale al Congresso prima, a Wall Street poi, quasi a significare che la tormentata crisi dei mercati economici e finanziari, il superbo atteggiamento delle Agenzie di Rating verranno ricondotti alla marginalità dall’adozione di uno stile di vita marcatamente rigoroso e serio.
Sono già lontani, pur se nello sfondo, i tempi del self-made man, tanto cari a Tony Robbins ed alle sue teorie motivazionali che hanno contribuito a rendere l’immagine dell’uomo a tutti i costi vincente e di successo, dotato di sufficiente livello di autostima tale da piegare alle proprie esigenze un modello costruito sugli eccessi.
E sono altresì lontani i tempi del My Way di Frank Sinatra che evocavano malinconiche nostalgie di amori vissuti nella languida consapevolezza di una passione, tutta italiana.
Oggi, è all’ordine del giorno, l’accordo tra Fiat e Chrysler, nel rinnovato gemellaggio Italia -Usa.
Oggi sono all’ordine del giorno i sondaggi, non proprio favorevoli al rinnovo del mandato presidenziale americano, tra quattordici mesi, vista la crescente sfiducia degli americani per le misure adottate da Obama, in termini di economia.
Allora fa notizia, in America, l’incremento dell’export del Made in Italy quale prodotto più richiesto da un mercato stanco di sofisticazioni chimiche, di colori costruiti, di sapori artefatti ed invece proteso alla ricerca delle emozioni reali prodotte dalla genuinità, dalla bellezza, dalla originalità ,elementi principali della favola e del sogno chiamato Italia, tutto intessuto di sole, di mare, di arte, di vita.
In questo scenario ha senso la copertina del Time “Can this man safe Europe?“
Ha senso se ci si riappropria di quella identità nazionale e di quell’orgoglio, tutto italiano, consapevole del valore della propria storia, gloriosa, antica e tutta fatta di conquiste.
Ha senso se ci si interroga sul valore del futuro, in maniera reale e fiduciosa imponendo all’etica l’improcrastinabile esigenza di servire bene comune ed alla politica il dovere di una rappresentanza realmente democratica, competente e fiduciosa che rifugga da modelli importati e ricostruisca sulle ceneri di una stagione di arrendevolezza culturale il prestigio di una reale dimensione dello Stato.
E’un onore da rendere ai Padri costituenti, avvalorando la bellezza di un sentire, tutto italiano, che affida all’anima la capacità di interpretare sentimenti, tradurre emozioni, costruendo un avvenire rigoroso, consapevole e profondamente serio.
La Statua della Libertà allora può divenire, insieme al Marco Aurelio,l’icona del nuovo modo di essere e sentirsi cittadini Italiani ed Europei. Together . . .


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