Titoli Viatel: a Bologna risarciti 4 risparmiatori

//   21 febbraio 2012   // 0 Commenti

crisi economica 300x199Parma, 21 febbraio 2012 – Continuano le vittorie di Confconsumatori in materia in materia di “risparmio tradito” relativamente a bond emessi da società americane del nuovo mercato.

Dopo le vittorie avanti il Tribunale e la Corte d’Appello di Milano a favore di centinaia di risparmiatori che avevano acquistato bond Carrier 1, ecco una vittoria per 4 consumatori compratori di obbligazioni emesse da Viatel, società americana del nuovo mercato (Nasdaq), finita in dissesto poco dopo il 2000.

Si trattava di contratti stipulati dai risparmiatori a casa propria, tramite promotori finanziari che si erano recati lì per convincere il cliente ad effettuare l’acquisto. Il Tribunale di Bologna si è uniformato all’orientamento  della Corte d’appello di Bologna e di altri Tribunali italiani, i quali in casi analoghi, sempre grazie ai legali di  Confconsumatori,   hanno ritenuto la nullità dell’operazione a norma  a norma dell’art. 30, comma 7, d.lgs. n. 58/98, perché l’ordine non prevedeva, secondo quanto prescritto dalla legge, la facoltà di recedere entro il termine di 7 giorni. Il Tribunale di Bologna ha così dichiarato la nullità degli ordini e condannato l’istituto di credito alla restituzione delle somme di € 9.532,02, 2.744,87, 7.937,97 e 8.000, ossia il capitale investito dedotte le cedole incassate, oltre interessi dalla domanda al saldo e spese di lite, per un totale di oltre 30 mila euro.

“Una decisione importantissima – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio i risparmiatori – perché diverse sono le cause promosse da acquirenti di titoli Viatel, tutte pendenti davanti al Tribunale di Bologna”.

“Questa nuova vittoria – commenta Mara Colla, Presidente di Confconsumatori – dimostra ormai in modo inequivocabile che chi ha acquistato a casa propria titoli finiti male ha notevoli possibilità di recuperare il denaro investito. E ciò soprattutto entro brevissimo tempo. Questo, peraltro, sempre che l’operazione sia stata effettuata entro il termine di prescrizione di dieci anni”.


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