Tiffany, indignata in dignitate

//   15 novembre 2011   // 0 Commenti

Cane profeta in Patria foto 5 copyright Masha SiragoNei giorni scorsi ero a Roma, e quel famoso sabato 15 ottobre 2011 non sono uscita di casa. In troppi han devastato la capitale, con “ferocia”. Troppi cani sciolti ma soprattutto esaltati e violenti. Una “rabbia” incontenibile in menti che quel giorno non han usato la ragione. Figuriamoci il sentimento, direbbe la mia cara amica Emily Dickinson (1830-1886).

Non mi sono aggregata al corteo dei black blocks perché sono uno dei white dogs. Non mi piace stare “in coda”, ho già la mia e mi basta. Mentre quelli vestiti di nero – oddio, ho visto l’uomo nero, e più di uno! – si coprivano il volto e avevano “la coda di paglia” e si sa che la paglia prende velocemente fuoco, solo che loro han dato fuoco, come neanche Mastro Mangiafuoco arrabbiato saprebbe fare, nei confronti di tutto quello che trovavano sulla loro strada. Che, a dirla tutta, non è la loro strada, ma è la strada di tutti. Le strade di Roma sono di tutti. Perché offenderle nella loro bellezza storica da portatori di distruzione, vandalismi e incendi alla Nerone?

Un politico italiano ha detto che “le violenze sono un fenomeno che deve essere analizzato e capito” e “temo una coda (?) degli ultimi scontri”, un altro che “può ripartire il terrorismo”.

Shakespeare un giorno mi ha preso a braccetto e facendomi annusare la sua rosa in Giulietta e Romeo ho sentito che ha ragione: qualsiasi rosa profuma sempre di rosa e di dolcezza evocativa, anche se le si dà un altro nome, e a me piace andare per prati e sentire il profumo dei fiori. Chi meglio di me sa annusare che sono cane? La violenza è sempre violenza, in qualsiasi modo la si voglia chiamare: quella degli stadi, „ndrangheta, mafia, camorra…si cambia il nome ma la sostanza è sempre quella. Violenza.

Amo le strade di Roma, e se “tutte le strade portano a Roma” – e non mi riferisco soltanto ai pellegrini che nei secoli passati confluivano nella città eterna fino al Vaticano – anch’io son giunta per le famose ottobrate romane, per ammirare il paesaggio e i monumenti, e percorrere con le mie quattrozampette le strade storiche e i sampietrini, salire sui sette colli ed entrare nelle innumerevoli chiese e chiesette: that’s why my email is called aspassocolcane@libero.it

Sono uno spirito libero, “non abbaio” ma parlo in silenzio, a volte sono can…tiana, ed anche se questo non Nietche niente, Do sto e non jesck più. Mi sono soffermata tempo fa davanti a “La montagna incantata” perchè la bellezza della natura mi in-can-ta, mi fa entrare in contemplazione e ripenso così al suo autore, Thomas Mann, che alla mia razza ma soprattutto al rapporto cane-padrone ha dedicato anche un altro libro: “Cane e padrone”. Ma con la parola padrone intendeva il meraviglioso rapporto che si instaura nella massima libertà tra due esseri consenzienti, con anima e anima-le intensità.

E così all’indomani del passaggio dei vandali o rottweiler inferociti io e il mio “portavoce” e padroncina Masha siamo andate a spasso per la meravigliosa via Appia. Anche noi siamo scese per le strade! Ma senza fare tanto casino.

E’ che nell’animo avevamo il bisogno di godere della bellezza di tale strada, di sentire il cinguettio degli uccellini, di annusare aria pulita, e percorrere la storia in un luogo che sembra essere senza tempo, luogo dove il tempo si è fermato a qualche secolo fa, dove dimentichi il trascorrere del tempo ma anche della vita che passa, tra sogni e preoccupazioni.

Tiffany sull’Appia antica

Tiffany sullAppia antica foto 1 in ordine cronologico copyright Masha SiragoEccomi sull’Appia antica. Sono qui in mezzo alla natura e tra le antiche rovine, ho appena passato l’inconfondibile sagoma della tomba di Cecilia Metella. Mi piacerebbe molto incontrare quell’inglese di William Turner (1775-1851), sono certa che mi ritrarrebbe in un bell’acquerello! Invece l’ho visto passare col suo amico Constable (1776-1837), grande contemplatore romantico della natura. Se invece passasse qui Thomas Gainsborough               ( 1727-1788) con sottobraccio il suo bellissimo quadro “Conversazione nel parco”? O Joshua Reynolds ( 1723-1792) famoso per i suoi ritratti? Intanto la mia padroncina mi fotografa in lungo e in largo, mentre io vi prendo “al guinzaglio” e vi porto a spasso.

Quel giorno c’era un sole straordinario e una luce meravigliosa sembra volesse mettermi in rilievo – nel gerco scultoreo – invece ero accanto a quest’uomo del passato, accanto al quale sembravo un tutt’uno, nel senso del blocco di pietra. Non sembra che stia portandomi a spasso? E pure senza guinzaglio! Effettivamente sull’antica Via Appia non possono transitare macchine per via del fatto che è sotto la Sovrintendenza dei beni culturali e quindi qui il silenzio è sovrano. Che bello! Io qui non rischio di essere calpestata; è il luogo ideale per me. Se osservate bene la figura in posa alle mie spalle, vi pare che codesto uomo sia orgoglioso di me o forse mi darà un calcio “trattandomi come un cane”? Oibò, non so o forse sì, lo chiederò al professor Strinati, il grande storico dell’arte, che sa tutto di Roma ma anche di me, “il cane che fa cultura”, così come mi hanno soprannominato su un noto giornale della capitale e “Animal Academicum”, appellativo designatomi dal filosofo Giacomo Marramao.

1 Tiffany col blocco in pietra foto copyright Masha Sirago 224x300

Tiffany col blocco in pietra - foto Masha Sirago

Intanto a me piace stare come se fossi innestata nella Storia, come un ramo su un albero; eppoi il colore del mio pelo entra perfettamente in sintonia con quello del blocco di pietra. Così spesso rimango ferma in posa per le foto, a volte “rimango di stucco”, altre volte ancora “rimango di pietra”, altre ancora in fermo silenzio “tombale”. Voi direte: ma di fronte a che? Ma di fronte alle str……e che dicono i cosiddetti esseri umani! Stop.

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Tiffany in posa neoclassica - foto Masha Sirago

Ora tutti in coda! Ma non è un imperativo imperialista da imperatore romano. Semmai è un invito a seguirmi in quel che fo’. Che sto facendo? Eccomi un tutt’uno con questo capitello, adagiato sull’erba come me, o forse crollato.

“Goethe nella campagna romana”(1786-1787) è un dipinto di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, non vi sembro messa nel suo stesso abito mentale? Oh, yeah! Bau bau!

Ah! Se Winckelmann passasse da queste parti ascolterei volentieri una sua oratoria sull’estetica e sulla morale. Immessa tra queste testimonianze della civiltà romana ”alla luce del sole”, non andrei a trovare Canova nel suo studio; d’altronde, non sono forse già in posa neoclassica canoviana tipo Paolina Bona-da-quale parte?

Il disagio della civiltà si sente tutto, fanno in molti una “vita da cani” ma c’è anche la bella vita di certi cani. C’è pure Zygmunt Bauman che dice che la società è liquida”, vorrà dire che “fa acqua da tutte le parti”? Vi lascio cercare la risposta, ma state “sui miei passi”, ops! zampette, sono in compagnia del cane di Sherlock Holmes.

Fra un po calerà il sole, e il tramonto sull’Appia è qualcosa di meravigliosamente indicibile. Mozza il fiato, lo dico proprio io che sono un cane. Da qualche parte ho visto una scritta: S.P.Q.R. e una eco lontana, pellegrina e cristiana, sembra domandarmi Quo vadis Tiffany?

In silenzio e con mitezza mi piacerebbe molto mettere in discussione – come han fatto molti miei predecessori romantici e poetici contro l’Illuminismo- le astrazioni del pensiero razionale degli uomini e delle donne con gli impulsi del mio cuore e fedeltà canina, da vero amico.

“L’Italia si trova all’inizio di un nuovo periodo della sua vita. Secondo la politica che ora prevarrà, noi avremo un periodo di

2 Tiffany con lamico albero copyright Masha Sirago 224x300

Tiffany e l'amico albero - foto Masha Sirago

conciliazione e di benessere per tutte le classi sociali o un periodo doloroso di agitazione con l’avvicendarsi di disordine e repressione”. Sono parole di Giovanni Giolitti (1842-1928), non vi sembrano attuali?

Qui non c’è smog, e i colori delle famose ottobrate romane sono nella luce caravaggesca ai piedi, ops! radici dell’albero.

E’ questo il mio luogo ideale e ambientale. Il futuro del mondo è l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente e non la distruzione in un luogo carico di storia. Me l’ha detto il Moralista nella sua antica stanza a Pompei, la “Stanza del Moralista”, prima che crollasse tutto, per incuria di chi non sa amare e quindi rispettare il bene di tutti; e non me l’ha detto soltanto in quella stanza, o nella camera, o nella Camera. Eravamo soli nella stanza, da veri amici, e il Moralista – da grande architetto scultore spirituale – mi ha investito di uno strano potere, ho cominciato a “scodinzolare”Cane profeta in Patria”?

Per favore, un po’ di rispetto, silenzio! Non fatemi indignares con dignitate. Sta cantando il mio amico fringuello.

(Testo e foto (c) copyright Masha Sirago, aspassocolcane@libero.it 2011)


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