Le associazioni di categoria del settore turismo dicono NO all’imposta di soggiorno

//   4 agosto 2011   // 0 Commenti

“In un momento così delicato della fase di ripresa, dopo tre anni molto difficili, questa imposta penalizzerà la ripresa dei flussi e la stessa attrattività turistica del capoluogo. La sua imposizione si scontra con quello che abitualmente tutti dicono e cioè che il turismo è un asset importantissimo per la nostra economia ed il nostro territorio”. E’ questa la ferrea posizione che le Associazioni di categoria del settore turistico hanno ribadito nell’incontro sulla nuova tassa di soggiorno tenutosi nei giorni scorsi con il Sindaco di Padova Flavio Zanonato. Per Ascom-Confcommercio, Confesercenti, Confindustria Padova, l’applicazione dell’imposta nella città del Santo vuol dire “Penalizzare il turismo indiscriminatamente per ripianare i conti dei Comuni”, e sarebbe “un modo molto discutibile di applicare il federalismo”. Il decreto legislativo prevede però che i Comuni possano applicare la tassa (secondo quanto disposto dall’articolo 52 del decreto n.446/97) solo dal 1 gennaio dell’anno successivo, quindi 2012, e consentirebbe così alle strutture ospitanti di organizzarsi in questo periodo transitorio per gestire i contratti già stipulati con i tour operator scongiurando disdette e recessi. Le tre associazioni di categoria presenti all’incontro, hanno inoltre manifestato il loro malcontento per la decisione presa dal Comune di determinare il “quantum” dell’imposta in base alle stelle della struttura, quando invece l’ammontare della tassa dovrebbe essere disposto con “criteri di gradualità in proporzione al prezzo”.

La tassa di soggiorno, abolita nel 1989 ma rinata oggi per compensare al baratro finanziario dei Comuni dovuto all’abolizione dell’Ici sulla prima casa, dovrebbe aggirarsi su cifre che vanno dall’1 ai 3 euro a persona per notte, ma prevede esenzioni per alcune tipologie di soggetti (malati che arrivano in città per curarsi e relativi accompagnatori, bambini, e agevolazioni per il turismo religioso). Comunque vada a finire per il Comune sarà un vero affare dato che, con più di 500mila arrivi e oltre il milione di presenze l’anno nella città patavina, le entrate annue dovrebbero essere pari a 1 milione e 700 euro.turisti2


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