“TIFFANY A PALAZZO VENEZIA”

//   11 luglio 2013   // 1 Commento

Quel giorno ero stata invitata a Palazzo Venezia dal Professor Strinati, Sovrintendente ai Beni Culturali e al Polo Museale di Roma, nel suo ufficio. Ovviamente ero accompagnata dal mio “portavoce ufficiale” Masha Sirago che aveva con se il dvd del documentario “Dalla Torretta di Ponte Milvio con il “Can”…ravaggio” – realizzato con Lele Coppola nel settembre 2008 durante l’esposizione nella Torretta con veduta sul Tevere,  e “il quadro che non si appende”. Il mio “portavoce” li avrebbe mostrati al Professore. L’ampio ufficio era proprio nel Palazzo dove qualche decennio fa una persona con il braccio teso, rigido e “fasciato” pure nei suoi pensieri, si era affacciata dal balcone di Piazza Venezia davanti a una folla di persone. Con grande spontaneità, la mia padroncina ha chiesto sommessamente al Professore se si sarebbe potuto cancellare quella fotografia-ricordo dall’immaginario degli Italiani con una nuova. Mi sarei potuta affacciare pure io dal balcone, anche se sono piccola e non sono “tutta d’un pezzo”? La risposta è scivolata via, anche se ho letto il sorriso sulle labbra del grande storico dell’arte, ideatore – tra l’altro – della mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, che sarebbe stata realizzata l’anno successivo. Ma io ancora non lo sapevo, e con la mia ingenua naturalità ero lì versione Can…ravaggio!

Mi piacerebbe molto pensare che il Professore – incuriosito dalla mie doti di dog-attrice – abbia voluto sondare le mie doti di grande interprete attoriale,  per ridere “sotto i baffi”, che non ha. Mi sentirei lusingata.

1 Can...ravaggio foto Masha Sirago

 

Il sommo Maestro Caravaggio ha ispirato molti artisti nella Storia. Masha è stata trasportata  tra le ombre e le luci alla Torretta, ed ha trovato il modo di carpire la luce che fluttuava scendendo dalle scale del piano superiore fin giù alle scale, attraverso le porte a volte sbattenti – e quel fascio di luce l’ha avvolta come uno scialle, carezzandole i capelli biondi da un lato e lasciando il rimanente in ombra, ma non così tanto da scurire me ma anzi facendo rifulgere ancor più il mio pelo bianco e – alle spalle delle nostre figure – si nota anche una mia fotografia “Cane profeta in Patria. N’est-pas?

 

 

 

 

2 Luce alla Torretta foto Masha Sirago 224x300

La mia padroncina ha dunque mostrato il dvd anche alla Prof.ssa Laura Russo, che era china sulla sua scrivania a fianco del Professore. Nel frattempo io scorrazzavo nel grande ufficio, rizzando le orecchie per cercare di captare le esigue parole profferte durante quei brevi :4’52”, durata della proiezione. A dir la verità, ho capito più dall’espressione del viso del Prof. Strinati che dalle parole: nel video esprimevo le mie doti caravaggesche e ….sì, il documentario gli era piaciuto. D’altronde, oltre ad avere una grande cultura di storia dell’arte ed appassionato di Caravaggio, nonché di Raffaello, il Professore sa apprezzare gli artisti, non solo i trapassati in altra vita, ormai da secoli, ma anche alcuni contemporanei. Pochi, molto pochi, ma quelli buoni, che hanno una matrice e sana follia artistica innata. Perciò penso che io ero lì per questo. E non solo per fare da “guardia del corpo” a Masha. Il Prof. Claudio Strinati ha anche scritto un libro, “Il mestiere dell’artista”. Sono orgogliosa che abbia espresso un pensiero critico con la prefazione al mio libro “Vita da cani”. Masha non aveva neanche parlato il giorno che lo incontrò la prima volta. Gli mostrò il libretto con gli aforismi fotografici aventi me come protagonista e il Professore dopo 20 secondi che sfogliava le pagine l’aveva chiuso come se fosse stato un enorme tomo! Era il peso della sostanza dei pensieri dell’autrice (scherzo!). Invece, era la grande erudizione del Critico che mi aveva fatto sentire il peso dei suoi pensieri in connessione con l’oggetto libro, attraverso le sue mani. Che bello! E’ proprio vero, l’arte non ha parole, ma suoni e melodia…quelli dell’anima! In quel momento è come se avessi visto la Masha, ebbra di felicità appoggiarsi a una colonna del Pantheon per non perdere l’equilibro, per farsi sorreggere, dalla Storia. La Storia è la memoria e appoggio dal quale ripartire ogni giorno per proiettarsi verso il futuro, e lei lo è con le foto, sculture, racconti e poesie.  Tra l’altro nella piazza del Pantheon siamo state  tante volte insieme, a scattar foto, aspassocolcane@libero.it

Godetevi “in silenzio e senza abbaiare” il video “Dalla Torretta di Ponte Milvio con il “Can”…ravaggio!”  (4’52″, 2008) realizzato da Lele Coppola e…attenzione ai titoli di “coda“. Bau! Posate delicatamente la vostra “zampetta” su questo link: video “Dalla Torretta di Ponte Milvio con il “Can…ravaggio” Tiffany

Mi piace pensare che anche Caravaggio se ne andasse “a spasso” per Roma, anche se senza “cane al guinzaglio”! Ha scritto K.Van Mander: “C’è anche un Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose. (Però) accanto al buon grano c’è l’erbaccia: infatti, egli non si consacra di continuo allo studio, ma quando ha lavorato un paio di settimane se ne va a spasso per un mese o due, con la spada al fianco e un servo dietro di sé, e girà da un gioco di palla all’altro, sempre pronto ad attaccare briga e ad azzuffarsi, tanto che è raro che lo si possa frequentare. (…) Nonostante questo, la sua pittura è fuori discussione”.

Ecco come a volte gli artisti lavorano! Spesso Masha torna a casa piena di idee, appunti fotografici, o disegnini vari che poi Le servono per tradurli a volte in scultura o, da qualche tempo, piccoli racconti. Oppure per fare delle ricerche personali, studi vari, o, semplicemente, correre sul vocabolario per controllare il significato di una parola perché, udendola da qualcuno proferire, lei non aveva visto e sentiti coerenza con i muscoli facciali di chi l’aveva pronunciata, una incoerenza antropologica! Forse esagero?

La “luce del Caravaggio” l’abbiamo vista veramente, alla Torretta, nel settembre 2008. Durante il periodo della mostra vi sono stati giorni di forte vento e pioggia, nei quali le mie fotografie esposte sembravano volar via come foglie. Nei giorni di sole, invece, una luce straordinaria sembrava volesse farmi esprimere persino quel che era nascosto a me stessa. Nel cuore, infatti, avevo la luce della felicità.

Il video-documentario realizzato dalla Panda Film con Il Collarino penso che riesca esprimere tutto ciò. Nei “titoli di coda” impressi su pellicola cinematografica sono riportati i nomi di tutte le illustri personalità che han scritto “a parole” le prefazioni al progetto, realizzato con il contributo “delle nostre tasche”.

Il Professor Strinati quella mattina ha visionato anche il “quadro che non si appende”, un’opera a metà fra arte e design, alla quale ancora non si è ancora trovato un titolo (!). E così rimane il mistero, e l’invenzione nel cassetto. Masha lo nasconde, non lo mostra a nessuno, di questi tempi le idee le rubano velocemente. Infatti ho “rizzato” gioiosamente le orecchie al rumore che faceva la mente del Professore, che allontanandosi passo dopo passo dall’invenzione, diceva tra sé e sé, silenziosamente: “E’ un’idea, sì, è un’idea”.

E se il design è qualcosa di più recente, la commistione con l’arte mi ha influenzato un po’. Chissà se un giorno si troverà il titolo al “quadro che non si appende”!

Spero proprio di tornare un giorno a Palazzo Venezia con la mia mostra “Vita da cani”. Si dice che “tutte le strade portano a Roma”, nel mio caso, mi riporterebbero! Ma spero di farlo in vita – come icana nell’arte, moi, Tiffany – perché molti artisti vengono riconosciuti post-mortem.

In quella tarda mattinata uscivo infine dall’ufficio di Palazzo Venezia. Mi sono però soffermata un po’ fuori, al primo piano, per godermi quello che io chiamo “l’antico intorno”,  che studio spesso e con molta passione. Il mio è un dialogo con il passato, la memoria storica e un grande rispetto per i beni culturali, anche immateriali. So che ho una predisposizione innata a sentire “Il peso della Storia”, non si vede?

 

4 Il peso della Storia foto Masha Sirago 225x300

D’altronde, Michelangelo Merisi da Caravaggio ha “illuminato” molti artisti in questi ultimi quattrocento anni, e sono nate molte opere su ispirazione del maestro della luce, cercando di carpire la sua arte nel suo tempo, affascinati anche dalla vita smodata e irrequieta e dalle ombre sul mistero della fine della sua vita. Anche Masha è stata trasportata tra le ombre e luci della vita e nella vita, e non soltanto in senso metaforico. E’ così che la mia padroncina ha acquisito “La responsabilità dell’artista”, non soltanto leggendo il libro di Jacques Maritain.

(RIPRODUZIONE RISERVATA racconto di Masha Sirago, ©copyright Masha Sirago, aspassocolcane@libero.it – mashasirago@gmail.com)


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