The eyes of Michelangelo Antonioni

//   7 dicembre 2011   // 0 Commenti

michelangelo antonioni mostra ferrara

THE EYES OF MICHELANGELO ANTONIONI
Omaggio al grande regista ferrarese in occasione del centenario della nascita (1912 – 2012)
25 dipinti dell’artista MIRIA MALANDRI

PORTA DEGLI ANGELI
Rampari di Belfiore 1 – Ferrara
Dal 10 al 29 dicembre 2011.
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, escluso il lunedì.

INAUGURAZIONE sabato 10 dicembre 2011 ore 11.30 c/o Porta degli Angeli con aperitivo.
La mostra sarà presentata dalla Dott.ssa Silvia Arfelli.

La mostra ha come scopo quello di ricordare l’opera di Michelangelo Antonioni, importante maestro della cinematografia italiana e mondiale, attraverso la presentazione di tele magistralmente dipinte da una pittrice forlivese, Miria Malandri, con la tecnica del “fermo
immagine”, liberamente tratte dai film di Antonioni.
Il “fermo immagine” consiste nella visione, da parte dell’artista, dei film e dell’individuazione in maniera personalizzata di momenti particolari che suggestionano la sua fantasia, come per entrare nell’obiettivo della cinepresa del maestro. Il risultato che ne consegue è una visione inedita e soggettiva di fotogrammi che nei film possono scorrere in pochi secondi e spesso passare inosservati. Si è di fronte quindi ad una mostra di dipinti che reinterpretano in senso inverso il rapporto cinema-pittura che ha sempre visto il cinema attingere a piene mani dall’arte pittorica.

Miria Malandri è nata a Forlimpopoli nel 1946. Vive e lavora a Forlì. Dopo aver frequentato gli studi classici e il corso di Disegno Anatomico presso l’Università di Bologna, ha iniziato la sua attività di pittrice. Dopo un lungo percorso attraverso la realizzazione di dipinti di tipo surreale e ispirati al teatro dell’assurdo, di immagini di famiglia e di nature morte, dal 2002 al 2004 ha collaborato con Art’è. Lo sbocco delle sue ricerche artistiche diventa negli anni recenti dipinti di ispirazione cinematografica, inizialmente come passione per il cinema, poi come riappropriazione di quanto il cinema “ruba” alla pittura, infine come esaltazione “dell’attimo fuggente” (particolare successo ha ottenuto la mostra “Il cinema e la tradizione ebraica”). Per chi ritiene che il cinema sia espressione della vita di tutti i giorni, fermare il movimento significa fermare il tempo.


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