Terziario Donna: “Liberalizzazione commercio deve conciliarsi con i tempi della città”

//   1 febbraio 2012   // 0 Commenti

orari negozi 300x167L’Italia è uno dei paesi dove si registra un tasso di natalità tra i più bassi in Europa e dove nel contempo il livello di occupazione femminile resta tra i più modesti, ciò accade soprattutto nel Mezzogiorno dove predominano le famiglie monoreddito e dove la condizione di difficoltà economica non incoraggia la nascita del secondo figlio. Laddove le condizioni economiche (il doppio reddito o un’attività imprenditoriale) favoriscono la nascita di più figli, non esistono tuttavia condizioni che supportino la donna lavoratrice negli oneri di cura verso la famiglia e gli altri membri del nucleo famigliare (anziani e parenti non autosufficienti).
La conciliazione dei tempi – è stato rimarcato nel corso dell’incontro- tra l’attività lavorativa e le incombenze familiari (tutte a carico della donna) continua ad essere l’esito di quotidiani esercizi di equilibrismo che non giovano certo alla crescita ed alla affermazione professionale, sociale e culturale delle donne, costrette nella maggior parte dei casi a rinunciare a carriere, ed impegni sociali e culturali che sottraggano tempo dalle incombenze quotidiane. E’ ciò che accade nella politica e nel sindacato dove la percentuale di donne che frequentano con assiduità le riunioni resta ancora basso. Anche per le titolari di impresa, così come per le lavoratrici dipendenti (l’80% delle donne occupate, lavora nel Terziario) resta enorme la difficoltà di conciliare attività lavorativa, impegni familiari, tempi per la formazione professionale e per la crescita sociale e politica.
La liberalizzazione del commercio e la dilatazione dei tempi e dei giorni (domeniche e festivi) di apertura e chiusura delle attività commerciali preoccupa fortemente –afferma la coordinatrice provinciale di Terziario Donna, Francesca Intermite - le titolari delle attività del commercio allocate nei comuni della provincia di Taranto, nella maggior parte dei quali non esistono strumenti che favoriscano la conciliazione tra vita privata e professionale (Piani dei tempi e degli spazi della città, Patti sociali di genere, etc.)“.
La Regione Puglia nel 2009 ha tracciato le linee guida regionali per la predisposizione di studi di fattibilità per il coordinamento e l’amministrazione degli orari di pubblica utilità, in tale ambito a livello provinciale ha trovato spazio l’indagine a cura dell’Associazione Concita (finanziata con bando regionale), ma si tratta comunque di una attività di ricerca alla quale non è seguita purtroppo una linea di intervento concreta, da parte delle Amministrazioni locali (servizi educativi per l’infanzia, servizi di cura per gli anziani, piano degli orari, etc.). “La liberalizzazione degli orari del commercio –sottolinea Intermite- potrebbe rivelarsi un ennesimo fattore di disagio per le imprenditrici joniche, qual’ora si profilasse una tendenza ad aumentare in modo sconsiderato il numero di aperture domenicali e festive, peraltro non giustificate dalla contrazione dei consumi. Un sacrificio inutile non compensato da un aumento degli incassi, come purtroppo si è già evidenziato nelle prime aperture domenicali del nuovo anno. Di qui la esigenza di valutare attentamente il calendario delle aperture e di definire una programmazione concertata che veda impegnate le amministrazioni locali nella erogazione di servizi di supporto“.


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