Terremoto l’emergenza di oggi non sia anche quella di domani

//   4 giugno 2012   // 0 Commenti

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La tragedia che ha colpito l’ Emilia non era certamente prevedibile, ma come sempre esperti si affannano nelle trasmissioni televisive a dire l’avevamo detto, che i movimenti della crosta terrestre che spingono appennini contro le alpi stringono a tenaglia la pianura padana e allora?
L’attenzione con la quale li ascoltiamo ora non era meglio averla prima? Oggi gli sfollati sono 20mila con i lavoratori fuori dalle aziende e un’economia in ginocchio. Serve la ricostruzione subito e servono i denari che immediatamente dovranno essere messi a disposizione, non con le solite collette che il popolo italiano si è immediatamente messo a disposizione, ma con interventi governativi decisi e con programmi che prevedano non solo la ricostruzione ma la messa in sicurezza di ciò che è ancora in piedi, monumenti abitazioni e aziende.

La protezione civile come sempre svolge il proprio compito egregiamente ma se gli studi evidenziano che tutto l’Italia è paese a rischio, non solo l’Emilia i parametri usati fino ad oggi sono insufficienti. La televisione ci evidenzia che i pilastri dei capannoni erano di 30 cm. per 30 mentre in altre zone già colpite dai terremoti i cm. sono 60 per 60, non sono i tecnici incapaci o imprenditori ” banditi ” come li ha definiti qualcuno, semplicemente hanno rispettato indicazioni che oggi dopo il dramma risultano inadeguate. L’ Emilia come altre regioni italiane è fatta di imprenditori seri e laboriosi che

contribuiscono a tenere in piedi il nostro Paese che politici e amministratori poco lungimiranti risultano incapaci nell’attuare programmi a lunga gittata. La protezione civile dovrà essere messa in
condizione di organizzare corsi nelle scuole non solo per le evacuazioni ma per formare cittadini di domani che dovranno abituarsi, come avviene in Giappone a vivere in un paese ad alto rischio terremoti, le costruzioni dovranno essere considerate dai loro occupanti luoghi sicuri e non castelli di carta pericolanti e potenziali tombe di cemento. La voglia di fare delle popolazioni da sola non basta e le potenzialità del fare dovranno essere sostenute da fatti concreti. Sicuramente il commissario straordinario nominato, il Presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani, è persona seria ma senza tecnici in grado di coadiuvarlo per un programma non solo di emergenza ma di lungo respiro poco potrà fare, intanto migliaia di cittadini sono nelle tende e aspettano risposte rapide anche nel mantenimento e ricostruzione del patrimonio artistico anch’esso da ripristinare, altrimenti anche l’Emilia come l’Irpinia, l’Aquila o il Friuli saranno drammi che non avranno insegnato nulla, fino ad oggi è stato così.

Contare i morti spendere somme inaudite nell’emergenza quando programmi in momenti di normalità costerebbero meno e soprattutto potrebbero evitare catastrofi di queste proporzioni.

 

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