Termalismo: disdetta dei contratti territoriali

//   4 ottobre 2011   // 0 Commenti

Davide Bresquar

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Gianluca Bregolin

La disdetta dei rispettivi contratti integrativi territoriali da parte di Confindustria Padova e dell’Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto, con decorrenza dal 31.12.2011, è un atto a cui siamo stati costretti per tutelare giuridicamente le imprese termali, per due ordini di motivi. – Tuonano il Presidente della Sezione terme e Turismo di Confindustria Padova, Davide Bresquar, e il Presidente dell’Assoalbergatori, Gianluca BregolinDa un lato, l’approssimarsi della scadenza dell’accordo ponte dell’ottobre 2009 sottoscritto dall’Assoalbergatori; dall’altro, la mancata firma, prevista per lo scorso 29 settembre, dell’intesa unitaria transitoria con le Organizzazioni Sindacali che avrebbe dovuto disciplinare l’applicazione dei contratti nel 2012, in attesa di un assetto definitivo. Intesa che non è stata sancita a causa della richiesta, giunta da una delle Organizzazioni Sindacali a poche ore dal previsto incontro per la firma, di un’ulteriore dilazione temporale per valutare il testo di un accordo su cui era stata già espressa convergenza da tutte le parti coinvolte. Ancora una volta, i distinguo di una sola parte verso una piattaforma condivisa da tutti rischiano di pregiudicare un risultato che è nell’interesse di aziende e lavoratori”.
Entrambi i portavoce del comunicato che interessa tutta la categoria del settore Turismo, ribadiscono comunque la disponibilità degli imprenditori termali alla riapertura della trattativa con le Organizzazioni Sindacali.
Dal canto loro, le Associazioni dichiarano “l’urgenza di un nuovo e unitario contratto integrativo territoriale, una piattaforma per il futuro del comparto, per salvaguardare l’occupazione e la stessa esistenza delle aziende messa a rischio dalla crisi del settore e dalla progressiva contrazione dei margini. L’assetto contrattuale vigente nel Bacino Termale Euganeo – spiegano ancora le Associazioni – non è più sostenibile alla luce dell’effettivo andamento della domanda turistica e penalizza fortemente gli operatori nel confronto con i competitors”.


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