TAXI contro NCC e contro Governo

//   24 novembre 2017   // 0 Commenti

Intervista a Simone Paoletti NCC/TAXI di Barberino del Mugello

IMG 20171015 WA00114 225x300Simone, per rispetto alla Tua trentennale esperienza come taxista e noleggiatore, ti faccio una domanda unica. Cosa diresti a tutti, ora che tutti sono sul piede di guerra sulla nuova Legge Quadro in elaborazione Taxi/Ncc?

La situazione è drammatica perché questa proposta di legge ci farebbe chiudere tutti: taxi e Ncc.
Sono da 21 anni fra Ncc e taxi da sempre iscritto e impegnato nei sindacati!
E voglio pubblicamente rispondere a due nostri colleghi: Robert Iannone che propone la legge regionale e a Marco Paoletti che propone la legge provinciale.
Parto da una prima considerazione che la legge quadro e’ perfetta. Sono prima i Comuni poi lo Stato e infine un po’ anche nostri sindacati a non farla rispettare e mi spiego con tre punti.
Primo: quando fu fatta la legge quadro, le autorizzazioni di Ncc erano insieme a quelle dei bus, poi i bus furono scorporati e chi aveva le autorizzazioni per i bus, come raccontava Lombardi un vecchio collega, gli venivano convertite in Ncc; ecco perché a Firenze c’é il numero di autorizzazioni 460 e invece le reali autorizzazioni con auto ncc sono 104. La maggior parte dei titolari di autorizzazioni di bus non le convertirono allora e le riportano in Comune e questo accadde in quasi tutte le città (escluso Bologna che le rimise a bando). A Roma: numero consequenziale 4500 autorizzazioni; attuali 1034, auto Ncc!!!! Decisamente poche!!!!
I Comuni avevano l’obbligo come dice la legge di rimettere a bando le autorizzazioni e come dice la Legge Quadro attualmente in vigore, le autorizzazioni o licenze Taxi riportate devono essere rimesse a bando entro sei mesi e qui Stato, Comuni e anche un po’ i sindacati, non hanno fatto rispettare la Legge.
Secondo punto: la Legge Quadro prevede che nelle città si devono fare le zone comprensoriali per Taxi e Ncc e anche qui solo due Comuni in Italia le hanno applicate: Milano e Bologna
Terzo punto: la legge quadro prevede che nei Comuni dove non ci sono i taxi, gli Ncc possono essere adibiti al servizio Taxi. in Italia i Comuni che hanno rilasciato le licenze senza avere i taxi, lo avranno fatto si e no in un centinaio. Con le autorizzazioni regionali non si risolvono i problemi di Roma e ancor meno con le autorizzazioni metropolitane o provinciali.
Secondo me, visto che in questo momento ci vuole una proposta di legge che vada bene per tutta Italia, l’unica proposta di legge che possa andar bene a tutti gli Ncc è una sanatoria e mi spiego.
Si fa un area comprensiorale obbligatoria per legge in tutti i capoluoghi di Provincia e di Regione. Si conta le licenze che sono sull’area comprensoriale e poi si rilascia le autorizzazioni di Ncc a tutti quei colleghi che hanno autorizzazioni fuori dall’area comprensiorale con bando pubblico, oppure riporti la tua licenza fuori dall’area comprensoriale e ne prendi una di Firenze o di Roma o di qualsiasi altra città e dopo applichiamo la legge quater come vogliono i taxi e chiudiamo i portoni per evitare che i Comuni che hanno ripreso le autorizzazioni le rimettano a bando e anche qui applichiamo la legge quadro se si vuole rilanciare una autorizzazione di Ncc dove non c’è il servizio Taxi la si rilascia con lo stazionamento nel parcheggio taxi e l’obbligo di presenza per evitare che i piccoli comuni rilasciano licenze in quantità industriale
Ultimo: se un Ncc ha un grande evento o un gran numero di servizi o un guasto all’auto, gli si da la possibilità come in Germania di andar ad un autonoleggio Hertz , Maggiore etc , e farsi dare un permesso temporaneo dal Comune che ha rilasciato l’autorizzazione per un periodo temporaneo. A Firenze i taxi hanno 30 licenze concesse alle cooperative che possono usare quando più gli fa comodo.
Quindi concludo che se si vuole risolvere il problema senza danneggiare nessun Ncc questa è la soluzione migliore è si chiama SANATORIA. SANATORIA. SANATORIA!

ndr – l’intervento di Simone Paoletti del Mugello ci apre una panoramica sconosciuta sulla disapplicazione della Legge attuale che norma il servizio Taxi e NCC, della quale il Legislatore dovrà tenerne conto, oltre a normare la Nuova Legge in linea con le nuove tecnologie e con un maggiore rispetto verso i cittadini. Sia verso il loro portafoglio che verso la loro libertà.
Mi appare evidente che la carenza di NCC su Roma sia viziata alla radice, come appare evidente che bloccare un singolo ncc a effettuare il proprio lavoro sull’area del Comune che rilascia l’autorizzazione e’ in contrasto con le elementari leggi del mercato.
Il Taxi è un servizio destinato all’utenza indifferenziata del Comune di appartenenza. Un NCC lavora solo con la propria clientela, che può essere ovunque in Italia e in Europa. Differenza sostanziale che determina una differenza essenziale di rapporto lavorativo.
Bologna insegna una metodologia di lavoro reale che consente una perfetta coesistenza lavorativa tra taxi e ncc, che dovrebbe essere il vero spunto per bene normare una nuova e definitiva Legge Quadro Nazionale.
L’utente sceglie liberamente se chiamare il radio-taxi o le cooperative NCC strutturate con Radio a bordo, a Bologna. L’utente sa’ che se chiama l’NCC anche sul last minute, pagherà molto di più rispetto alla tariffa del tassametro. I taxisti bolognesi lo sanno e non temono la concorrenza, che difatto nei loro riguardi non esiste a Bologna.
La questione della “rimessa” deve essere sicuramente rimodellata ai tempi moderni. La Legge passata non poteva immaginare che da uno smart-phone può arrivare una richiesta dall’altra parte del mondo etc. Nel mondo e in Europa le nuove applicazioni tecnologiche hanno di fatto normato il lavoro dei taxi e degli NCC. Deve l’Italia restare in ossequio a interessi personali al tempo delle caverne? NO. I Legislatori questo non lo vogliono.
Al passo con i tempi mi sembrerebbe opportuno che i Comuni rilascino a domanda ogni autorizzazione richiesta dagli NCC, magari dove ad ogni richiesta c’è il vincolo di un posto di lavoro, a differenza dei taxi dove il numero chiuso risponde all’equilibrio tra domanda e offerta. Per quale motivo, e voglio essere provocatorio, un capace imprenditore milanese non può ottenere con rapidità una o più autorizzazioni su Roma per fare lavorare i propri autisti in relazione alla propria clientela? Questo impedimento costringe l’imprenditore milanese ad usare su Roma una licenza della Regione Lazio che ha un costo e rappresenta un disagio per l’azienda. Ecco che la Sanatoria risolverebbe parte dei problemi. Perché il mondo produttivo di reddito, tasse, posti di lavoro degli NCC deve essere imprigionato da norme che obbligano l’utenza al servizio taxi? Allo stato attuale delle cose il noleggiatore dovrebbe uscire dalla rimessa e rientrare alla rimessa ad ogni servizio. Questo per non dispiacere i taxisti che temono di perdere clientela. La clientela degli NCC è diversa dalla clientela dei taxi. Il servizio che offre l’NCC è diverso dal servizio offerto dai taxi. L’NCC rischia tutto. Il Taxi non rischia niente. L’NCC vive nell’incertezza assoluta del libero mercato, il Taxi è protetto dal numero chiuso e dalla programmazione del Comune che valuta l’equilibrio fra domanda e offerta, tant’è che determina il prezzo del tassametro sotto il rigido controllo della polizia municipale.
Gli NCC il lavoro lo creano e creano anche posti di lavoro. I taxi il lavoro lo espletano. Gli NCC sono imprenditori, i taxisti sono quasi dei dipendenti del Comune. Il servizio e’ analogo, similare, ma diverso nella sostanza. Questo e’ quanto il Legislatore deve normare, nell’interesse dello Stato e del Lavoro, oltre che del cittadino-utente, e dello straniero, inglese, russo, cinese, americano che trova assurdo non potere usare un Italia il servizio UBER-black, che per legittima tutela dei taxisti dovrebbe avere l’obbligatorietà di avere delle tariffe doppie rispetto ai taxi stessi e non tentare di fare concorrenza ai taxisti con zero auto, perché difatto un noleggiatore con un Mercedes da 70mila euro non può, se e’ sano di testa, prestarsi a fare corse last minute a prezzi più bassi di quelli che i Comuni impongono ai taxisti col tassametro. Altro capitolo è uber-pop, vero pericolo il posto di lavoro del taxista, e quindi da dichiarare sicuramente fuorilegge, tranne che non si voglia distruggere il servizio taxi, che a me appare di vitale importanza. Non lo usi mai il taxi. Una volta nella vita che ne hai bisogno lo trovi, e anche questo è importante. Meno importanti sono i ragionamenti pretestuosi di molti sindacalisti che snaturano il senso del perché esiste il taxi ovvero che il taxi nasce dall’esigenza del Comune di offrire alla cittadinanza un servizio più costoso del bus, ma ugualmente efficiente, che proprio per avere gli standard di efficienza deve stare in un numero chiuso di licenze, così da mantenere un corretto equilibrio tra domanda e offerta. E non nasce certamente dall’esigenza di creare delle lobby voraci di fette di mercato cui per loro natura sono rifiutate. L’utente che esige un auto importante non vuole la 500 con un autista privo di camicia bianca, cravatta e abito nero classico, non parlante inglese e privo di acqua a bordo. Il noleggiatore non vuole certamente stazionare alla Stazione per portare chiunque ad un prezzo imposto. Ne’ gira per la città a “raccattare” utenti smarriti. Su questo il Legislatore deve intervenire, tenendo presente che le esigenze dei taxisti romani non sono le reali e legittime necessità dei taxisti di tutta l’Italia, ma anzi magari al contrario.


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