Taranto, profondo rosso: -231 imprese

//   4 febbraio 2012   // 0 Commenti

leonardo giangrande 300x199Anche l’anno 2011 viene archiviato in modo pesantemente negativo per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi della provincia di Taranto. L’esame del rapporto tra iscrizioni e cessazioni di attività, infatti, evidenzia saldi negativi ovunque, ed in misura molto più pesante dello scorso anno. Le cessazioni registrate sono state 1.226 (825 nel commercio, 159 nel turismo, 242 nei servizi) con un saldo negativo totale di -231 (-183 nel commercio, -9 nel turismo, -39 nei servizi). Nel 2010 il saldo negativo si era fermato a -64 ed era esclusivamente riferito al commercio (-75) mentre turismo (+7) e servizi (+4) erano riusciti a tenere.

“Tali numeri sono –commenta il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande- certamente conseguenza di una crisi senza precedenti che rischia di stravolgere totalmente il panorama imprenditoriale italiano, fin qui caratterizzato da un sistema diffuso di micro e piccole imprese. Un tessuto economico che la stessa Comunità Europea ha voluto tutelare varando la direttiva dello Small Bussiness Act, già recepita da Governo italiano, che però stenta a trovare una concreta attuazione. Il permanere della crisi dei consumi e le previsioni negative riferite al 2012, non possono che preoccupare fortemente.
Come ripetutamente sostenuto è assolutamente necessario che, pur nella consapevolezza di scenari nazionali ed internazionali che possiamo solo subire, tutte le istituzioni locali mettano al centro della loro agenda il problema della tenuta del tessuto economico, con riferimento particolare proprio al sistema delle micro/piccole imprese, non solo nel terziario, ma di tutti i settori economici ugualmente in sofferenza. Nelle scorse settimane abbiamo sollevato con decisione –evidenzia Giangrande- il problema dell’accesso al credito, avviando in solitudine un costruttivo confronto con le banche locali.
Un tema, quello del credito, evidentemente sottovalutato come i tanti altri che affliggono il sistema delle piccole imprese. Evidentemente le migliaia di piccole attività che chiudono ogni anno portando con sé altrettanti posti di lavoro, non meritano attenzione. Una conferma viene dall’attività svolta, fin qui, dalla Consulta per lo Sviluppo, tutta rivolta a risolvere i problemi dell’ENI, dell’ILVA e delle altre grandi realtà industriali, senza mai rivolgere attenzione al sistema dell’imprenditoria diffusa. Altra evidenza è la assenza di interventi a sostegno del commercio (nessun Comune jonico ha finora avviato la costituzione dei Distretti Urbani del Commercio) e del turismo (ritardi inammissibili sulla costituzione del Sistema Turistico e sulle questioni della erosione delle coste e dei depuratori).
Quanto al Comune di Taranto il saldo negativo nel commercio (-106 registrato nel 2011) ripropone, in tutta la sua complessità, il tema dello sviluppo economico e del sostegno al sistema delle piccole imprese a partire da quelle del terziario, fortemente legate per molti versi alla qualità dei servizi pubblici ed alla capacità di attrazione di nuovi flussi di consumatori e di turisti.”


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