Taranto, nuovo regolamento per le attività di somministrazione

//   9 febbraio 2012   // 0 Commenti

taranto 300x225Taranto – In dirittura d’arrivo il nuovo regolamento comunale che disciplinerà l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande nel capoluogo jonico. Le nuove norme procedurali di programmazione del settore sono contenute in 20 articoli che sintetizzano i criteri di programmazione e le linee guida adottate dal Comune di Taranto in materia di avvio di nuove attività.
Il regolamento, discusso nella seduta -presieduta dal consigliere Gianni Fabrizio- delle Commissioni Affari generali e Attività Produttive dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale prima di divenire esecutivo; esso rappresenta l’esito conclusivo di un percorso condiviso con le associazioni di categoria, la Direzione Urbanistica-Edilità, l’Asl Ta –Servizio Igiene degli alimenti e nutrizione.

Una novità da segnalare, i criteri di ‘sostenibilità sociale ed ambientale’ in base ai quali verranno valutate le richieste di autorizzazione per l’apertura di esercizi di somministrazione; spariranno infatti parametri numerici e si darà invece spazio alle peculiarità urbanistiche e vocazionali delle varie zone della città. Tuttavia, il regime autorizzatorio non cesserà del tutto poiché resterà nei poteri della pubblica amministrazione valutare che l’esercizio di nuove attività “non si svolga in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana”.
Dunque, porte aperte alla liberalizzazione ma contestualmente più spazio alle politiche di programmazione affinché la apertura del mercato non si traduca in un boomerang per le stesse imprese, soprattutto per quelle ubicate nelle zone ad alta concentrazione, ed in un fattore di criticità per l’utenza abituale dell’area (parcheggi, traffico, inquinamento acustico, incompatibilità ambientale, sicurezza etc.)

Allo stato attuale le attività di somministrazione sono 630 (comprensive di quelle annesse ad altra attività), la concentrazione maggiore è nelle zone Borgo, Tre Carrare e Italia Montegranaro; nell’ultimo anno si sono registrate 35 nuove aperture, 40 sub ingressi e 45 cessazioni. Vi sono zone come il Borgo e Città Vecchia dove si concentrano 213 attività, altre come Talsano e San Vito che contano 87 esercizi, pur trattandosi di zone densamente abitate ed a forte incremento turistico. Di qui l’orientamento del Comune a dotarsi di strumenti di pianificazione che favoriscano lo sviluppo economico equilibrato del territorio, pertanto le 6 circoscrizioni amministrative nel nuovo regolamento lasceranno spazio ad una suddivisione del territorio comunale in 5 zone, individuate secondo criteri di omogeneità (accessibilità, sostenibilità e requisiti aggiuntivi). Laddove per ‘accessibilità’ si intende il grado di dispersione degli esercizi e per ‘sostenibilità’ la capacità di una zona di reggere l’impatto di nuove attività.
La zona 1 (Città Vecchia e Porta Napoli) presenta un indice di ‘accessibilità’ basso e di ‘sostenibilità’ alto, mentre la zona 5 (Talsano, San Vito e Isole amministrative) è quella considerata ad indici più ‘elevati’, dato che in termini pratici significa: possibilità di deroghe ed agevolazioni nelle zone a maggiore affluenza turistica.

Concludendo, con il nuovo Regolamento comunale si porranno le basi per un sviluppo più ragionato della rete degli esercizi di somministrazione: le nuove attività dovranno anche rispondere ad una funzione di valorizzazione della città e del territorio comunale.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *