Taranto, allarme rapine. Commercianti in pole position

//   10 febbraio 2012   // 0 Commenti

rapina 1 300x235Taranto – “Un crescendo allarmante: furti, rapine a mano armata, attentati. Il 2011, un anno che rischia di concludersi anche peggio di come è iniziato. Dagli episodi criminosi (attentanti ai danni di attività commerciali) dei primi mesi del 2010, riconducibili probabilmente al racket delle estorsioni o a gruppi più o meno organizzati, si è passati ai furti ed alle rapine, con cadenza giornaliera negli ultimi tempi, ed addirittura a mano armata […].pertanto è necessario mettere in moto meccanismi e sistemi che aiutino ad elevare il livello di sicurezza dei cittadini e soprattutto di coloro che, come i commercianti che vivono a contatto diretto con la strada, sono i più esposti.” Dopo questa dichiarazione a mezzo stampa, del novembre 2011, i vertici provinciali di Confcommercio furono accusati di eccessivo allarmismo.

Oggi apprendiamo dalla stessa voce del procuratore, Franco Sebastio, che le rapine nel giro di un anno sono quasi raddoppiate e che tale fenomeno insieme a quello dei furti desta ‘preoccupazione’.
Allora Confcommercio richiamava l’attenzione sul crescente fenomeno delle rapine a mano armata ad opera, in taluni casi, di non professionisti del crimine, e proprio per questo ancor più pericolosi, perché non in grado di gestire le situazioni impreviste. Avremmo voluto essere smentiti dai fatti, ed invece purtroppo dopo qualche settimana, da quella dichiarazione, si verificò la tragica rapina al portavalori, con l’uccisione del povero vigilantes.
“A distanza di tre mesi la situazione purtroppo è proprio come l’avevamo descritta noi commercianti che –afferma Leonardo Giangrande, presidente provinciale di Confcommercio- viviamo a diretto contatto con la strada e che siamo le centraline di monitoraggio del livello di sicurezza del territorio. Le attività commerciali della provincia, negli ultimi tempi quelle del settore alimentare, sono fatte oggetto quotidiano di irruzioni a mano armata, solitamente all’orario di chiusura, in taluni casi con il ferimento delle vittime”

La cronaca recente delle rapine, ma anche dei furti, solitamente conferma che la presenza di un sistema di videoallarme installato presso l’attività commerciale, facilita l’intervento delle Forze dell’ordine ed in molti casi scoraggia il malvivente. Le imprese possono migliorare il proprio livello di sicurezza, dotandosi di un impianto di videoallarme-antirapina, collegato con le sale operative delle Forze dell’ordine, con le quali si è sottoscritto nel 2010 un protocollo d’intesa. La Camera di commercio di Taranto ha destinato delle risorse economiche al sostegno delle imprese che vogliano installare impianti di sicurezza, è auspicabile che il Governo faccia altrettanto e che prenda in seria considerazione le problematiche del territorio.
“La sicurezza delle attività commerciali è certamente un tassello importante, ma non basta. Il Protocollo infatti –osserva Giangrande- è un pezzo di un più ampio progetto della Prefettura di Taranto, basato sui “ Patti per la sicurezza per i Comuni di aree omogenee della provincia”, che prevede il coinvolgimento dei Comuni , ed in particolare dei sindaci. Va detto tuttavia che ad oggi non si sono visti grandi risultati e che l’installazione – in numero esiguo- di nuove telecamere stradali (il sistema di videosorveglianza urbana), collegate alle centrali operative delle Forze dell’ordine, non ha granché migliorato il livello di sicurezza. Sarebbe il caso che il Governo centrale fosse sollecitato dalle istituzioni locali a garantire un maggiore apporto di uomini preposti al controllo del territorio ed una dotazione di mezzi adeguata a supportare i sindaci dei comuni nelle attività finalizzate ad elevare la sicurezza delle aree urbane.”


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