LE NOVITA’ DEL GOVERNO RENZI NEL DIRITTO DI FAMIGLIA

//   3 aprile 2015   // 0 Commenti

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LEGALITA’: UNA RISPOSTA PER TUTTI Novità Giuridiche relative alla famiglia a cura dell’Avv. matrimonialista Ada Valeria Fabj. Chi vuole porre quesiti al giornale, in questa materia, avrà risposta! Studio legale Valeria Fabj, Bologna via Garibaldi 5, tel. 051/581706, fax 051/581329, mail avv.valeriafabj@studiolegalefabj.it

 

 

Conosciamo oramai tutti gli accenti trionfalistici di Matteo Renzi quando presenta le novità che vengono introdotte grazie al suo governo. Quelli che ha usato per un settore che tocca “ una famiglia su tre” in attesa di separazione o divorzio, sono apparsi sui giornali come innovanti e capaci di dimezzare addirittura il contenzioso giudiziale, mentre queste riforme sono ben poca cosa e noi, avvocati matrimonialisti, sappiamo come siano lontane da regole giuridiche giuste e moderne. Percio’, affinchè il cittadino possa valutarne la portata è necessario fare un passo addietro e accennare al travaglio della legge sulla famiglia, che approdò nelle aule parlamentari nel 1961, ma vide alla luce solo nel 1975 grazie all’evoluzione del costume e alla “ battaglia” sul “divorzio”, voluta e vinta da partiti socialisti e dalle femministe, nel 1970.
Il legislatore del 1975 ha avuto il merito di capovolgere la concezione della famiglia sino a quel momento istituzionale a struttura piramidale con a capo il marito, stabilendo la “parità tra i coniugi”, rivoluzionò il rapporto interno, introdusse “ la comunione legale dei beni” ( per beneficiare il coniuge debole, quasi sempre la moglie) così che i beni, mobili e immobili che venissero acquistati durante il matrimonio, anche da uno solo dei coniugi, ne rendevano comproprietario l’altro… valorizzò il principio dell’uguaglianza, e stabilì che “entrambi i coniugi sono tenuti con proprio lavoro, professionale o casalingo a contribuire ai bisogni della famiglia”, parificando il lavoro esterno a quello casalingo.
Una evoluzione verso la parità dei diritti, sino a quel momento negata alla donna che prima del 1975, quando contraeva matrimonio, perdeva ogni identità e doveva “consegnare la dote (ricevuta dal padre ) al marito !!”
Ovviamente, anche “separarsi” fu considerato “diritto”, però solo quando avvenivano fatti tali da rendere impossibile, o pregiudizievole per i figli, la convivenza! Fermo il concetto di “colpa” e per il coniuge offeso, gli effetti sui rapporti patrimoniali.
Nell’evoluzione dottrinaria e giurisprudenziale il concetto di “colpa” si è affievolito! Le norme sul divorzio hanno contaminato quelle sulla separazione e così la sentenza non definitiva sul vincolo – che la legge del 1987 sul divorzio prevedeva – fu applicata anche alla separazione.
Considerato che i tempi reali di un procedimento di separazione personale giudiziale sono quattro, cinque anni anche di più, se si arriva in Cassazione, per merito delle ripetute novellazioni non si devono piu’ attendere tempi biblici, ma in tre anni gli avvocati possono dare comunque inizio alla causa per scioglimento del vincolo (il divorzio), mentre ancora attendono la sentenza definitiva sulle questioni economiche della separazione.
Le novità de governo Renzi in materia di separazione e di divorzio?
Poche e non coordinate. E’ vero che la Legge 12 settembre 2014 n° 132 dà al cittadino la possibilità di risolvere la separazione (o il divorzio) in forma congiunta attuando la negoziazione assistita, una mediazione svolta da due avvocati, ma è necessario trovare un accordo su tutto (a chi andrà la casa, presso chi vivranno i figli minori, quanto dovrà pagare il coniuge economicamente piu’ forte)… I tempi non saranno certo brevi come si potrebbe pensare perché la responsabilità di quell’accordo ricadono sull’avvocato che tratta su diritti “indisponibili” e comunque dovrà, entro 10 giorni dalla conclusione, depositare gli accordi in Tribunale dove il P.M. darà l’approvazione!!!
E in quanto tempo non si sa!
Usiamo le parole di un noto giurista della famiglia che condividiamo alla lettera, per dire che “anche chi ha creduto nella ricerca di modelli alternativi di giustizia, ha la sensazione che questo nominativo sia sommario e superficiale pretesa di semplificare (con un insieme eterogeneo di disposizioni affrettate e non meditate appieno) i numerosi problemi che affliggono il processo civile. Ma non è in nome della sola urgenza, né attraverso uno “smantellamento” dell’apparato processuale che si renderà effettiva la tutela dei diritti” .
Attraverso la procedura di negoziazione assistita dagli avvocati, è questa la novità renziana, è l’avvocato che dovrà rispondere degli accordi fra i coniugi e, se dopo aver firmato l’accordo, uno dei due coniugi non ne sarà più contento, sarà l’avvocato a doverne rispondere! Inoltre quando si devono tutelare i minori l’intervento del Pubblico Ministero resta d’obbligo e “l’accordo” degli avvocati dovrà passare al suo vaglio, il cliente dovrà comunque attendere la decisione del Giudice e la legge non dice “entro quali tempi”…
Insomma una vera riforma sul processo di separazione non c’è!
Parliamo di “separazione”, perché tanto il reclamato “divorzio breve” passato alla Camera con la maggioranza dei voti, è stato fermato al Senato dal ministro Alfano che ha gridato: “ così si distrugge la famiglia!”.
Chi vive la realtà di questa branca del diritto da 50 anni, sa bene come questo “giovane legislatore” abbia perso l’occasione, in un momento storico – questo – in cui l’Italia viene severamente multata dalla Comunità Europea proprio per le leggi desuete sulla famiglia e sui minori, non in linea con le leggi europee. Il giovanilismo del Governo mostra ragnatele, non vi pare? Chi crede che qualche ritocco sia sufficiente a farci promuovere, si sbaglia!
La famiglia è ancora nella bufera giudiziaria di leggi incompiute e non collegate e il grave è che il legislatore non si è ancora accorto che “la famiglia” descritta da Jemolo non esiste da molti molti anni, e che il “Tribunale della famiglia” auspicato negli anni ’70, sarebbe sono un “carrozzone” destinato a far danni, ove si pensasse (come qualche ministro pensa) di tirarlo fuori.
Nell’oramai famoso Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 132 tra le misure urgenti d degiurisdizionalizzazione e definizione dell’arretrato in materia di processo civile, è stata inserita la possibilità, per chi vuole separarsi o divorziare, di fare da sé.
Come? I coniugi possono recarsi dall’ufficiale dello stato civile al quale porteranno il loro accordo di separazione personale o di divorzio e gli chiederanno di renderlo esecutivo, previo pagamento di un diritto fisso, ma quell’accordo deve essere frutto di “negoziazione assistita” da parte di un avvocato, perché puo’ contenere anche patti di trasferimento matrimoniale oltre che questioni di carattere economico.
Dunque gli avvocati devono essere e costano quanto prima, anche perché i rischi per l’avvocato ove sbagli, ad esempio, il testo del trasferimento immobiliare, ci sono e sono molti.
E’ vero che questa procedura non può farsi ove la coppia abbia figli minori, ma tanti auguri all’avvocato che si prenderà questa “gatta da pelare” e tanti auguri anche per i costi, perché aumenterà quello per l’assicurazione degli avvocati.

 

Rubrica con lo scopo di informare il cittadino sulle novità giuridiche relative alla famiglia. L’Avv. Ada Valeria Fabj dagli anni ’70 ha dedicato esclusivamente al diritto della famiglia e dei minori l’attività del suo studio legale a Bologna e a Ravenna sia in sede civile che penale, coadiuvata dagli avvocati Carlotta Berselli, Cristina Mitaritonna e Anna De Rosa (nella foto da sx a dx)


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