Roma Capitale, ok del governo Monti al decreto sui poteri

//   21 novembre 2011   // 0 Commenti

gianni alemanno

Il Consiglio dei Ministri ha dato via libera in prima lettura, al secondo decreto legislativo per l’attuazione della riforma di Roma Capitale. E’ il primo atto del nuovo governo guidato da Mario Monti che ha stabilito anche che i consiglieri dell’Assemblea Capitolina saranno 48. «Questa era una riforma preparata dal governo Berlusconi ma che è rimasta bloccata per gli atteggiamenti della Lega Nord»ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. E subito si è aperta la polemica nord-sud. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha rimarcato: «Questo non è un “buongiorno” per il nuovo governo. Mi sarei aspettato per prima cosa un provvedimento per la disoccupazione giovanile».

Il secondo decreto attuativo di Roma capitale approvato dal Consiglio dei ministri in prima lettura, dovrebbe entrare in vigore tra 90 giorni. Dopo questa prima approvazione il documento passa all’attenzione delle Camere, che potranno decidere di inserire eventuali modifiche al testo, prima di rinviarlo nuovamente al Consiglio dei ministri per una seconda e definitiva lettura. Il decreto legislativo disciplina, ai sensi dell’articolo 24 della legge 42/2009 (Federalismo fiscale) il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato a Roma capitale (turismo, beni culturali, Protezione civile) e stabilisce che, il trasferimento di funzioni dalla Regione Lazio a Roma capitale (quindi poteri in materia di urbanistica, edilizia, trasporti e commercio) sarà regolato da un’apposita legge regionale che il Lazio deve approvare sempre entro 90 giorni, come peraltro già aveva stabilito un protocollo d’intesa tra Regione e Comune che è stato siglato alcune settimane fa. In virtù dei nuovi poteri e funzioni trasferite a Roma capitale con il secondo decreto attuativo, al Campidoglio saranno trasferite anche maggiori risorse finanziarie necessarie all’esercizio delle nuove funzioni. Le risorse saranno trasferite a Roma con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze e di concerto con i ministri interessati, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del secondo decreto attuativo di Roma capitale.


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