Strategie d’ Impresa per il Bene Comune. Ne parlano l’Ucid e Corrado Passera

//   9 febbraio 2012   // 0 Commenti

manlio d'agostino

Con l’acuirsi della crisi economica, molte aziende si trovano in situazioni di difficoltà oggettive, in alcuni casi talmente gravi da rendere necessari interventi (anche esterni di manager o consulenti con esperienza) di ristrutturazioni aziendali.

Tali interventi, seppur necessari per risanare l’ impresa nel suo complesso salvaguardandola dalla chiusura totale, e consentendole di riprendere un nuovo corso, sono dolorosi poiché prevedono molto spesso – una innegabile riduzione parziale dei posti di lavoro.

Il pensiero dell’imprenditore cristiano si rivolge direttamente alle persone coinvolte ed alle famiglie che si ritrovano a gestire economicamente una precarietà (CIG-S, trasferimenti, …), ma anche psicologicamente e sociologicamente la percezione di una professionalità non reputata più utile (rifocalizzazioni su altri segmenti di business). In molti casi, questa condizione rischia di aggravarsi (rendendola ancora maggiormente precaria) quella dei giovani…!

La linea guida teorica è certamente della Dottrina Sociale della Chiesa che indirizza chi deve prendere tali decisioni, anche sulla conoscenza e valutazione degli impatti sociali, ponendo l’ancora più complessa questione della dimensione etica da conciliare con le tecniche di risanamento più efficaci.

Da un punto di vista più pragmatico, oltre al modello elaborato dal Centro SIRI denominato RIBC, sembra opportuno richiamare quanto sottolineò il Presidente Aldo Moro nell’ormai lontano 1978 “si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”, ma possiamo aggiungere anche con le risorse effettivamente disponibili. Mi sembra opportuno ricordare che una ristrutturazione aziendale deve prendere in considerazione anche quegli strumenti pensati ed inclusi nella riforma disegnata dal Prof. Marco Biagi che hanno un elevato contenuto umanistico e rispecchiano i valori della DSC. Parlo, ad esempio, dell’outplacement e della riqualificazione finalizzata al reinserimento mirato delle persone che in un piano risultano (purtroppo) in esubero!

In un momento storico, in cui si parla di riformare il Mercato del Lavoro, tanto il Parlamento quanto il Governo dovrebbe prendere in considerazione anche una maggiore valorizzazione di quanto già vigente”.


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