Riciclaggio ed ecologia: la carta ottenuta dallo sterco degli elefanti

//   22 maggio 2019   // 0 Commenti

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La necessità di riciclare i materiali come vetro, carta e molti altri deriva dall’interesse per la salvaguardia dell’ambiente, infatti preservare alberi, altrimenti destinati alla produzione di carta, potrebbe favorire la diminuzione delle temperature, delle alluvioni e dell’estinzione di alcune specie animali.

A questo punto occorre trovare dei metodi per produrre differentemente i materiali di cui necessitiamo per la nostra vita quotidiana, ciò avviene per esempio alla «Maximus», azienda riconosciuta a livello internazionale e fondata nel 1997 che si occupa di riciclaggio di materiali organici. Nello stabilimento è stata sviluppata una tecnica che permette di ricavare le fibre vegetali laddove ce ne sono in quantità, come nel letame degli elefanti, considerata la loro alimentazione ricca di fibre.

Ogni elefante adulto produce, quotidianamente, circa 180-200 kg di escrementi che, una volta recuperati, vengono lasciati essiccare al sole e, successivamente bolliti per un giorno intero al fine di eliminare i germi. Dopo aver aggiunto all’impasto la carta riciclata, il composto ottenuto viene versato dentro uno stampo immerso in un tino d’acqua e passato sotto dei torchi per eliminare l’eccesso d’acqua e realizzare dei fogli sottili mentre ai rulli spetta il compito di stirarli; si procede dunque con l’asciugatura e la carta è il prodotto finito.

Il progetto ha nobili fini in quanto intende creare nuovi posti di lavoro andando a supportare le comunità locali, soprattutto quelle delle aree rurali, migliorando la loro situazione socio-economica offrendo uno stipendio in cambio di un aiuto nel reperire la materia prima ma, allo stesso, tempo, mira a proteggere gli elefanti dal rischio di estinzione in quanto, spesso, la loro presenza crea notevoli danni alle coltivazioni motivo per cui vengono uccisi.

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