Ucraina, un’Olocausto animale in nome degli Europei di calcio

//   14 febbraio 2012   // 0 Commenti

cani randagi ucraina

20mila morti per una manifestazione sportiva. E’ un vero e proprio Olocausto animale, quello che si sta consumando da due anni a questa parte in Ucraina. Per “liberare” la strade da cani e gatti randagi in vista degli Europei di calcio di giugno 2012, si sta perpetrando una strage agghiacciante. Sono almeno 20mila gli animali trucidati ad oggi, con veleni, bastonate, fucilate e persino con un “forno crematorio mobile” (a Lysychansk, all’estremo Est del paese, vengono bruciate così le carcasse degli animali) rievocante la Soluzione Finale. Una vergogna senza fine che negli ultimi mesi, con l’avvicinarsi della kermesse, ha subito un’ulteriore escalation: si calcola che la metà delle vittime, spesso sepolte in fosse comuni ricoperte di cemento, sia stata uccisa recentemente. Un eccidio che rientra però nei termini della legalità, in quanto uccidere i randagi, in Ucraina, è concesso dalla legge. Anzi, le amministrazioni locali sono in prima fila nel “ripulire” in questo modo le strade delle proprie città ed hanno incentivato la cittadinanza a proseguire la mattanza con un’imponente campagna mediatica.

Da mesi le associazioni animaliste sono logicamente sul piede di guerra, e la questione è stata posta sotto gli occhi della comunità internazionale. Su YouTube e nel web circolano immagini e video (http://www.youtube.com/watch?v=yrrJh5bMN0I) che testimoniano la strage,  mentre molti, al grido di “Boycott Euro 2012” (qui per aderire su Twitter, qui su Facebook) cominciano a puntare il dito proprio contro il pallone e l’Uefa, accusata di prendere sotto gamba il problema. “In uno sforzo apparente di mostrare al mondo un’immagine affascinante del Paese, migliaia di animali sono stati massacrati per ordine delle autorità ucraine”, attacca Mimi Bekhechi dell’associazione People for the Ethical Treatment of Animals (Peta). “Stimiamo che circa 15-20mila cani randagi siano stati trucidati solo a Kiev in un anno”, aggiunge Louisa Schlepper, attivista di Peta Germania. La più logica soluzione al problema – sterilizzare gli animali e costruire canili – è naufragata perché i 4 milioni di euro promessi dall’Uefa non sono mai arrivati, i fondi sono magicamente spariti. Intanto le uccisioni continuano senza sosta.


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