Finalmente….!

//   21 gennaio 2012   // 0 Commenti

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

standard poor 300x168E già, qualcuno si è deciso finalmente ad intervenire. Lo ha fatto, con coraggio e lungimiranza, la Procura della Repubblica di Trani che ha mandato la Guardia di Finanza negli Uffici milanesi della Standard&Poor’s, onde verificare quanto fossero attendibili e scevri da condizionamenti esterni o interni, gli atti ufficiali in possesso dell’Agenzia di rating  che pochi giorni fa avevano declassato l’Italia, insieme ad altri Paesi Europei di due punti, facendoci scivolare nella fascia BBB+.

L’inquisitore è ora, inquisito. Che goduria!

Un plauso, quindi, al Tribunale pugliese ed all’azione giudiziaria diretta a tutelare i risparmiatori e l’Italia tutta. Semmai, una domanda mi sorge spontanea: come mai un’iniziativa del genere non è stata intuita da altri Uffici maggiormente titolati e meglio messi in ambito territoriale? Doveva essere un piccolo, seppure determinato ed efficiente, Tribunale di provincia a comprendere ciò che a molti è apparso, sin dal primo momento,una palese disinformazione, non corrispondente alla realtà dei fatti?

Un condizionamento dei mercati attuato Standard&Poor’s (preciso, privata ed Americana!), teso a sviare e pilotare con premeditazione, i mercati e diretto a colpire ingiustamente ed ingiustificatamente nazioni, come l’Italia, in sofferenza è vero, ma nella fase più critica e delicata quella delle riforme e delle liberalizzazioni, provvedimenti rivolti a dare respiro e fiducia proprio agli investitori Europei ed Internazionali.

Ricordo che il Diritto Processuale Penale affida alla Pubblica accusa, leggasi Pubblico Ministero, l’obbligatorietà dell’azione penale. La meraviglia è  maggiormente giustificata e riposta nell’accertare che nel nostro Paese non si viaggia per canoni e regole prestabilite ed assodate, in virtù delle quali il cittadino percepisce a priori che gli Organi preposti alla sua tutela siano  sempre e comunque efficaci, efficienti e presenti, come dovrebbe essere ed a volte lo è. Ma a seguito di iniziative personali, adottate, spesso, da figure e soggetti periferici e defilati che bene svolgono il ruolo istituzionale degli Uffici nei quali operano.

Lo dico con sommessa preoccupazione, non per un senso di critica asettica e disfattista, al contrario. Il mio scopo è migliorare un servizio puntando il dito ed evidenziando anomalie e scollamenti che purtroppo esistono nella gestione della cosa pubblica.

Può aiutare a meglio comprendere il ragionamento, la vicenda della nave da crociera Costa Concordia. Tutti conoscevano la consuetudine da parte dei Comandanti dei natanti di quella flotta (sono pronto a credere che accada anche  per altre) effettuare manovre e cambiamenti di rotta repentine e diversificate, come se si trattasse di un gioco, una carnevalata. Quei tutti sono, in primis, gli addetti alle Capitanerie di Porto, i cui tracciati marini sono controllati e seguiti costantemente. Dopo di che, il responsabile della compagnia armatrice che ha per anni sopportato e concesso che avvenissero pratiche di questo genere, pericolose e gravi. Infine, i Comandanti, uomini alla Schettino, scarsamente motivati e caratterialmente fragili, come sta ampiamente dimostrando l’inchiesta.

Soggetti, tutti legati ad un “file rouge” comune, la responsabilità, il dovere. Elementi che appaiono essere stati disattesi in più occasioni e circostanze. Un fischiettio generale che mi sembra di sentire, “fin che la barca va…”, come cita un noto ritornello, direi, calzante.

Chiedo venia a tanti che nella Pubblica Amministrazione si prodigano ed operano in silenzio e con abnegazione, a costoro va la mia comprensione e solidarietà. Ma è necessario fare chiarezza e precisare che chi fa il proprio dovere non può essere considerato un eroe, come qualcuno ha lasciato intendere che fosse il  Comandante De Falco, l’Ufficiale che ha diretto le operazioni di salvataggio dei passeggeri della nave Concordia, mentre si trovava alla Capitaneria di Porto di Livorno la sera della disgrazia.

Eroe di che, di cosa e perché.  Per aver impartito ordini precisi e decisi a colui che doveva essere là dove non era? Dovremmo chiamare eroe anche il Procuratore di Trani, allora, che con la su indagine ha fatto esultare l’orgoglio nazionale.

No, siamo fuori. Di questo passo rischiamo di svilire gli “eroi veri” quelli che hanno perso la propria vita per salvare il prossimo, episodi e gesti per nulla assimilabili a quelli di coloro che operano e lavorano regolarmente e diligentemente attuando i compiti per i quali sono pagati.

Certo, ce ne fossero di Comandanti alla De Falco che ha avuto anche il merito di sviare interviste ed evitare programmi televisivi di alto rango. Ce ne fossero di Magistrati come il P.M. Michele Ruggiero di Trani che avvisa l’Agenzia di rating di aver manipolato i mercati con giudizi “…falsi, infondati ed imprudenti…” sul sistema economico-finanziario e bancario italiano – cita l’accusa..

La realtà è varia, come variegata è la nostra comunità al cui interno troviamo persone come l’omissivo Schettino della nave Concordia, o strafottenti ed inconcludenti impiegati pubblici, oppure tutori dell’ordine che delinquono, o magistrati che sbagliano a giudicare, o medici che procurano la morte del paziente, o, solo per concludere, politici sorpresi con la “bustarella” in mano. Non possiamo farci nulla., “homo homini lupis”, cita  forbito detto latino.

Io che mi definisco un idealista non intendo arrendermi, non  voglio adeguarmi e lotto per l’affermazione della meritocrazia, chi sa lavorare (De Falco e Ruggiero, docet!) deve essere premiato, a vantaggio del servizio pubblico, naturalmente.


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