Spiagge. Galli (Concessionari): Oggi al MEF non siamo privilegiati

//   4 aprile 2019   // 0 Commenti

Walter Galli, portavoce del Coordinamento dei concessionari pertinenziali, e cioe’ di quelle concessioni demaniali su cui siano state costruite strutture in cemento – nel corso di un’intervista al quotidiano online Spraynews.it – ha spiegato la situazione che coinvolge numerosi imprenditori, a suo dire strozzati dai canoni annuali schizzati dal 3000 al 5000% in seguito al 2007. Nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, Galli, in rappresentanza della categoria, ha posto all’attenzione della politica la richiesta di una legge che sospenda le decadenze, le cartelle esattoriali e i pagamenti sino alla riforma dei canoni annunciata dal Ministro del Turismo per la prossima legge di stabilita’. Galli ha inoltre annunciato una manifestazione, prevista per oggi alle 14 sotto al Mef, per sollecitare i sottosegretari di Lega e 5Stelle Massimo Bitonci e Laura Castelli affinche’ “comprendano che inserire la sospensione dei pagamenti e delle decadenze non e’ un favore alla presunta lobby dei balneari, ma e’ unicamente lo strumento per consentire a centinaia di imprese e ai loro dipendenti di arrivare ancora in piedi all’agognata riforma dei canoni”. Secondo il coordinatore, che fino al 2006 dichiara di aver pagato 4800 euro annui di canone piu’ il 15% di addizionale regionale, “nel 2003 l’allora governo Berlusconi, ministro dell’Economia era Tremonti, fece una norma che aumentava del 300 per cento i canoni concessori per tutti. Un aumento che aveva una sua logica, andando a intervenire su situazioni che potevano oggettivamente configurare un privilegio. Ebbene quella riforma non e’ mai stata applicata. Ogni anno c’era una deroga. Ma c’e’ di piu’, il governo Prodi, entrato in carico nel 2006, abrogo’ la legge e condono’ l’aumento dei canoni del 2004, 2005 e 2006. Parliamo di una cifra che si aggira sui 550 milioni di euro. Il mancato aumento dei canoni del 2003 – prosegue Galli – e’ stato, in buona sostanza, il motivo per cui l’intero gettito programmato dallo Stato venne riversato sulle nostre concessioni. Il canone minimo e’ rimasto a 351 euro per tutti i concessionari “normali” e noi siamo diventati gli agnelli sacrificali. Siamo stati agganciati ai valori immobiliari Omi (peraltro in categorie pure sbagliate e che non prendendo in considerazione l’attivita’ svolta dai concessionari) e i canoni che ne sono usciti sono inverosimili, fuori da ogni logica di mercato”. Il Coordinatore descrive poi la situazione paradossale per molti concessionari, per cui “molti si ritrovano con cartelle esattoriali da 4-500mila euro, ci sono comuni che fanno partire le decadenze delle concessioni. 300 pertinenziali sono oggi alla canna del gas e se non si interviene in tempo per loro la riforma dei canoni interverra’ a babbo morto. Molti avranno gettato la spugna. Consideri poi che oltre ai costi proibitivi di cui le parlavo prima siamo tenuti ad una fideiussione di due anni di canone. Un conto e’ una fideiussione su 5mila euro un altro su 100-200mila. Molti di noi per ottenere la fideiussione sono stati obbligati a portare in garanzia la propria casa. I termini di rischio per i posti di lavoro? Parliamo di circa 1200 dipendenti con contratto a tempo indeterminato piu’ gli stagionali – conclude Galli – se non arriva questa benedetta riforma dei canoni e se non viene inserita nel decreto Stabilita’ la sospensione dei canoni e delle cartelle esattoriali un terzo di noi non fara’ la stagione estiva.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *